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Dopo aver capito cosa osservare con un telescopio ed aver approfondito un pò la conoscenza superficiale di montature e motorizzazioni, veniamo ad un discorso ben piu complesso, le ottiche. Per scarsa preparazione e per incompletezza di informazione, consiglio di leggere in maniera superficiale ciò che sto dicendo e di affidarsi piuttosto all’ampia documentazione che si trova online o, meglio ancora, affidarsi ad un gruppo astrofili.

Nonostante questo, è mio desiderio parlare di questo aspetto in quanto di primaria importanza per la scelta del proprio primo strumento.

Punto subito al dunque: nell’ambito dei telescopi ci sono tantissime configurazioni e innumerevoli “schemi ottici”. Pensate che solo nella configurazione “telescopio riflettore” sono presenti almeno sei tipi di schemi ottici diversi e con sistemi di correzione delle immagini diversi e con performance diverse:  Newton, Cassegrain, Maksutov, Schmidt etc. e via discorrendo.E’ mia intenzione trattarne solo tre, che sono quelli piu in voga nell’immaginario collettivo di ogni Astrofilo Neofita. Gli schemi ottici di cui parlerò sono

1) Telescopio con ottica Newtoniana, Riflettore

2) Telescopio Rifrattore.

3) Telescopio con ottica Schmidt-Cassegrain, riflettore

Le differenze tra i tre telescopi sono sostanziali, sia in termini di ottiche che di risultati visivi.I valori piu sensibili di cui tenere conto durante la scelta sono

a) Diametro di Apertura

b) Lunghezza Focale

c) Rapporto Focale

oltre ovviamente ad eventuali certificazioni ottiche, che sono normalmente impensabili sui telescopi entry level.

RIFRATTORE

Il telescopio rifrattore è uno strumento costruito secondo questo schema ottico:

rifrattore

e nella sua fisionomia si presenta come un tubo allungato:

Telescopio_rifrattore_lungo_altazimutaleiciamo che questo rappresenta nell’idea comune “il telescopio”.

Il rifrattore si fa apprezzare grazie ad una grande secchezza nelle immagini, le stelle appaiono puntiformi e i dettagli di luna e pianeti sono ben contrastati, se le ottiche sono di una certa qualità.  Spesso è preferito in fotografia dove si pone come strumento fotografico d’eccellenza per il largo campo e quando si trovano strumenti corretti sono forse i migliori in tutto.

Come vediamo dallo schema presentato sopra, la luce entra all’interno del tubo attraversando delle lenti poste come “obiettivo”, un pò come gli obbiettivi delle macchine fotografiche per intenderci. Una volta che la luce è passata attraverso queste lenti (che possono essere piu di una, anzi…SONO piu di una 🙂 ), viene scomposta (o rifratta) e ricomposta in un punto fino a raggiungere il focheggiatore posto in fondo allo strumento ed attraverso delle manopole che ne allungano o diminuiscono l’escursione permettono di regolarne la messa a fuoco.

“pro” di questo tipo di ottica sono

– Ampi dettagli sugli oggetti (ad esempio sui pianeti)

– Immagini piu luminose e contrastate, stelle puntiformi.

Essendo un sistema “a lenti” è però soggetto ad un effetto chiamato “aberrazione cromatica”. Cioè, ha la tendenza a mostrare caratteristiche di luce non corrette nel momento in cui avviene la ricomposizione dell’immagine. Per evitare questo problema, si è reso quindi necessario elaborare delle lenti in modo migliore, con tecniche e materiali nuove e calcolandone la perfetta collimazione all’interno del gruppo “obbiettivo”, che è quello antistante. Questa operazione di correzione ha costi molto elevati. I telescopi rifrattori quindi traggono una parte del nome da questo tipo di correzione, diventando “rifrattori apocromatici”, “rifrattori semi-apocromatici” o “rifrattori acromatico”.

I contro sono:

– Un rifrattore che lavora a dovere costa un sacco di soldi (

– Maggior delicatezza nell’uso (se ti cade son dolori)

Quindi se la vostra idea è quella di comprare un telescopio rifrattore con 3/400 euro compreso di motorini, montatura etc.etc, va da se che il rischio di trovare ottiche non corrette è abbastanza alto. Purtroppo, da quel poco che so, per acquistare un rifrattore buono bisogna affrontare un investimento che ritengo eccessivo per un neofita che nemmeno sa quanto utilizzerà il telescopio, a meno che un astrofilo non parta già con le idee chiare e non abbia già osservato in diversi telescopi sviluppando la passione nel tempo, ma questo è un altro paio di maniche

Non posso comunque non citare alcuni rifrattori a 89 euro o a 130 euro spedizione inclusa…e li cito in silenzio, a buon intenditor…. 😯

Altra musica invece se si parla di rifrattori “fatti a dovere”, non posso negare che siano quelli che forniscono maggiori dettagli e in un certo senso preferibili ad altre ottiche in ambiti fotografici (si parla di cifre oltre i 5/6.000 euro…)

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RIFLETTORE NEWTONIANO

Il telescopio Riflettore Newtoniano presenta invece un’ottica completamente diversa:

sche_new..mentre questa è l’immagine del telescopio per come comunemente si presenta:

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Come si intuisce dallo schema dell’ottica, la luce entra, arriva in fondo al tubo dove vi è posto uno specchio primario generalmente quasi parabolico (non una lente, ndr!) viene riflessa (riflettore!!) e convogliata verso un altro specchio (secondario) il quale ha il compito di raccogliere il cuneo di luce in arrivo dal primario e convogliarla verso il focheggiatore.

Questa configurazione è tra quelle piu utilizzate, trovando forte consenso nel mercato che ne ha fatto diminuire sensibilmente i costi. Inoltre è un pò meno “delicato” rispetto ad un rifrattore, anche meno pesante e questo lo rende facilmente trasportabile.

I pro sono:

1) facilità di impiego e collimazione

2) vasta gamma di possibilità e configurazioni

3) rapporto qualità/prezzo spesso vincente soprattutto sulle fasce economiche

4) adatto a oggetti del profondo cielo

I contro sono:

1) minor definizione e minor contrasto rispetto ad un rifrattore, perde molto sul planetario

2) può mostrare un’ombreggiatura al centro dell’immagine dovuta alla presenza dello specchio secondario (ahimè)

3) a lungo andare può rendersi necessario rialluminare gli specchi, essendo “aperto” e lasciando passare quindi molta aria all’interno del tubo

Nonostante questo, ritengo a livello personale che il telescopio newtoniano rappresenti per chi inizia un ottimo punto di partenza, risultando valido per effettuare la visualizzazione della maggior parte degli oggetti nonchè tentare i primi approcci fotografici con una spesa contenuta. Io ho scelto questo.

Schmidt-Cassegrain

Un altro schema ottico che riscuote notevole successo è lo Schmidt-Cassegrain, che riporta questo schema ottico:

Schmidt-Cassegrain-Telescope

In quest’ottica, abbiamo qualche elemento in piu rispetto al rifrattore e rispetto al newtoniano. Abbiamo infatti una lastra posta nella parte anteriore, chiamata “lastra correttrice” o “lastra di schmidt”, che corregge il segnale luminoso in entrata, il segnale arriva allo specchio primario che si trova in fondo il quale riflette la luce verso un ulteriore specchio che è parecchio arrotondato e funziona da moltiplicatore. Il segnale moltiplicato arriva poi al focheggiatore che è posto in fondo allo schema ottico ed esce dalla culatta posteriore.

Essendo che la luce viene moltiplicata da uno specchio semi-sferico, l’immagine risultante sarebbe parecchio arrotondata, ecco il motivo per il quale si è reso necessario anteporre la lastra di Schmidt, che corregge questa aberrazione. La moltiplica invece è stata inserita per allungare la focale dello strumento, che normalmente ha un rapporto focale F/10.

La messa a fuoco avviene attraverso un apposito registro che anzichè muovere il focheggiatore come nei precedenti telescopi. sposta direttamente lo specchio primario in avanti o indietro, permettendo cosi di regolare il punto di fuoco allungando o diminuendo micrometricamente la lunghezza focale del telescopio.

Uno dei telescopi Schmidt-Cassegrain piu in voga è il Celestron C8, palestra per molti astrofili neofiti:

91020XLTcome si vede nell’immagine, all’apertura abbiamo la lastra di Schmidt.

I pro di questo tipo di ottica sono i seguenti:

1) lunga focale su dimensioni ridotte: grazie al moltiplicatore si può ottenere una focale molto lunga su telescopi corti. Pensate ad esempio che il C8 ha una lunghezza fisica di circa 50 cm, mentre la sua focale è pari a 2 metri!

2) forti ingrandimenti e grande dettaglio: ottimo quindi per pianeti e per oggetti luminosi del profondo cielo

3) peso ridotto: si può utilizzare per effettuare riprese in Alta Risoluzione di pianeti e luna, sfruttando montature piu piccole (tipo la eq5)

4) Trasporto facilissimo e collimazione semplificata: si collima solo lo specchio secondario.

i contro  invece sono i seguenti:

1) avendo una lastra anteriore, nelle serate con forte umidità si appanna

2) Avendo una lunga focale che ingrandisce molto l’immagine, risulta essere parecchio sensibile alle condizioni di cielo: con atmosfere turbolente può risultare molto difficile mettere a fuoco

3) Ottenenendo il fuoco attraverso lo spostamento dello specchio primario, il peso dello stesso può spostare il fuoco. Questo non è un problema durante le osservazioni, ma risulta un pò rognoso nelle serate fotografiche

4) a patto di prendere diametri ampi (dai 250mm in su) ha la tendenza a impastare un pò considerando poi l’ostruzione dello specchio secondario che non è proprio ininfluente.

5) avendo una lunga focale, non è particolarmente luminoso. Ma abituato l’occhio questo non rappresenta piu  un problema reale.

Nonostante questi contro, che sembrano su carta essere insormontabili, il telescopio lavora davvero bene e rappresenta una scelta importante dal momento che si può considerare un telescopio tuttofare e con prestazioni eccellenti.

DIAMETRI, FOCALI, RAPPORTI

Da bravo neofita, mi rivolgo ai neofiti…quando si viene a contatto per le prime volte con questo affascinante mondo, si viene letteralmente investiti da una serie di parametri che sembra non voler dire molto..apertura, diametri, capacità di raccogliere luce, luminosità e chi piu ne ha piu ne metta. Essendo neofiti, non penso sia il caso di affondare la propria intenzione nella ricerca della prestazione tout court…però possiamo buttare uno sguardo ad alcuni parametri fondamentali che possono darci l’idea di ciò che stiamo comprando.

Primo aspetto da non sottovalutare è che il telescopio funziona finchè raccoglie luce. Piu luce raccoglie e maggiore sarà la luminosità e la possibilità di ottenere alcuni dettagli. Questi valori si misurano con tre parametri fondamentali che sono: diametro dell’apertura, lunghezza focale, rapporto focale.

Il diametro d’apertura è molto semplice da individuare. Si misura in millimetri (mm) e varia normalmente dai  70mm ai 300/400 mm. Va da se che un 150mm raccoglie meno luce di un 200mm, ma contestualmente ne raccoglie molta di piu di un 130mm o di un 114mm.

Per dare un’idea dell’importanza di questo valore, si tenga presente che se confrontiamo un telescopio con apertura da 150mm con uno di apertura 200mm, abbiamo 5 centimetri in piu di apertura. Questi cinque centimetri sembrerebbero una banalità trascurabile..niente di piu sbagliato. Pensate ad un disco. Se lo ingrandite di 5 cinque centrimetri, la superficie di materiale che dovrete integrare è notevole. Quindi anche se un’apertura di 5 centimetri in piu può sembrarvi una bazzecola, non lo è: anzi.

Abbiamo poi la lunghezza focale: questa è la misurazione del percorso che la luce deve compiere all’interno del tubo. L’aumentare o il diminuire di questo parametro favorisce o meno la possibilità di dettaglio del telescopio. Ad esempio, un telescopio come il mio ha una focale da 750mm e con questa focale riesco a scorgere come dettaglio di riferimento lo “spazio nero” che c’è tra Saturno e i suoi anelli. Un telescopio con una focale minore, probabilmente non riesce ad arrivare a questa definizione. Mentre un telescopio con una focale maggiore (ad esempio 1000mm) permetterebbe di osservare dettagli maggiori del pianeta. Bisogna considerare che una focale piu lunga aumenta anche “le dimensioni” dell’oggetto, quindi in certi ammassi stellari o con oggetti di grandi dimensioni (come andromeda) può rivelarsi controproducente perchè si rischia di non poterli gustare nella loro interezza. Diversamente, una focale corta ha come “contro” il fatto di non poter scorgere dettagli degli oggetti piu piccoli e lontani. Anche qua..questione di compromessi.

Infine abbiamo il rapporto focale, e sarebbe quel numero che c’è dopo il valore “f/” che si trova in tutte le schede tecniche dei telescopi. Questo da un’indicazione di luminosità e si calcola dividendo il diametro dell’apertura/lunghezza focale. A valori di F piu alti corrisponde minor luminosità.

Esempio: Un telescopio 150mm di apertura con focale da 750mm ha un rapporto focale pari a : 750/150=5 quindi F/5

Da qui possiamo fare alcuni esempi di circostanza..se io avessi lo stesso telescopio con una focale piu lunga, scende la luminosità ma aumenta il dettaglio. (1000/150 = F/6.6). Quindi è vero che avrei piu dettaglio, ma avrei anche minor luminosità. Viceversa, se io accorciassi la lunghezza focale del telescopio a 500, avrei: 500/150=F/3.3. Quindi maggior luminosità ma minor possiblità di scorgere dettagli.

Di seguito alcune configurazioni standard:

Telescopio 150/750 = F/5

Telescopio 200/1000 = F/5

Telescopio 200/1200 = F/6

etc.etc.etc.

Per concludere, considerate che la focale insieme al diametro saranno poi importanti per quel che riguarda l’aspetto “peso”, quindi è necessario cercare un buon compromesso tra montatura e ottiche.

Il Fuocheggiatore

Infine, non si può non parlare del fuocheggiatore. Il focheggiatore è quel dispositivo che può essere posizionato in fondo al tubo ottico (nel caso di telescopi rifrattori o alcuni riflettori) oppure a qualche decina di centimetri dall’apertura anteriore (newtoniano)

E’ un dispositivo che nelle macchine piu economiche risulta piu o meno in questo modo:

SkyWatcher_focheggiatore_Crayford

 

e solitamente attraverso delle viti è fissato al tubo ottico.

Il fuocheggitore è quell’elemento verso cui converge tutta la luce del telescopio e permette attraverso il movimento delle rotelle poste alla base, di allungare o accorciare il punto di messa a fuoco in modo da ottenere immagini nitide (tranne ad esempio nello Schimdt Cassegrain che come abbiamo visto, il fuoco si raggiunge spostando lo specchi primario). Nel fuocheggiatore devono poi essere inseriti gli oculari che sono gruppetti di lenti che forniscono gli ingrandimenti necessari per la visualizzazione degli oggetti. Gli oculari, a loro volta, sono intercambiabili..se avrete intenzione di passare molto tempo a godervi la semplice visualizzazione astronomica, conviene mettere da parte qualche centinaio di euro per acquistarne diversi e farsi una riserva ben fornita. Quello che deve essere chiaro però è che maggiori saranno le performance degli oculari e piu precisione servirà al fuocheggiatore in quanto spesso il punto di messa a fuoco “verte” nello spazio di pochi millimetri.

Purtroppo, essendo Astrofili Neofiti non abbiamo possibilità di scegliere in maniera precisa il tipo di focheggiatore fornito nel nostro tubo ottico. Va detto però che spesso nei telescopi di fascia economica molto bassa, questo rappresenta un limite non indifferente. Purtroppo nella maggior parte dei casi è opportuno convivere con quello fornito e magari prendere in considerazione una sostituzione futura con focheggiatori piu performanti, ma tranquillizzatevi perchè per iniziare è sufficiente quello montato di serie. I difetti piu comuni di cui soffrono i  fuocheggiatori economici sono relativi alla precisione e al carico sopportato. Diciamo che se l’obbiettivo è quello di fare semplice visualizzazione, difficilmente potreste incappare nell’esigenza assoluta di dover cambiare il fuocheggiatore. Mentre, qualora abbiate voglia di scattare foto, è probabile (ma non certo..) che nasca l’esigenza di aver maggior precisione e quindi dotarvi di un fuocheggiatore piu performante.

Vi consiglierei di dare una letta alla sezione Strumenti, dove ho già recensito gli strumenti in mio possesso: due newtoniani e uno schimidt-cassegrain.

 

 

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Dunque, stabilito ciò che possiamo osservare con un telescopio,scendo un pò piu nel dettaglio per andare a vedere superficialmente quali sono i componenti di base di cui tenere conto nella scelta del primo telescopio. Voglio però concentrare gli sforzi parlando di ciò che all’astrofilo comune appare come uno standard: il telescopio riflettore newtoniano. E’ quello che normalmente viene indicato come primo telescopio, si trova anche a costi accettabili (dalle 200 euro in su), già con una spesa intorno alle 5/600 euro si può “ambire” ad uno strumento con ottimo rapporto qualità prezzo. Ovviamente di telescopi ce ne sono una marea, dobsoniani, newtoniani, rifrattori, riflettori, quadrati, tondi, di traverso, col freno a mano, autoradio, accendisigari, frigobar, neon viola, spoiler retrattile e lettore dvd.  :mrgreen:

Questo per dire che impossibile per il sottoscritto parlare di tutti i telescopi esistenti, non ne ho l’esperienza nè la competenza: quindi vedo di essere conciso di considerare quel poco che conosco solo in termini newtoniani in quanto normalmente rappresentano lo start-up di buona parte di Astrofili Neofiti. Ma se il vostro obbiettivo e solo la mera visualizzazione senza andare a pensare a foto & co, allora considerate anche la valutazione sui telescopi su montature Dobson: spesso si trovano strumenti molto corretti a prezzi interessanti.

Innanzitutto cominciamo da un elenco di ciò che parleremo, che rappresenta un pò la “noce” di tutte le opportunità che bisogna conoscere prima di fare una scelta:

  1. Montatura
  2. Motorizzazione
  3. Ottiche e focheggiatore
  4. Accessori (cannocchiale polare, adattatori fotografici, alimentatori, palmare GoTo, computerizzazione del sistema)

Cerchiamo di vederli un pò piu dettagliatamente, ma per onor di verità non mi spingerò oltre a ciò che sono le mie competenze e i miei esperimenti. Diciamo che posso raccontare attraverso la mia esperienza “perchè” mi trovo bene con ciò che ho a disposizione e in qualche caso perchè ho scelto determinate caratteristiche piuttosto che altre. Quindi ciò che dico va letto come infarinatura generale e non completa e come condivisione di un’esperienza.

Ritengo anche utile pensare a questi elementi in maniera separata,  durante l’acquisto: si può ovviamente scegliere un telescopio completo (come quello che ho acquistato io) oppure si può scegliere di acquistare separatamente alcuni oggetti (ad esempio montatura in un negozio e ottiche in un altro) a patto però di rispettare i requisiti di configurazione (ad esempio, che gli attacchi del telescopio siano adatti per la montatura, o che i motorini di Ascensione Retta e declinazione siano quelli specifici per la montatura, etc)

Sta alla vostra conoscenza e necessità scegliere come operare. Per quel che mi riguarda, ho adottato lo stesso ragionamento fatto nel precedente articolo: essendo un neofita, per eliminare una parte di errori e sbattimenti dati da errate configurazioni, ho preferito acquistare tutto in unica soluzione: un telescopio completo.

 La Montatura

La montatura è la base di appoggio su cui si muove il telescopio. Si trova appena sopra al treppiede ed ha gli attacchi per fissare la nostra ottica.

Normalmente, per chi non ha mai avuto un telescopio, la montatura rappresenta un’ovvietà (nel senso: se compro un telescopio è ovvio che mi danno la base su cui montarlo adatta) ma è proprio la montatura che rappresenta il punto principale del nostro sistema, sia dal punto di vista tecnico che da quello meramente pratico.

Ci sono diversi tipi di montature e diverse marche, normalmente se ne trovano tre nel commercio entry level di largo consumo:

1) Montatura Altazimutale: è un tipo di montatura dove vi è la base che gira di 360 gradi e premette di passare ad esempio da nord a sud e da est a ovest semplicemente girando il telescopio, nella maniera piu intuitiva possibile. Invece per regolare “l’altezza”, c’è un perno che si posiziona piu o meno nel centro del tubo ottico. In un certo senso, per puntare un oggetto basta girarsi verso di esso e puntarlo come si farebbe con un fucile. Limite: a patto di prendere montature molto costose e particolarmente precise, non sono indicate per la fotografia.

2) Montatura Equatoriale: è un tipo di montatura in cui ci sono sempre due assi che si muovono, solo che il piano di riferimento è la terra e non il cielo. Quindi Permette degli inseguimenti molto piu lineari, è un pelo piu precisa ma è anche molto meno intuitiva. Per puntare ad esempio gli oggetti a sud, può diventare abbastanza laborioso posizionare in maniera corretta il telescopio, e sulle prime sembra quasi muoversi secondo regole illogiche. Quindi non si tratta di puntare gli oggetti come si farebbe con un fucile, ma di trovare il giusto modo per raggiungere la porzione di cielo che ci interessa. Limite: il costo e il peso. Una buona montatura equatoriale può costare anche svariate migliaia di euro, e pesa un bel pò.

3) Montature Dobson: sono montature molto semplici, fanno parte della famiglia “altazimutale” ma si appoggiano direttamente al terreno e permettono un utilizzo immediato del telescopio senza troppi concetti astrusi sui movimenti. Non è necessario allinearle, si “cerca”, si “trova” e si “osserva”.

Per dare l’idea di ciò di cui stiamo parlando ecco una foto

lemontaturedeltelescopio

A sinistra c’è l’equatoriale, mentre a destra c’è l’altazimutale

Già da questa immagine si può vedere come l’equatoriale sia  un pò piu “corposa” e un pò piu “complessa”. Ma piu versatile, senza ombra di dubbio.L’idea condivisa da molti astrofili è che l’equatoriale sia assolutamente preferibile se si intende poi approcciare all’ambito fotografico.

 Mentre sulla montatura altazimutale non trovo altro da aggiungere a causa di una certa inesperienza (sostanzialmente si punta e si osserva) , sulla montatura equatoriale si aprono dei capitoli interi. Senza voler entrare troppo nello specifico, c’è un parametro da tenere conto ed è la capacità di supportare il peso. Le montature equatoriali che vanno per la maggiore sono le seguenti:

a) Eq 2

b) Eq 3

c) Eq 5

d) Heq5

6) Eq6

7) Eq8

A numero maggiore equivale una capacità di sopportare peso maggiore. Questo si traduce in maggior stabilità e inseguimento migliore una volta motorizzata con i motorini specifici per quel tipo di montatura.

Per rendere “efficace” questo discorso, prendo il caso della montatura eq.5.

La montatura Eq5 ha una capacità di carico “sulla carta” pari a circa 12 kg (ma sono meno, ve lo potrei garantire). Questo significa che 12 kg sono il peso massimo oltre il quale si va incontro a determinati danni (ai motorini, alle frizioni di bloccaggio etc) inoltre bisogna considerare che piu ci si avvicina alla soglia limite e meno risulterà stabile la montatura ad esempio a causa del vento o anche durante le semplice visualizzazione dove il telescopio lo si tocca, lo si striscia, ci si appoggia etc. Quindi va da se che caricare una montatura Eq5 a 12 kg è un’operazione che è meglio non fare.

Scendiamo quindi ad un teorico quanto arbitrario 10 kg di peso ammesso su questa montatura per una serata di osservazione visuale entro i termini di sicurezza.

Ora, il mio telescopio ha un diametro di circa 150mm e una focale di 750.  Il suo peso si aggira intorno ai 7 kg, sopra c’è un cercatore con la sua piastra (consideriamo un mezzo chiletto per stare abbondanti) in piu abbiamo l’oculare. Ci avviciniamo quindi intorno agli 8 kg.

Perchè è importante sapere questo dato? Perchè a volte i costruttori sono fin troppo generosi quando si tratta di valutare le potenzialità del proprio prodotto dal punto di vista fotografico, e non è raro trovare telescopi grandi quanto il mio appoggiati su montature piu esili e quindi meno stabili.

Questo è uno degli elementi che può “far perdere la pazienza”: si punta un oggetto e poi la montatura non è stabile, oppure i motorini di Ar e Dec non inseguono a dovere.

 

A volte capita di leggere setup forniti dalle case in cui forniscono una montatura (esempio, Eq4) con telescopi abbastanza cicciotti sopra (ad esempio un 200 f5). Se volessimo approcciare con questi set-up alla fotografia a lunga posa, ci troveremmo con un telescopio “enorme” rispetto alle possibilità della montatura e quindi uno strumento anche performante ma quasi inutilizzabile fotograficamente parlando su una montatura cosi esile.

Altri esempi di configurazioni che ho letto in giro:

Telescopio 150mm (come il mio) montato su una Eq3.

oppure

Telescopio 200mm montato su una Eq5

Entrambe, le considererei configurazioni adatte al visuale e per la foto a corta posa (luna, Giove Saturno e brevi scatti di oggetti come Andromeda o qualche ammasso globulare) e fuori limite per il fotografico a lunga posa perchè il rischio di trovarsi poi con una montatura un pò ballerina non è indifferente. Quindi se fate come me, che in principio volevo solo fare visuale e poi mi son trovato ad appassionarmi alla fotografia a lunga posa, sappiate che se nel sistema non vi rimane abbastanza tolleranza  bisognerà prendere in considerazione un cambio radicale della montatura. Le strade sarebbero, nel secondo caso (telescopio da 200 su eq5): o si fa un downgrade dell’ottica (magari passando da un 200 di apertura ad un 150, ma può essere un pò demoralizzante) oppure si fa un upgrade della montatura (passando da una eq5 ad una heq5 o una eq6) Il secondo caso è ovviamente molto piu oneroso (dalle 500/800 se si va sull’usato fino ai 1.300/1.700 se si va sul nuovo).

Occhio alle Descrizioni del Prodotto

A volte sono le stesse descirizoni dei prodotti ad essere un pò ottimistiche e a questo bisogna prestare attenzione in riferimento all’accoppiata telescopio/montatura. Ad esempio nella descrizione del prodotto da me acquistato c’è scritto:

Particolarmente indicato per le fotografia a lunga posa, sara’ apprezzato dalla maggior parte degli astrofili che ricercano una grande versatilita’ unita ad immagini chiare e definite

Letto? Particolarmente indicato per la fotografia a lunga posa…verifichiamolo!

Dunque, se parliamo di fotografia a lunga posa, bisogna considerare che la stabilità è un obbligo indissolubile, pena la creazione di foto mosse e difficoltà nel mantenere l’allineamento. Ecco quindi che le tolleranze sui pesi scendono, bisogna stare almeno un 25% sotto al peso massimo consentito.

Riprendiamo la mia Eq5: peso massimo intorno ai 12kg, togliamo il 25% e abbiamo un limite fotografico teorico intorno ai 9 kg: per fare foto a lunga posa con autoguida elettronica, è necessario almeno avere un cercatore guida e poi è necessario considerare una camera di guida e una reflex o ccd per la foto. Invece se non volessi utilizzare autoguida elettronica ma fuori asse, non potrei probabilmente ottenere molti risultati perchè la focale del telescopio è un pò corta (750mm)

Quindi : 7 kg di telescopio + 1 kg tra reflex e ccd + 2 etti di cercatore (tagliato fine mi raccomando) ecco che andiamo intorno agli 8 kg e mezzo, siamo al limite.

Appare chiaro che diversamente da come scritto dal costruttore, la mia configurazione non è “particolarmente adatto per fare fotografia a lunga posa”  ma è considerabile al massimo entro la soglia limite per approcciare a questa tecnica. E infatti, foto a lunga posa ne faccio ma con mille accortezze e dopo aver eseguito la modifica della porta st4 su eq5. Vi prometto che un giorno posterò i grafici dei movimenti dei motorini durante pose fotografiche e vedrete come la tendenza a “soffrire” il peso si fa ben sentire. Nessun problema,  e lo ripeto, nel visuale.

Ricapitoliamo: occhio alle super offerte ed ai telescopi sovradimensionati rispetto alla montatura. Tutto deve essere equilibrato.  Come ho scritto, conta tanto l’utilizzo che si prevede di fare: visuale, fotografico a corta posa, fotografico a lunga posa. Se prendete questo come riferimento, vedrete che configurazioni “oneste” possono essere telescopi da 150 su heq5 o  un’oneroso 250 su un’onerosa eq6, o telescopi da 114 su eq3 etc:  queste permetterebbero di fare ottime serate di visualizzazione, buoni inseguimenti e di ottenere pure qualche scatto decente, garantiti da una montatura piu che sufficiente allo scopo.

Non ho capito: Foto a lunga posa o corta posa

Lo dico in parole povere:

1) Foto a corta posa: per oggetti luminosi, si tratta di scatti che hanno un’esposizione entro il minuto/minuto e mezzo. Questo tipo di foto non necessita ulteriori attrezzi sulla montatura oltre al telescopio e la macchina fotografica. Va benissimo per planetario, alcuni ammassi globulari etc. Oltre al limite temporale, la foto viene mossa a causa di errori intrinsechi (allineamento, errore meccanico, etc)

2) Foto a lunga posa: per oggetti poco luminosi, si tratta di scatti che non hanno un limite espositivo  (possono essere anche di un’ora di esposizione), e necessitano di un sistema di guida (che sia fuori asse o parallelo). Per un sistema di guida, è necessario un telescopio aggiuntivo con una camera di acquisizione aggiuntiva che permetta di inseguire il movimento celeste. Poi la guida può essere manuale o automatica etc ma come principio generale, bisogna considerare un carico maggiore sulla montatura.

Nel prossimo articolo parleremo dei motorini, goto etc. Intanto, buona ricerca