Benritrovati a tutti i lettori

stamattina mi sono svegliato piuttosto carico e stavo parlando con un grande amico astrofotografo della bassa italia, proprio di questo argomento in generale..

E quindi cosi…ho deciso di scrivere un articolo/papozzo lamentevole e noioso che tratta finalmente un argomento che viene in genere gestito non sul merito della “questione” quanto piuttosto sul giudizio e sul pregiudizio che questo (e non so perchè) comporta.

Partiamo un attimo da un contesto ben preciso,

La signora Cesira ha acquistato un’auto è andata bene per un pò, poi sbaglia a fare il pieno ci mette gasolio anzichè benzina e come è normale rimane a piedi in strada. Alza il cofano, ma non ci capisce nulla perchè nessuno le ha spiegato la differenza tra benzina e gasolio e tantomeno ci sono tutorial universali che possono risolvere il problema perchè il mercato è pieno di auto completamente diverse, unite solo dalla frase “ok è un’auto” (come a dire..ok è un sensore..). Quindi spatacca un pò col cellulare, legge 10 tutoria per sistemare un problema analogo su altre macchine, ma essendo la SUA auto differente da quelle citate nei tutorial letti il problema non si risolve.

A quel punto decide di apporre il triangolo e ad agitare le mani urlando nell’attesa che qualcuno si fermi. Si ferma un tizio che potremmo definire “fissato con la meccanica”, scende, le chiede cosa non va…e questo tizio inzia a farle domande: “Scusi ma in che distributore l’ha fatto il gasolio? Quanti chilometri ha fatto da quando ha fatto il pieno?“, e via discorrendo “ha il libretto di istruzioni nell’auto? Perchè qua ci sarebbe da fare uno spurgo ma se ha la centralina probabilmente ci sarà anche qualche parametro che si è dovuto – adeguare – e quindi è difficile che riusciamo a farla partire nell’immediato. Allora, proviamo a fare in questo modo…”

La signora, impettita perchè forte del fatto di aver preso la patente che la autorizza a guidare e ci ha speso per prenderla.. non ci sta a passare per quella che non si cura della sua roba (ATTENZIONE…atteggiamento AUTOINDOTTO…anche perchè in realtà il “fissato” non si cura proprio di aspetti che non siano la risoluzione del problema..ndr), la signora non ci sta a passare nemmeno per quella che non sa rispondere ad alcune domande e anzichè incuriosirsi e cercare di capire il perchè “il fissato con la meccanica” le stia facendo ste domande, inizia a blaterare.. “Eh ma lei complica, ma lei è troppo legato alle istruzioni, ma lei è esagaratemente pignolo, ma come diavolo fa a divertirsi a guidare la sua auto, ma guardi lasci stare me la risolvo da sola“, dopodichè va su facebook e inizia a fare post lamentevoli e strazianti dicendo che certa gente in strada è talmente appassionata di meccanica che non fa che rovinare il bello di un sereno viaggio con tutto quel che ne consegu, con buona pace del “fissato”..

Il problema è che la signora a casa ci è tornata con l’autobus e la sua auto è dal meccanico, il quale tra l’altro si chiede perchè per un semplice spurgo sia stato interpellato e quindi presenta giustamente il suo salato conto.

Ora, qual è la differenza tra la signora e il fissato? Niente…semplicemente una visione DIVERSA della passione del guidare, semplicemente una CURIOSITA diversa ma soprattuto un DIVERTIMENTO diverso, ok? La signora voleva solo andare in giro. Lui invece trova miracoloso il mezzo di trasporto quindi unisce sia la bellezza del girare con la conoscenza nei rami di suo interesse. Sono legittimi entrambi no? A parte il blaterare..sono legittimi entrambi.

Tornando a bomba nella nostra passione, avviene purtroppo la stessa cosa e la spiego un attimo..

Mi Presento, sono Fabio Mortari, sono un astrofotografo definibile di “medio livello”, faccio foto con cadenze piuttosto irregolari e in questa passione(avendo delle basi in tutti questi campi) sono affascinato dalla meccanica, dall’informatica, dall’elettronica e dalla logistica e dall’approccio anche matematico volto al funzionamento di un setup. E’ una caratteristica strana, perchè in realtà l’approccio di questo tipo è una risorsa enorme..permette di sviscerare, di parlare a ragion veduta, di concentrarsi su un problema in maniera obiettiva, di misurarsi con le proprie esperienze, di incastrare a volte meglio le cose ma soprattutto di risolvere a te e agli altri i problemi che vengono posti. Detto in parole povere, a mio avviso è una manna dal cielo. Che lo si veda come una peculiarità, che la si veda come una normalità, che la si veda come una perdita di tempo..va bene tutto…ma non può essere relegata allo status di difetto o fatta passare come discriminante. E’ ingiusto. E’ stupido.

Eppure…eppure oggi questo strano mondo dell’astrofotografia, vede di cattivo occhio un approccio di questo genere. Perchè “complica”. E’ complicato aprire un libretto di istruzioni, leggerlo, far di conto e applicarlo. Perchè “si spaventa la gente”, perchè “si allontana dalla passione”, perchè “non fa bene all’astrofotografia”, perchè “ma cosi perdi il divertimento”, perchè “non è molto social”, perchè “è troppo da vecchia scuola”.

Ora, ritengo tutto questo elenco di contestazioni una puttanata di proporzioni bibliche. Perchè quando è alla fine, quando si arriva a raschiare il fondo del barile, una cosa è vera e una soltanto: questa roba risolve problemi e ne anticipa altri. E non importa molto se questo viene applicato ai “vostri” setup, l’iimportante è che funzioni sui miei…quindi, per inciso, è normale che se si chiede un aiuto a risolvere una problematica il mio approccio sia questo.

Ma sia chiaro..perchè mi piace. Perchè mi diverte QUESTO linguaggio che se vogliamo è anche UNIVERSALE perchè è praticamente valido a 360 gradi. Ecco, oggi chiedere ad una persona che ha un problema su una propria immagine una domanda del tipo “ma qual è il range dinamico del tuo sensore?” mette nell’antipatica risposta del “tu ti fai troppe paranoie” ergo..sei in fissa = mi stai giudicando. Il perchè non si saprà MAI.

Ti fai troppe paranoie..sei in fissa.

Anche questa frase, che mi son sentito dire ormai decine di volte, è quanto di piu banale esista. Perchè…perchè il fatto che l’interlocutore NON CAPISCA ciò che gli stai mostrando o il dubbio che ti è venuto, mette già nell’ottica di dover sparare un giudizio sulla persona decontestualizzando l’esigenza reale. La cosa piu facile da dire è che “si è in fissa” e non esiste niente di piu becero e ignorante di un approccio del genere, volto a screditare invece che a collaborare..

Purtroppo è un qualcosa che alla lunga mette a noia, perchè non è chiaro il motivo per cui una persona che magari non si pone alcune domande venga riconosciuto come uno che si diverte e uno che si pone domande piu profonde e tecnicamente piu consistenti, venga relegato a un fissato o a uno che si fa delle paranoie. Questa è una boiata, è una cazzata e se lo pensi te lo sta suggerendo la tua ignoranza abissale… non è vero..anzi…è proprio lo STUDIO che ti mette in relazione con i tuoi setup in maniera ANCORA piu divertente, ancora piu performante e con molte possibilità in piu. Oltre a costituire una sacrosanta base EFFICACE su cui appoggiare il proprio metodo di PROBLEM SOLVING.

Ma attenzione…nessuno dice di studiare, ognuno la propria passione la sviluppa come vuole ed è legittimo. Ma altrettanto legittimo dire “vabè io la vedo cosi”..amen..dov’è il problema? Perchè un approccio “va bene” e l’altro “è da fissa?”

“Ma si che ti frega riprendi e basta”…quanti di coloro che leggono che magari sono molto vicini a quello che sto scrivendo, si son sentiti dire questa stupidaggine. Riprendi e basta..ma non ha alcun senso! Un setup fotografico per astronomia costa diverse migliaia d’euro. Averne piu di uno fa booom…costa. E’ una passione che costa e la percezione del costo si basa tantissimo sull‘utilità marginale (<–. se non sai cos’è, clicca) e quindi è OVVIO che ad un certo punto se non si vuole sempre ricorrere all’assegno in tasca, è bene spremere a fondo ciò che si ha. E per farlo, l’aspetto teorico rappresenta SEMPRE una base di partenza su cui muoversi. Ripeto, base di PARTENZA non di ARRIVO.

PER CONCLUDERE

Per concludere questo momento anche di condivisione sulla “filosofia” con cui ognuno si approccia alla materia (e io appunto, ho la mia) posso dire a distanza di diversi anni che l’astrofotografia è qualcosa di molto complesso, di assolutamente divertente ma non cosi semplice. Questo non significa che non si possa “fare astrofotografia” o che si debba “nascere imparati” (come si dice dalle mie parti) ma avere l’idea che ci sia un percorso entusiasmante da compiere è qualcosa di assolutamente meraviglioso.

L’astrofotografia, da tenere presente, non è una branca dell’entertainment, come appare il messaggio che sembra essere il must di questi periodi….ma una branca dell’astronomia. Poi UNO se vuole può relegarla a quello ed è SACROSANTO perchè l’individuo può fare quello che gli pare…ma a maggior ragione una logica di questo tipo non dovrebbe interferire con la percezione del GIUSTO PERCORSO TEORICO.

A dimostrazione di questo basta parlare con astrofili di qualche tempo fa, per capire che certi concetti erano assodati e qualche calcolino veniva sempre fatto, vuoi sulla risoluzione di uno stepper, vuoi su un campionamento, vuoi su aspetti geometrici etc.etc….spesso l’astrofotografo era anche ricercatore amatoriale..e quindi è piuttosto normale che a fianco di un percorso legato all’astrofotografia ci sia ANCHE il percorso teorico, la SETE di sapere e di provare, la voglia di PORSI DOMANDE, di approfondire. Quindi sinceramente, non capisco il problema che ci si fa ad avere a che fare con una logica di questo tipo. Boh.

Ad ogni modo, questa è la mia visione del contesto. Non c’è imposizione, non c’è mostra, non c’è niente che non sia la personale voglia di scendere sempre un pò di piu a capire quali sono le forze in gioco. E dico questo per esprimere l’ultimo concetto..se questa visione non ti appartiene, se non la condividi, non significa che ci sia un giusto e uno sbagliato. Non è bene creare discriminazione…I due modi di vederla, sono SEMPLICEMENTE due modi differenti di vivere la propria passione, che non possono costituire un giudizo sulla persona. Non ha alcun senso, è un’aberrazione “social” in cui spesso leggo che si cade per sfiduciare il diverso, per togliere credito o per stare su una difensiva che in realtà ricade in un colossale nonsense.

Infine…sia chiaro, l’approccio tecnico teorico è molto inclusivo…e se mai avrai un problema sui tuoi setup, scrivi…perchè due calcoli magari per capire se il campionamento è corretto o se la guida va bene, li possiamo sempre fare. La matematica, l’approccio teorico e tutto quanto legato alle formule, sono aspetti INCLUSIVI per definizione molto di piu della frase “eh..ma quello è in fissa.”

Formule serene

Fabio Mortari.

2 commenti
  1. Carlo Folli
    Carlo Folli dice:

    Vedi, Fabio, poco tempo fa mi trovai a commentare, sul solito fb, una fotografia e alcune considerazioni sulla percezione delle immagini fotografiche. Un tale, esperto astrofotografo, espresse forti critiche su ciò che (NON) avevo scritto (ma che, suppongo, lui volesse immaginare che io avessi scritto). La discussione proseguì e io ne restai allibito: sembrava un dialogo tra sordi – lui continuava a rispondere come se non avesse letto quello che avevo scritto (che in qualche caso, addirittura, decisamente coincideva con la sua opinione – e lo contestava, mah)…
    Alla fine, dopo aver abbandonato la sterile discussione capii…
    Lui non poteva nemmeno immaginare che fosse possibile, realmente, che qualcuno potesse mai pubblicare una astrofotografia se non per pavoneggiarsi della sua bravura e della sua superiorità.
    Insomma ci trovavamo su due sponde talmente diverse, lontane, da paragonarle a due universi distinti (paralleli o no).
    Siamo diversi. Diversi.
    Cieli sereni.
    Carlo Folli

    Rispondi
    • Fabio Mortari
      Fabio Mortari dice:

      Purtroppo spesso nelle discussioni online si fa una gran confusione, motivo per il quale a suo tempo decisi di aprire questo blog (ex AstrofiloNeofita..)

      Rispondi

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