Buon pomeriggio a tutti

Scrivo un piccolissimo e brevissimo articolo per quanto riguarda i flat perchè in questi giorni sembra essere un argomento che imperversa in modo piuttosto ampio online. In questi giorni mi è capitato tra le mani un pò un grattacapo abbastanza appassionante, che ho voglia di capire mettendomi ancora una volta nei panni dell’ignorante che non conosce, unico vero sistema per capire a fondo qualcosa e fare le domande anche piu banali a chi ne sa qualcosa in piu. Se si vuole imparare, prima bisogna riconoscere di non sapere.

Al di là di questo, “gira voce” che molti astrofili soffrano diversi problemi nell’applicazione dei FLAT con i nuovi CMOS che appaiono (dai RUMORS) piuttosto nervosetti nell’applicazione…sovracorrezioni, introduzione di aberrazioni, mancate applicazioni etc.

Prima di sbattermi per cercare almeno di capire dove sta la ragione, mi rivolgo a TUTTI GLI ASTROFILI NEOFITI possessori di sensori CMOS che lamentano problematiche a capire come si ottiene un flat, almeno nelle sue operazioni meccaniche:

a) Telescopio verso l’alto, allo zenit se siete in postazione da campo o dove volete se siete in postazione fissa. L’importante è che la superficie della flat aderisca bene all’imboccatura dell’ottica. Attenzione, la flat non deve essere nè troppo grande nè troppo piccola, soprattutto NON DEVE FLETTERE.

b) Apporre sopra al telescopio una flatbox. Questa non deve essere l’ex televisore di nonna, non deve essere una torcia in testa, non deve essere una maglietta di zio franco, non deve essere la calza autoreggente della fidanzata, non deve essere nient’altro che una benedetta FLATBOX che sia costruita come FLATBOX e che si possa utilizare come FLATBOX. Meglio ancora se invece di una flatbox si utilizza la volta celeste all’alba

c) Evitate l’esperienza “miocuggino”: pulite la testa dalle cavolate lette in giro, operate con cognizione di causa

D) Non togliete, non girate, non sfocate, non fate NULLA al sensore fino a quando non avrete ottenuto la sequenza di flat. Riprendete la foto in un certo orientamento e ad una certa posizione di fuoco, FATE I FLAT SUL CAMPO, non aspettate di andare a casa, mangiarvi un panino, fare la nanna, andare a fare la spesa, dare due calci al telescopio e poi provare a fare i flat.

e) Accertatevi che non ci sia condensa sulle lenti e alla peggio anche sul sensore, possibilmente FATE I FLAT a inizio serata subito dopo aver fatto il fuoco dopodichè riprendete e non toccate piu nulla.

f)mantenete stessa temperatura del sensore, fondamentale.

g) fatene tanti, almeno 21.

h) NON SPARAFLASHATE IL SENSORE. un flat dovrebbe durare ALMENO piu di un secondo/un secondo e mezzo, tre è un valore mediamente riconosciuto..quindi abbassate la luminosità

Ho scritto le poche banalità che tutti sanno ma che a mio avviso in pochi sono molti accorti ad applicare.a dovere.

Quindi, e qui concludo, non ha senso lamentare il malfunzionamento di FLAT e di SENSORI se prima non ci si adopera per ottenere un flat nella giusto modo. Bisogna comprendere se tra 100 flat che non hanno successo, 99 sono dovuti a errate PROCEDURE. E io ho un FORTISSIMO sospetto anche d questo punto di vista, considerando la marea di nuovi astrofili che sta approdando all’astrofotografia.

L’esposizione viene assolutamente dopo… se mantenete fede a questi criteri, l’80% del lavoro è fatto.

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