Questo breve articoletto vuole essere un semplice resoconto di come ho cercato di mettere in pratica il desiderio di non dover collegare ogni volta che fotografo tutti i cavi di alimentazione e usb. Inoltre ridurre al minimo l’assorbimento di energia e quindi aver una maggior autonomia a parità di batteria. 

In tal contesto gioca un ruolo fondamentale il portatile che anche affidandosi alla batteria interna, richiede inevitabilmente una ulteriore presenza di alimentazione da rete; sul campo si può ovviare con batteria ed inverter, aumentando dunque assorbimenti, riducendo ulteriormente durata batteria ecc..

Ho iniziato quindi la mia ricerca di un pc, piccolo, che potesse essere alimentato a 12v e cosa fondamentale, poterci installare i vari software a me cari e necessari (ascom, maxim, sequence generator, stellarium, phd2…).

La ricerca mi ha portato ai mini pc con processore Z83. Sono distribuiti da varie marche e si trovano sui vari negozi on-line (inutile qui elencarli..).

Quello che ho acquistato e provato è della Bqeel, queste le caratteristiche principali :

Bqeel Mini PC Z83II con Windows 10 Home, preinstallato; connessioni : 1x Gigabit LAN, 1x USB 3.0, 2x USB 2.0, 1x HDMI, 1x uscita audio, 1x SD slot (espandibile fino a 128 GB), 1x collegamento per l’alimentazione plug-in dotazione. I 32 GB di memoria sono sufficienti per molte applicazioni e profili utente. Inoltre, è possibile espandere la memoria con estrema facilità, basterà installare una memoria SD, una chiavetta USB o un hard disk USb ; supporta 2,4GHz + 5.0G WiFi e tecnologia Bluetooth 4.0, supporto 1000M LAN, 2GB RAM DDR3, 32GB di memoria di massa ,(con possibilità di espansione fino a 128GB). 

Fatta questa breve panoramica procediamo con ordine (almeno spero).

Acceso il pc e finito di configurare Windows 10 seguendo i semplici passaggi a schermo, si deve creare una rete wifi ad-hoc.

  • Aprite innanzitutto il prompt dei comandi andando su Start → Tutte la app → Sistema Windows, cliccando con il tasto destro del mousesu Prompt dei comandi, selezionando dal menù a tendina Esegui come amministratore e confermando con Si alla comparsa della finestra Account utente.
  • digitate il comando netsh wlan show driverse confermate con Invio. Controllate ora la riga con la dicitura Rete ospitata supportata e, se compare la voce Si accanto, allora vorrà dire che è tutto Ok, altrimenti dovrete provare ad aggiornare i driver e riprovare successivamente.
  • digitate quindi il comando netsh wlan set hostednetwork mode=allow ssid=NomeRete key=ChiaveRete, dove NomeRete sarà il nome che volete assegnare alla vostra rete, mentre ChiaveRete sarà la chiave di accesso alla rete stessa, che dovrà essere di almeno 8 caratteri. Successivamente alla pressione di Invio, verrà creata la vostra rete ad hoc.
  • Ora va attivata la rete stessa e per far ciò basta digitare, sempre dal prompt dei comandi, il comando netsh wlan start hostednetworke premendo Invio. Vedrete quindi comparire la scritta Rete ospitata avviata a conferma del corretto avviamento.

 

A questo punto manca di fare in modo che Windows crei e attivi la nostra rete ad hoc in automatico e all’avvio di Windows stesso. Questo ci permette di non da aver bisogno di alcun monitor da portarsi dietro per le nostre serate g-astronomiche

Si crea un file di testo (temporaneamente va bene salvarlo sul desktop). All’interno di questo file ci riportiamo questa scritta :

netsh wlan start hostednetwork 

A questo punto possiamo salvare il file con nome che preferiamo.

Creato questo file di testo che per capirsi chiamerò Avviowifi.txt , che dovrebbe trovarsi sul desktop, dobbiamo rinominarlo cambiandone l’estensione da .txt a .bat.

Abbiamo quindi il file Avviowifi.bat che dovrà essere copiato nella cartella “Esecuzione automatica” di Windows; quindi copia e incolla nel percorso qui sotto riportato :

C:\Users\NOMEUTENTE\AppData\Roaming\Microsoft\Windows\Start Menu\Programs\Startup

Bene, passiamo alla parte finale, ovvero fare in modo che da un qualsiasi portatile (CLIENT) o altro pc si possa accedere alla wifi creata sullo Z83 (SERVER) in modo da poter gestire lo Z83 in modalità remoto, ovvero senza cavi ma comunque sempre a distanza tale da permettere alla wifi dello Z83 e quella del nostro Client di potersi vedere.

Io ho optato per il software gratuito TightVNC (http://www.tightvnc.com/).

Quindi scarichiamo Download TightVNC (Installer for Windows (64-bit) o  Installer for Windows (32-bit) ) ed installiamolo sia sul SERVER (z83) sia su CLIENT (portatile o pc fisso).

Il programma funziona se l’ip del server è noto, in tal modo dal client indicheremo l’IP del server e password (inserita lato server da noi). Vediamo  con calma :

LATO SERVER :

Abbiamo la nostra nuova connessionewifi ad hoc creata – la troviamo sotto “apri cento connessioni di rete e condivisione” – e sempre da tale finestra clicchiamo su “Modifica Impostazioni scheda” e selezioniamo scheda che dovrebbe avere nel nome “Connessione alla rete locale (LAN)”, poi proprietà (pulsante destro del mouse) :

Selezionare ora “Protocollo Internet Versione 4(TCP/IPv4) ;

Cliccando su proprietà di apre una finestra dove dobbiamo inserire l’IP ed altri parametri della connessione lato SERVER

Potete inserire i numeri sopra riportati, l’importante è ricordarsi l’indirizzo IP che stiamo immettendo.

Ovviamente ci possono essere casi in cui tali impostazioni non vadano bene con altre reti già esistenti lato SERVER o CLENT in tal caso va affrontata la cosa caso per caso.

Fatto questo, clicchiamo ovviamente su ok e seguiamo le istruzioni a pc.

Sempre lato server facciamo partire VNC (precedentemente installato), quidi da programmi/TightVNC/TightVNC Server (Application Mode)/RunTightVNC Server

Viene una piccola icona in basso a destra, cliccandoci con pulsante destro andiamo su configuration :

E settiamo la nostra password .

A questo punto possiamo fare un bel riavvio e lasciare lo Z83 (server).

Andiamo sul nostro portatile, dove abbiamo installato precedentemente TightVNC e facciamo partire il Viewer, ovvero :

programmi / TightVNC / TightVNC Viewer

Se non vi sono imprevisti si apre una finestrina :

A questo punto basta inserire l’IP inserito sul server e cliccare su connect; ci verrà richiesta password che abbiamo messo in fase di configurazione VNC Server. Stop, ci si dovrebbe ritrovare il desktop dello Z83.

Note : La password per TightVNC è obbligatoria, ho provato anche con campi vuoti ma a me non funziona; per quanto tutto questo sia bello (forse) o divertente, voglio far presente che non possiamo aspettarci velocità stratosferiche dal buon Z83 come del resto bisogna pazientare qualche minuto perché dalla sua accensione a rete wifi creata passa un pochino (credo 1-2min), quindi pazientate e nel frattempo stazionate la montatura

Ringrazio l’amico Fabio Mortari per concedermi lo spazio e per il suo aiuto; infine gli amici Federico Pagliai e Manuel Conti, inesauribili pozzi di nozioni tecniche/informatiche/meccaniche .

Pronti per lo sketch?

Arrivati a questo punto, dal momento che abbiamo tutta la circuiteria impostata, iniziamo a mettere mano al codice.

Non spiegherò come collegare arduino al pc, installare librerie etc.etc., tutte cose che le trovate in giro nel net e fanno parte dell’ABC di questo dispostivo.

Partiamo dalle Librerie: le librerie che ci servono sono 3:

  • Quella dello Schermo LCD 12c che potete scaricare a  questo LINK
  • Quella del Termistore NTC che potete scaricare a questo LINK

Scaricate ed installate queste librerie possiamo iniziare, richiamando tutte le librerie che ci necessitano

LA LOGICA CON CUI HO CREATO IL FIRMWARE

Il firmware è creato in questo modo, lo spiego testualmente ma poi troverete ulteriori righe di testo all’interno del codice.

Partiamo dallo stato iniziale. Si accende il dispositivo, e viene immediatamente rilevata la temperatura. Inquesta fase ci si trova in modalità Manual (quindi “Manual” scritto sull’LCD e LED spento), con la potenza erogata pari a 0% Questo si rende necessario per evitare di accendere e far schizzare la peltier a palla.

Bene, la peltier viene gestita in PWM tramite il comando MAP che definisce una rimappatura dei valori.  Il PWM consente valori da 0 a 255, mentre le percentuali vanno da 0 a 99. Col comando MAP si riesce a rimappare proporzionalmente i due valori, in moco che se, esempio, io inserisco 10% di utilizzo, il Pin3 scrive un valore pari a 25, e via di seguito

I pulsanti invece vengono gestiti con un contatore che scrive un valore temporaneo quando viene letto un cambio di stato sui pin a cui sono collegati. In questo modo si va a creare un contatore che permette di integrare o diminuire i valori (esempio Settare la temperatura o la potenza erogata), aumentando o diminuendo ad ogni pressione il valore memorizzato nel contatore. Questa routine avviene per tutti e tre i bottoni, dove i pulsanti UP & DOWN aumentano o diminuiscono i valori di Temperatura (se AutoModo ON) o potenza (se AutomodoOFF), mentre il terzo pulsante chiamato AUTOMODO consente di utilizzare la proprietà dello Switch Case.

Infatti proprio tramite Switch CAse ho creato due blocchi di istruzioni differenti, dove :

 CASO ZERO (Manual Mode):

  1. prevede la lettura della temperatura ma non ha influenza sul funzioamento,
  2. scrive su LCD “Manual” 
  3. pulsanti vanno ad integrare o diminuire la potenza erogata per step di 25%

CASO UNO (AutoMode)

  1. Prevede la lettura della temperatura e ne fa una comparazione con la variabile Set Temp impostata
  2. Scrive su LCD “Auto”
  3. I pulsanti vanno ad integrare o diminuire la temperatura settata in un range da +25 a -20 °C
  4. Vengono effettuate operazioni condizionali dal risultato della differenza tra temperatura settata e temperatura letta. In questo modo, esempio se io setto -10°C e la temperatura letta è 5°C, la peltier lavorerà al massimo (99%). A mano a mano che la temperatura letta si avvicinerà alla tempreatura settata (supponiamo letti -9, impostati -10) allora inizierà a scendere la potenza erogata fino a stabilizzare, dopo una decina di minuti, la temperatura.

 

Ok, trovavo opportuna questa spiegazione. Ecco il codice, completo di righe di commento. A margine, troverete il file .ino da scaricare per provare il vostro controller. Fatto questo, inizieremo a costruirne uno insieme passo dopo passo.

// carico le librerie necessarie
#include <LiquidCrystal_I2C.h>

#include <LiquidCrystal_I2C.h>
#include <Thermistor.h>
 #include <Wire.h>
LiquidCrystal_I2C lcd(0x27,16,2); 

/* ---------------------------------MYKOOLER
Un progetto di Michele Lavino
Written by Fabio Mortari

Inizio spiegando come dovrebbe girare.
 *  Prima di tutto, abbiamo lo stato iniziale del programma
 *  dove
 *  a) la peltier ? a 0
 *  b) la funzione MODE ? su MANUAL
 *  dopodich? se proseguo su MANUAL la peltier si attiver? solo 
 *  ed esclusivamente cliccando su UP.
 *  Diversamente, posso andare su AUTO, e il software entrer? in un altro
 *  caso - case switch.
 *  Quindi la struttura dovrebbe essere questa: due blocchi Switch
 *  case 1 Manual e case 2 Auto, dove MANUAL contiene tutte le informazioni
 *  inerenti ai ,)bottoni, mentre il 2 Auto contiene tutte le istruzioni per l'automatismo
 *  Questo porta ovviamente a dover dichiarare prima tutte le variabili
 *  che verranno dichiarate Inoltre bisogna impostare i pin
 *  Per far questo, i pin che metterei sono i seguenti
 *  a) pin 3 - pilotaggio della peltier via Mosfet
 *  b) pin 4 - Pulsante UP
 *  c) pin 5 - pulsante Down
 *  d) pin 6 - Led di stato Manual/Auto 
 *  e) pin Analog (0) - sensore di temperatura
 *  Dopo aver dichiarato queste, ho bisogno di andare a impostare le variabili di stato. Essendo che la temperatura ? la prima cosa che vogliamo leggere
 *  inizio col definire la variabile di temperatura */
Thermistor senstemp(0);
//int senstemp = A0; // questo ? la dichiaraione del pin associato a Senstemp che andr? associata ad analogread(0), cio? il risultato della lettura si chiamer? val_Adc
float temperatura = 0; // questo ? il "contenitore" del risoltato di conversione tra Volt e Temperatura
 /* ok. Fatto questo inizio a definire anche dove andremo a leggere o scrivere i valori sui pin, quindi assegniamo un nome ai pin */

 const int plt = 3;
 float difftemp = 0; //difftemp è la differenza tra temperatura e settemp e mi serve per il ciclo while dell'automode

/* dichiaro le variabili e le costanti per i bottoni up e down */

 const int buttonUp = 5;
 const int buttonDown = 4;
 const int AutoMode = 6; //nel pin 6 colleghiamo il pulsante di Auto ON e OFF
 const int AutoLed = 7; // questo ? il led Auto OnOff


 /* bene. Abbiamo quindi definito il pin della peltier, i pin dei bottoni up e down, il pin dell'pulsante AuotMode e infine il pin dell'Autoled
 Adesso ? il momento di iniziare a definire alcune variabili di inizio. Abbiamo detto che la peltier deve essere spenta quindi iniziamo da quella*/
 int power = 0; //definisco a quanto deve stare all'avvio il valore di power. Occhio perch? ancora non gli ho assegnato in realt? il funzionamento...lo faremo in seguito
 int peltier_level = map(power, 0, 99, 0, 255); //peltier level ? la variabile che gestir? il mosfet da 0 a 255. Questo perch? in pratica il pwm ? a 8 bit che sono 255 livelli
 /* ora, fatto questo andiamo a inserire le variabili al pulsante AUTOMODE Questo pulsante se azionato in case 1, accende il led e inizia le istruzioni di AUTO, diversamente spegne il Led e inizia le istruzioni di MANUAL 
    */
    int StatoAutoMode = 0; //in questo modo, l'automode va su manual all'avvio. Quindi ricordiamoci che Automode = 0 va in manual
    int LastStatoAutoMode = 0; //ultimo stato del pulsante, appunto non premuto al momento dell'avvio quindi restituisce 0
    int CountAutoMode = 0; //conteggio del bottone
    
/* fatto questo vado a definire anche le variabili di conteggio per i pulsanti Up & Down, perch? poi ci torneranno utili  */
int countUpDown = 0; //il conteggiatore UP E DOWN
int lastcountUpDown = 0; //riporter? l'ultimo stato di up e down
int statoUp = 0; // stato del pulsante UP, inizialmente non premuto
int statoDown = 0; //stato del pulsante DOWN, inizialmente non premuto


/* ************ DA QUI INIZIANO LE VARIABILI PER LA GESTIONE DEL VALORE DI RIFERIMENTO - script byhttp://forum.arduino.cc/index.php?topic=215295.0!! */
byte button1=0;
byte oldbutton1=0;
byte button2=0;
byte oldbutton2=0;
int settemp = 20;
byte button3=0;
byte oldbutton3=0;
byte button4=0;
byte oldbutton4=0;
int setpower = 0;
int convertipotenza;


/* ****** FINE DELLE VARIABILI PER LE IMPOSTAZIONI DELLE TEMPERATURE DI RIFERIMENTO *****/

/* andiamo adesso a sviluppare il setup, cio? a definire i pin entrata e uscita, avviare la lettura seriale etc. */
void setup() {
lcd.init();

lcd.backlight();
lcd.setCursor(4,0);
  lcd.print("Mykooler");

  lcd.setCursor(4,1);
  lcd.print("Vers.1.2");
  
  delay (2000);
  lcd.clear();

  lcd.print("Proj:M.Lavino");
  lcd.setCursor(0,1);
  lcd.print("Dev:F.Mortari");
  
  delay (2000);
  lcd.clear();
Serial.begin(9600);
  /* SETUP TEMPERATURA */
  temperatura = senstemp.getTemp(); //diciamo che Val_Adc dovr? ospitare i dati letti dal pin analogico (0) per la temp.
  /* SETUP AUTOMODE */
  pinMode (AutoMode, INPUT); //stabilitamo che il pin del pulsante automoed deve attendersi un segnale di input
  pinMode (AutoLed, OUTPUT); //stabiliamo che il pin del pulsante autoled deve fornire corrente per il led
  /* SETUP PULSANTI UP E DOWN */
  pinMode (buttonUp, INPUT); //stabiliamo che il pin del pulsante UP ? un input e quindi arduino dovr? attendersi un segnale in entrata
  pinMode (buttonDown, INPUT); //stabiliamo che il pin del pulsante DDOWN ? un input e quindi arduino dovr? attendersi un segnale in entrata
  /* SETUP PARTE PELTIER */
  pinMode (plt, OUTPUT); // siccome la peltier viene comandata da un mosfet che varia il suo stato in base al segnale in entrata, il pin peltier dovr? fornire corrente.
  
  }
/* adesso andiamo nei blocchi di istruzioni. La prima cosa che vorrei fare ? attendere che qualcuno pigi sul pulsante AUOTMODE e creare i CASE con i blocchi di codice. */

void loop(){
  // verifico se Myke ha premuto il pulsante
  if (digitalRead(AutoMode))
  {delay(50); //circuito di attesa di 15ms dopodich? vado a modificare lo stato del bottone autoMode che avevo gi? dichiarato
  if (LastStatoAutoMode == 0) LastStatoAutoMode = 1; //se l'ultimo stato bottone ? = 0, lo fai diventare 1)
  else LastStatoAutoMode = 0;
  if ( CountAutoMode <= 0 ) CountAutoMode = CountAutoMode +1;
  else CountAutoMode = 0;}
  
/* inizio a dichiarare i due casi: automode On e automode Off */
switch (CountAutoMode)

		/* NOTA...DA QUI INIZIA IL CASE 1 - DEFINITO AUTOMODE) */
	{/*default:
		digitalWrite (AutoLed, LOW);
		lcd.print("MODE CHOOSE");
                delay(1000);
                lcd.clear();
		break;*/
	case 1:
		digitalWrite (AutoLed, HIGH);
			/* DA qui iniziano le variabili per i pulsanti up e down rispettivamente ai pin 4 e 5 */
		delay (50);
/* inizio codice di aumento della variabile settemp */
// ciclo di controllo del pulsante che incrementa il valore settemp
		button1 = digitalRead(buttonUp);
		  if ((button1 != oldbutton1) && (oldbutton1 == LOW)) //il pulsante e' appena stato premuto
		  {
		    delay(50);		//debounce
		   // oldbutton1 = button1; 	//porta oldbutton1 = button1 (previene cicli ripetitivi)
		    settemp++;
		  if (settemp > 50) {settemp = 0;}
					}
				if ((button1 != oldbutton1) && (oldbutton1 == HIGH)) 	//il pulsante e' appena stato rilasciato
	{
		delay(50);		//debounce, non indispensabile se e' presente una rete RC
		oldbutton1 = button1; 	//porta oldbutton1 = button1 (previene cicli ripetitivi)
		
	}
//ciclo di controllo del pulsante che decrementa
		button2 = digitalRead(buttonDown); //legge lo stato del pulsante 2
			if ((button2 != oldbutton2) && (oldbutton2 == LOW)) // il pulsante e' appena stato premuto
			{
			delay(50);		//debounce
		        //oldbutton2 = button2; 	//porta oldbutton2 = button2 (previene cicli ripetitivi)
		        settemp--;
			if (settemp <-25) {settemp = 0;}
			}
	if ((button2 != oldbutton2) && (oldbutton2 == HIGH))	//il pulsante e' appena stato rilasciato
	{
		delay(50);		//debounce
		oldbutton2 = button2; 	//porta oldbutton2 = button2 (previene cicli ripetitivi)
		}	
	
/* inizio codice peltier */

{
//if(Serial.available() > 0)
temperatura = senstemp.getTemp();
difftemp = temperatura - settemp;

//option = Serial.read();
if (difftemp > 0.7)
power = 99 ;

else if ((difftemp < 0.69) && (difftemp >0.3))
power = 75;

else if ((difftemp <0.29) && (difftemp >0))
power = 50;

else if ((difftemp <0) && (difftemp >-1))
power = 15;

else if (difftemp <-1) 
power = 0;



if(power > 99) power = 99;
if(power < 0) power = 0;

peltier_level = map(power, 0, 99, 0, 255);
}

 Serial.print("Power=");
Serial.print(power);
Serial.print(" Temperatura=");
Serial.print(temperatura);
Serial.print("difftemp");
Serial.println (difftemp);
lcd.print ("T=:");
lcd.print (temperatura);
lcd.print (" C");
lcd.setCursor(0,1);
  lcd.print("Pwr:");
  lcd.print (power);
  lcd.print (" %");
  lcd.setCursor(12,0);
  lcd.print ("Auto");
   lcd.setCursor(9,1);
   lcd.print ("Set.T");
   lcd.setCursor(13,1);
   lcd.print(settemp);
   analogWrite(plt, peltier_level);
   delay(200);
   lcd.clear();
   
break;

/* NOTA...DA QUI INIZIA IL CASE 1 - DEFINITO MANUAL) */
default :
temperatura = senstemp.getTemp();
digitalWrite (AutoLed, LOW);
//lcd.print ("MANUAL MODE"); 

{
//if(Serial.available() > 0)

/* *** DA QUI INCOMINCIANO LE CONDIZIONI PER PWR MANUAL *** */

	delay (50);
/* inizio codice di aumento della variabile settemp */
// ciclo di controllo del pulsante che incrementa il valore settemp
		button3 = digitalRead(buttonUp);
		  if ((button3 != oldbutton3) && (oldbutton3 == LOW)) //il pulsante e' appena stato premuto
		  {
		    delay(50);		//debounce
		    oldbutton3 = button3; 	//porta oldbutton1 = button1 (previene cicli ripetitivi)
		    setpower++;
		  if (setpower > 4) {setpower = 4;}
					}
				if ((button3 != oldbutton3) && (oldbutton3 == HIGH)) 	//il pulsante e' appena stato rilasciato
	{
		delay(50);		//debounce, non indispensabile se e' presente una rete RC
		oldbutton3 = button3; 	//porta oldbutton1 = button1 (previene cicli ripetitivi)
		
	}
//ciclo di controllo del pulsante che decrementa
		button4 = digitalRead(buttonDown); //legge lo stato del pulsante 2
			if ((button4 != oldbutton4) && (oldbutton4 == LOW)) // il pulsante e' appena stato premuto
			{
			delay(50);		//debounce
		        oldbutton4 = button4; 	//porta oldbutton2 = button2 (previene cicli ripetitivi)
		        setpower--;
			if (setpower <0) {setpower = 0;}
			}
	if ((button4 != oldbutton4) && (oldbutton4 == HIGH))	//il pulsante e' appena stato rilasciato
	{
		delay(50);		//debounce
		oldbutton4 = button4; 	//porta oldbutton2 = button2 (previene cicli ripetitivi)
		}	
	
/* inizio codice peltier */
if (setpower == (0))
power = 0;

else if (setpower == (1))
power = 25;
else if (setpower == (2))
power = 50;
if (setpower == 3)
power = 75;
if (setpower == 4)
power = 99;

//power = setpower;


if(power > 99) power = 99;
if(power < 0) power = 0;

peltier_level = map(power, 0, 99, 0, 255);
}
lcd.setCursor(0,0);
lcd.print ("Manual");
lcd.setCursor(9,0);
lcd.print ("T:");
lcd.print (temperatura);
lcd.setCursor(0,1);
  lcd.print("Pwr:");
  lcd.print (power);
  lcd.print ("%");
  lcd.setCursor(9,1);
  
   lcd.print ("SetP=");
	lcd.print (setpower);
Serial.print(setpower);
Serial.print("-");
Serial.println(power);

  
analogWrite(plt, peltier_level); //Write this new value out to the port
delay(200);
lcd.clear();


break;
/*

lcd.print (temperatura);
lcd.print ("C");
lcd.setCursor(0,1);
  lcd.print("Pwr:");
  lcd.print (power);
  lcd.print (" %");
  lcd.setCursor(10,0);
  lcd.print ("Manual");
   lcd.setCursor(12,1);
   lcd.print ("Set.P");
Serial.print("Automode");
Serial.println (": Automode Off");

/* NOTA...DA QUI INIZIA IL CASE 1 - DEFINITO MANUAL) */


}

  
  
  
  
  

}

 

LINK DOWNLOAD FIRMWARE ARDUINO

 

Pronti a stampare il PCB che rilascerò al prossimo intervento? Ne costruiremo uno insieme, per cui dotatevi del seguente materiale:

  1. tester
  2. bromografo, cloruro ferrico, soda caustica
  3. trapano con punta da 0,8mm
  4. saldatore, stagno, succhiastagno
  5. cavetteria varia
  6. buona pazienza.

Ebbene si, prima di cimentarci nella costruzione vera e propria ho pensato che fosse propedeutico farlo “a pezzi”, in modo da poterlo riportare su una breadboard e costruirselo piano piano senza dover saldare o perdere componenti.

Se non avete BreadBoard potete acquistarla qua LINK e vi converrà anche comprarvi un kit di cavetti dupont e ponticelli. Vi conviene prenderli sia Femmina Femmina – LINK che Maschio Maschio – Link

Andiamo a iniziare. Ho scritto tutto in un unico lungo articolo, onde evitare di spezzettare troppo il discorso. In questo modo vi basterà consultare questa pagina per poter creare la vostra base sperimentale e avere tutto l’esploso del progetto in unica soluzione…puff puff..pant pant.

ALIMENTAZIONE

Il circuito è progettato per essere alimentato con una comune 12V da una batteria d’auto, essendo considerato uno strumento “da campo”

Ho previsto un led per “segnalarci” che il circuito è alimentato, al cui “capo” vi è installata una resistenza da 470 ohm. Inoltre è presente un interruttore ON OFF, come si vede dal circuito che vi allego e che potete già iniziare a riprodurre su breadboard di progettazione

Molto semplicemente, abbiamo in entrata direttamente da Batteria, la 12V. Il collegamento prevede un interruttore a una via. Dopodichè partono tre pieste

a) una per alimentare il led a cui va collegata una resistenza da 470 Ohm che si accenderà quando si agisce sull’interruttore di ON

B) una pista andrà ad alimentare Arduino nel pin VIN.

c) una terza pista andrà invece ad alimentare il circuito da cui otterremo la 5V come nella prossima immagine.

Fatelo, usate un tester per verificare le tensioni in circolazione,  provatelo un attimo e proseguiamo.

CIRCUITO 5V

Abbiamo detto all’inizio di questa serie di articoli che il dispositivo può alimentare anche apparecchiature a 5V, purchè non superino 1,5 ampere giusto? Bene…avevo due strade per fornire la 5V. La prima era prenderla direttamente da arduino e togliermi il problema di creare il circuito. La seconda invece era ottenerla partendo dai 12V e trasformandola. Ho scelto la seconda strada, piu complicata, per poter garantire almeno 1,5 ampere di assorbimento, in quanto arduino non raggiunge tale corrente. Certo, 1,5 ampere non sono un’enormità, ma nemmeno pochi se pensiamo che potremmo alimentarci un caricabatterie USB per cellulari. Se comunque vogliamo avere ancora piu ampere, basta prendere altre versioni del LM7805 che arrivano fino a 2 ampere e qualcosina in piu (vi rimando alla ricerca in rete). E’ raccomandabile inserire un dissipatore, da acquistare insieme all’integrato, che trovate nelle pagine che vi ho segnalato nell’articolo “La lista della spesa”.

Bene, iniziamo. Questo è il circuito:

Vediamolo in dettaglio…presa la 12V, il primo componente che incontriamo è un condensatore elettrolitico da 10uf. Questi condensatori hanno una polarità quindi collegateli nel verso giusto (dovete osservare il piede piu lungo che sarebbe il + oppure la banda laterale che indica il )

La linea del positivo prosegue il suo cammino e trova il cercamico 104 (questi non hanno polarità) e arriva al primo piedino dell LM7805.

Collegare l’integrato è semplice:

  1. Il primo piedino va collegato al positivo +12v
  2. il secondo piedino va collegato al –
  3. dal terzo piedino avremo la +5v

Un uscita dal terzo piedino si replicherà la configurazione dei condensatori come nel passaggio precedente, dove l’elettrolitico stavolta sarà da 1uf e non 10uf. Prelevate dai capi la +5v e collegateci un’uscita (può essere USB o un plug o quello che volete voi)

Questa circuiteria ci fornirà anche alimentazione per lo schermo LCD, per le pulsantiere, per il sensore di temperatura. In questo modo non stresseremo  arduino.

Usate un tester per osservare che venga fornita correttamente la 5V.

LO SCHERMO LCD

Come abbiamo visto nella lista della spesa, lo schermo LCD previsto è quello Seriale, quindi con 4 pin di collegamento. La configurazione è semplicissima, basta osservare la parte dietro dell’adattatore seriale posto sul LCD e si intuisce già:

Dove

  1. GND  è Ground
  2. VCC è +5V (e la prendiamo dal circuito che abbiamo creato)
  3. SDA va al pin A4
  4. SCL va al pin A5

Nota: anche se posso prelevare la +5v dal circuito, qualsiasi componente deve essere collegato al GND DI ARDUINO altrimenti ovviamente non funziona

Vediamolo in schema:

Ora colleghiamo il sensore NTC di Temperatura

IL SENSORE DI TEMPERATURA NTC

Il sensore di temperatura NTC o “Termistore” è un componente che varia la sua resistenza al variare della temperatura. Ve ne sono di diverse forme e modelli ma uno degli aspetti piu interssanti è che ne vengono prodotti di ogni forma e dimensione e questo fa al caso nostro perchè nella versione FLAT per PC è veramente sottile e si può inserire ovunque.

Ve ne sono di due tipi:

  1. Tipo “A” che all’aumentare della temperatura aumenta la resistenza
  2. Tipo “B” che all’aumentare della temperatura diminuisce la resistEnza

A noi servono quelli del tipo A, che sono quelli comuni. Normalmente se sono del tipo “B” viene indicato nella descrizione del prodotto. Comunque sia provatelo con un tester, è la cosa piu semplice.

La logica di funzionamento è molto semplice, si tratta di effettuare una lettura della tensione su un pin analogico e rapportare poi questa alla temperatura, lo vedremo nello schetch. Ricordatevi sempre che la +5V possiamo prenderla dal circuito che abbiamo creato, mentre la GND va collegata ad Arduino con una resistenza da 10Kohm. Il pin analogico utilizzato per la letttura è A0

PWM E ALIMENTAZIONE PELTIER

Arriviamo ora al punto piu complesso del sistema, o meglio quello che mi ha dato piu problemi.

Logica di funzionamento:  La faccio breve: applicando una tensione sul Gate di un transistor N-Enhancement, posso permettere il passaggio di corrente tra Gate e Source. Trovate un bell’approfondimento a questo LINK cosi mi evito di scrivere mille cose ed evito anche di affrontare argomenti di cui non sono padrone al 100% per poterli correttamente spiegare (il sito è proprietario anche dell’immagine inserita qua sopra).

L’importante è che questo componente sia un Logic Level. Io sono riuscito a trovare il componente dentro un vecchio alimentatore per PC raccattato d’urgenza in un negozio a Forte dei Marmi un sabato pomeriggio, quando purtroppo s’è bruciato il componente che avevo inserito in precedenza che era sbagliato. Ma ve ne sono altri, oltre a quello da me citato nella “lista della spesa” che vanno bene..sono indicati sempre al link appena citato

In parole povere, applicando un’onda quadra al gate del transistor, i Source e il Drain si chiuderanno lasciando passare corrente. Se questo avviene ad una frequenza di 488hz…cito..”e la commutazione è piuttosto frequente (qualche KHz) a causa della presenza di un induttore la corrente media è sostanzialmente costante e proporzionale al duty cycle del segnale sulla base del MOS.” Quindi tradotto in soldoni, posso ottenere un passaggio di tensione in scala da 0 a 12V a seconda di quanto è frequente il mio Duty Cicle.

Du Balle… Vediamo.

Ricordate che va inserita una resistenza da 10K0hm sul Ground (sempre collegato ad arduino), la 12V è presa direttamente dalla batteria e che il pin utilizzato per lanciare onde spaziali pwm è il pin D3.

E’ opportuno anche prelevare la 12V per la ventola che dovrà sempre essere in funzione e non gestita via PWM, in modo da poter garantire la corretta dissipazione del calore generato dalla superficie calda della cella di peltier. Questa verrà collegata insieme alla peltier tramite il cavo che costruiremo su porta COM, come spiegato nella “Lista della Spesa” alla apposita voce. Ovviamente la ventola dovrà essere 12V. Si veda l’immagine successiva per osservare la presenza della voce “ventola”. Nello schema è rappresentata da un PLUG perchè non ho trovato il corrispettivo simbolo.

 

I BOTTONI E IL LED DI STATO

Arriviamo infine alla conclusione di questa fase di progettazione su breadboard con questo semplice passaggio. Avremo 3 bottoni con queste funzioni

  • Pulsante di UP: il suo funzionamento è legato al pulsante di Automode. Se siamo n modalità manuale, questo pulsante aumenta la potenza erogata, su base percentuale. Se invece siamo in modalità Automatica, questo pulsante aumenta la temperatura selezionata
  • Pulsante di DOWN: il suo funzionamento è legato al pulsante di Automode. Se siamo n modalità manuale, questo pulsante diminuisce la potenza erogata, su base percentuale. Se invece siamo in modalità Automatica, questo pulsante diminuisce la temperatura selezionata
  • Pulsante di AUTOMODE ON OFF: stabilisce il funzionamento dei pulsanti di cui sopra.
  • LED DI STATO: quando siamo in modalità Automode ON si accende, quando siamo in modalità Auotmode OFF, si spegne.

Il collegamento dei bottoni è il classico che si vede i ogni schema di Arduino….abbiamo la 5V su un capo del pulsante, GND di arduino sull’altro capo con resistenza da 10 K0hm, e sempre sullo stesso viene collegato il PIN che dovrà effettuare la lettura.

Per il led valgono le stesse condizioni, salvo che la 5V non è presa esternamente ma viene fornita dal PIN di Arduino.

I pin utilizzati sono

  • D4 = UP
  • D5 = DOWN
  • D6 = AUTOMODE
  • D7 = LED

 

 

Nota: se volete dotare il dispositivo di uscite ausiliarie 12V basta stendere due cavi a partire dall’interruttore e collegare un plug.

Direi che ci siamo. Ora non vi rimane che stendere questo circuito, nel prossimo articolo  iniziamo a vederne lo schetck da inserire.

Buon Lavoro e chiedete se non è chiaro o segnalate se trovate incongruenze.

 

Bene. Come anticipato nella parte 1, adesso diamo un’occhio alla lista della spesa.

Per replicare il progetto “Controller per Peltier” ci serve il seguente materiale:

N.1 Switch ON/OFF da pannello a una via

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N.2 Led (colore a piacere)

 

N. 1 Arduino Nano

Scelgo la versione NANO per questioni sia di costi che di comodità

Sono molto piccoli, costano pochissimo (si trovano a 2 euro su ebay o poco piu ed hanno

lo stesso funzionamento e piedinatura di quelli originali)

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N.1 LM 7805

Questo integrato serve per fornire la 5V in uscita  e volendo anche per alimentare Arduino (io alla fine lo alimento con la 12V che va bene uguale) o per alimentare lo schermo LCD. E’ utile, nel caso si voglia inserire ulteriori opzioni sulle ventole di raffreddamento (alcune girano a 5V) oppure se si volesse collegare un hub USB considerando però che LM7805 di cui fornisco link NON FORNISCE piu di 1,5 Ampere. SE ne trovano anche piu performanti, l’importante è che sia sempre LM7805.

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N.2 Condensatori Ceramici 104
N.2 Condensatori Elettrolitici da 1 uf e 10 uf
N.1 schermo LCD con interfaccia seriale

L’interfaccia seriale di un LCD è un dispositivo che permette di ricevere segnali da un canale Bus. Questo significa ad esempio che anzichè utilizzare tutti i piedini dell’LCD e connetterli ad Arduino con notevole dispendio di pin, l’LCD esce con 4 soli pin  (+,-,SDA,SCL).  Sda e SCL sono i canali di comunicazione e vanno impostati OBBLIGATORIAMENTE sui pin A4 e A5 di Arduino, gli unici in grado di trasmettere come Bus. Quindi tolti il + e il -, i pin che si utilizzano con questa configurazione seriale sono solo 2. Mica male eh?

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N.3 Pulsanti da pannello, due neri e uno rosso

Questi sono ovviamente i pulsanti per l’Automode e l’inserimento dei valori di temperatura o Potenza da erogare. E’ importante che siano da pannello perchè vanno inseriti nel coperchio.

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N.1 Sensore NTC da 10Kohm FLAT.

Si tratta di sensori NTC comunemente usati per monitorare le temperature dei processori. E’ stato scelto questo in quanto molto molto sottili e particolarmente sensibili. Il costo è accessibile, se ne trovano a partire da 2 euro (cercati pochi giorni fa). Questi sensori è possibile posizionarli praticamente ovunque soprattutto inserirli in fessure, plastiche, tra due superfici adiacenti etc.etc.

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N.1 Mosfet Logico N-Channel sigla CEP603/AL

Questo è uno dei componenti piu importanti perchè è da qui che verrà data continuità al circuito da 12V di alimentazione alla peltier tramite l’utilizzo in modalità ON/OFF del transistor che avviene per impulsi di 5V generati dai pin di Arduino. In pratica, il mosfet rilevando i 5V dal pin, chiuderà il circuito e lascerà passare la 12V alla peltier. Il segnale dal pin di arduino però non arriverà in maniera continuativa, ma ad impulsi in onda quadra (ad una frequenza  intorno ai 488 Hz ) pertanto causerà rapide chiusure del circuito limitando cosi la reale corrente erogata. Vedremo meglio poi..l’importante è che il transistor sia logico.

NOTA: vanno benissimo anche quelli indicati al seguente LINK di cui consiglio la lettura approfondita! Quello che ho inserito qua l’ho trovato su un vecchio alimentatore da PC e non è detto che sia di facile reperibilità

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N.1 Conneettore Femmina da pannello 3.5 mm(quelli per cuffie) + il Maschio

Questi ci serviranno per connettere il sensore di temperatura NTC che quindi sarà scollegabile dal controller.

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N.1 Porta Com completa (Maschio e Femmina da pannello)

Ho scelto questa soluzione per alimentare la ventola e la peltier. In questo modo viene del tutto evitata la possibiltà di invertire cavi (se saldato con la piedinatura giusta). La Com si può isnerire solo in un verso, e quindi non sarà possibile invertire i collegamenti tra piu  e meno. In buona sostanza si tratterà di costruire poi un “polipo” che culmini in una porta com, ma con un polipo solo si alimenta tutto il sistema di raffreddamento.

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N.2 Connettori a vite da PCB a due Vie

Soluzione opzionale e rapida per connettere i cavi di alimentazione durante le fasi di test. Io mi ci trovo bene e li inserisco sempre, ma se volete potete evitarvi questa spesa (circa 0.5 a connettore) e saldare i cavi direttamente sulla board.

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N.3 Connettori da 2.5 mm da pannello

Anche questi possono essere opzionali, dipende da voi come volete collegare le alimentazioni ausiliarie in uscita e l’alimentazione in entrata. Io uso questi perchè sono quelli che vanno per la maggiore e si trovano su molti dispositivi (tipo Eq6, CCD, alimentatori tramite accendisigari etc.etc.)

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N.4 Stripline Femmina da PCB

Meglio usarle. In questo modo si può “zoccolare” arduino e rimuoverlo molto semplicemente qualora si voglia rifare la scheda da zero a causa di errori o integrazioni nella circuiteria. Io sono solito operare in questo modo…

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N.1 Basetta presensibilizzata da 10×16

Questa dipende poi dal metodo che utilizzate per stampare i circuiti. SE usate il BROMOGRAFO allora ci vogliono quelle presensibilizzate. Sennò va bene qualsiasi piastra ramata o preforata o quel che volete….

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N.1 Contenitore da 15x20x6 o giu di li

Prendete le misure…non è che devo dirvi tutto io eh.

N.5 resistenze dei seguenti valori:

N.3 da 10 Kohm per i pin dei pulsanti

N.1 da 10 Kohm per il pin del sensore NTC

N.1 da 10 Kohm per il pin del PWM

N.1 da 470 ohm per il led di alimentazione

N.1 da 100ohm per il led indicatore di Automode

Ovviamente a tutto questo vanno aggiunti: la peltier (per questo progetto, obbligatoria a 12V), il dissipatore, la ventola.

Bene.

Come materiale “di consumo” vi servirà poi guaina termorestringente, fili vari da 1mm di diametro, stagno, saldatore, cloruro ferrico per sciogliere la basetta e tutto quanto necessario per lavorare comodi. Detto questo, con tutta quella roba, il progetto “si fa”.

Tutto quello indicato qua è normalmente e facilmente reperibile online, inutile dire che il consiglio è quello di fare un ordine unico da un fornitore di elettronica in modo da limitare le spese ma a conti fatti con meno di 40 euro dovreste starci comodamente dentro.

Alla prossima vediamo di iniziare a muovere i primi passi nel progetto con la spiegazione del PCB, mentre voi penserete a procurarvi il materiale.

A presto!

 

 

Buttiamola lì, con una Peltier 😆 

Nell’estate del 2016 insieme ad un mio grande amico abbiamo affrontato insieme un progetto homemade per raffreddare una reflex. Lui ha gestito tutta la parte meccanica di trasmissione del freddo (e non parlerò di questo nel tutorial perchè fa parte di un contesto che non ho dovutamente approfondito, ma lascio a lui lo spazio nel caso abbia intenzione di scrivere) mentre io ho gestito la parte elettronica.

Ne è scaturito un progetto interessante, niente di particolarmente complesso, che voglio rendere libero in tutte le sue parti. Il perchè è presto detto…io non essendo un esperto di questa materia ma un semplice smanettone, ritengo che mettere online un progetto significhi anche dare la possibilità ad altri di completarlo, migliorarlo, espanderlo, etc.etc. Motivo per il quale io non solo mi limiterò a spiegare l’insieme e vederne la costruzione nel dettaglio, ma fornirò anche i codici sorgenti del firmware che ho scritto, il PCB da stampare, i file originali creati con Fritzing (software di progettazione semplicissimo) e i datasheet di alcuni componenti in modo che chiunque possa provarlo a casa, costruirselo, migliorarlo.

Certo, se avete intenzione di migliorarlo o riuscite a trovare soluzioni piu efficaci, chiedo semplicemente di darmene comunicazione in modo da rendere disponibile ad altri il progressivo miglioramento rendendo cosi tutto questo un bel lavoro “di insieme”.

Rimane inteso che, anche se è odioso dirlo, dovete sapere ciò che fate e io non sono responsabile per qualsiasi danno derivante da errori nel progetto o incuria di costruzion eetc.etc. Insomma..fatelo con la testa e il cervello attivo.

Bene iniziamo.

OBIETTIVO  DEL PROGETTO

Il progetto che ho sviluppato permette di:

a) Fornire alimentazione alla Peltier

b) Termostatare una reflex

c) Porsi come controller per un CCD raffreddato  non termostatato (esempio, la Orion G3 che ha una peltier a delta T fisso e renderlo a delta T variabile e gestibile (con il quale è anche possibile farsi una libreria di dark!)

d) Fornire 12V esterna per utilizzi ausiliari di apparecchi elettronici da 12V (ad esempio il CCD che volete termostatare cosi con un solo apparecchio alimentate sia peltier che CCD)

e) Fornire 5V in esterna per utilizzi ausiliari di apparecchi elettronici da 5V (esempio, potete inserire una presa USB per ricaricarvi il cellulare) oppure alimentare un Hub USB

f) Consentire una doppia modalità di funzionamento:

  1. Manuale: permette di gestire manualmente la potenza da erogare alla peltier e sviluppato su base percentuale (10%, 20% etc.)
  2. Automatica: permette di impostare una temperatura voluta e controllare quindi la potenza erogata alla peltier modulandola in base al raggiungimento della stessa, per step

g) controllare, ovviamente, lo stato di funzionamento del sistema a colpo d’occhio, sia con indicatore LED per il tipo di modalità utilizzato, sia tramite uno schermo LCD che riporta i valori

h) Consentire un risparmio sulla batteria, che in questo modo non dovrà fornire costantemente la massima potenza alla peltier ma appunto modulare i consumi, diminuendoli nell’arco dell’intera sessione.

Finisco questa prima parte di spiegazione con un video esemplificativo, forse piu chiaro di mille parole

 

Pronti a Incominciare? Alla prossima con la lista della spesa!

 

 

GOOOOOOOD MORNING AMATEUR ASTRONOMERS! 😆 

Dunque dunque, è vero ho un pò abbandonato questo piccolo spazio di condivisione…periodo difficilotto, un pò di cambiamenti un pò di sfighe etc.etc. ma direi di essere tornato pronto a riaffrontare l’attività “redazionale” e quindi partiamo pure.

Prima di tutto vorrei salutare con un abbraccio caloroso il mio amico Giantantonio Dolfin, è stato presente qua sul blog tempo addietro e mi ha scritto spesso in privato per avere mie notizie. Grazie Gianantonio! Inoltre vorrei ringraziare quelle persone che mi hanno incitato a tornare a scrivere su questa piattaforma che quindi torna ad essere “popolata” dall’Astrofilo Neofita per Eccellenza 😆

Allora, partiamo belli dritti che ci sono alcune novità….in questo periodo ne ho approfittato per iniziare a costruire piccoli progetti di elettronica. Niente di particolarmente complesso ma semplici gadget che possono essere di aiuto. Ho pensato cosi di rendere disponibili, via via che andrò avanti con le realizzazioni, tutto il materiale che creo.

Per seguire bene e rendere fruibile almeno per le sperimentazioni il materiale, però, si rende necessario mettersi in condizione di lavorare agevolmente, motivo per il quale riprendo questa fase spiegando cos’è il bromografo e perchè ne spiego la costruzione.

IL BROMOGRAFO

Per spiegare cos’è il bromografo non c’è bisogno di dilungarsi troppo, basta andare su Wikipedia e prendersi la definzione, che riporto.

Il bromografo è uno strumento utilizzato per la fotoincisione in fotografia, in serigrafia, nella stampa offset e in elettronica. Il suo nome deriva dall’uso che se ne faceva in fotografia, dove i negativi usati per la duplicazione erano realizzati in bromuro d’argento.

Il bromografo viene oggi utilizzato, specialmente in ambiti hobbistici, per la fotoincisione di circuiti stampati (PCB). Sostanzialmente simile al gemello usato in fotografia, questa variante utilizza solitamente delle lampade a radiazione ultravioletta per impressionare una basetta ramata appositamente presensibilizzata. La basetta ramata impressionata deve poi essere incisa in un bagno specifico (solitamente cloruro di ferro -FeCl3-), cioè trattata per eliminare il rame in eccesso.

Bene, riassumo. In buona sostanza se io compro delle basette presensibilizzate (se ne trovano, tranquilli..in tutti i negozi di elettronica oppure online) e utilizzo un bromografo a lampade ultraviolette, utilizzando un bagno di Soda Caustica e successivamente un bagno di Cloruro Ferrico, posso stamparmi un circuito come se fosse quasi un prodotto professionale. Tipo questo, che ho stampato recentemente:

LA TECNICA

La tecnica di stampa con bromografo è particolarmente semplice. In buona sostanza funziona cosi:

si preparino: una basetta presensibilizzata (ha una pellicola di copertura dalla luce verso la parte ramata),  una soluzione di acqua con soda caustica (circa un cucchiaio da minestra in 0.75 lt), si predisponga una bacinella con acqua del rubinetto, si predisponga un’ulteriore bacinella con del Cloruro Ferrico (si trova nei negozi di elettronica)

Fase a): si stampa uno schema PCB (circuito elettrico) su un foglio di acetato – il tipico “lucido” –  (meglio se con stampa laser e acetati prodotti per questo tipo di stampanti)

Fase b) Si adagia leggiadro e con fare artistico il foglio  sul bromografo, con il lato di stampa (riconoscibile dalla presenza di toner) verso l’alto (dove andrà appoggiata la  basetta).

Fase c) Si spoglia la basetta della sua pellicola protettiva (fatelo a luci spente, mi raccomando..è sensibile alla luce), si accende il bromografo per il tempo necessario (spiego poi come trovarlo).

Fase d) Fatto questo, si spegne il bromografo e con guanti da massaia in gomma si porta la basetta nelle terme di Soda Caustica. Occhio a quel che fate però eh…la si lascia a bagno, agitandola un pò, circa 40 secondi o il tempo necessario affinchè venga rimossa la patina di fotoresist

Fase e) Si sciacqua nella bacinella di acqua di rubinetto all’uopo preparata…e la si asciuga con un panno

Fase f), Si mette la basetta a bagno nel cloruro ferrico, con guanti di lattice. Attenzione che il cloruro sporca irrimediabilmente i vestiti e le mani fino a nuova costruzione cellulare ed è anche abbastanza tossico…occhio a quel che fate e leggete sempre le istruzioni. Tenete in movimento la basetta con le mani inguantate affinchè venga eroso il rame

Fase G) Basetta Finita. Questa.

OK, COSTRUIAMONE UNO…

Bene anche se siamo astrofili, è sempre bene avere a disposizione qualche curioso strumento, se non altro perchè potrebbe venir comodo in futuro qualora si voglia autocostruire qualche bel dispositivo elettronico.

Costruire un bromografo è semplicissimo, in buona sostanza ci vogliono due cose

a) un kit lampade al neon UV – quelli per abbronzarsi per intenderci

b) un contenitore per A che abbia una finestra e un vetro sul suo lato piu alto.

Ordine e pulizia…

il punto A), cioè il kit, lo si può trovare ad una trentina di euro al seguente link su Ebay al costo ad oggi pari a 35, euro circa. Io ho acquistato questo e va molto bene, però probabilmente acquistando i prezzi separati in giro si riesce a trovare a meno. Poco male, grosso modo la spesa principale è comunque intorno ai 30/40 euro e si ha un kit già pronto.

il punto b): il contenitore. Normalmente in tanti hanno usato con successo un vecchio scanner in disuso, di quelli proprio antichi e belli spessi. Considerate che la distanza tra la superficie di appoggio dellabasetta (il vetro) e il fondo deve essere almeno di 8/12 cm altrimenti si rischia di avvicinarsi troppo al vetro col problema di non avere una radiazione uniforme su tutta la basetta.

Ho provato personalmente a cercare scanner adatti…nel pattume, in cantina e ovunque ma non ho trovato quello che facesse al caso mio, ho trovato solo quelli di ultima generazione che sono parecchio sottili pertanto ho deciso di costruirmi un contenitore adatto “home made”. Ricordiamoci che io sono neofita anche nei lavoretti manuali quindi i progetti sono sempre molto banali ed essenziali e a volte anche poco curati…abbiate pietà di me.

…IN LEGNO

Il materiale che ho scelto è Legno.

Gli attrezzi necessari sono i seguenti:

a) un seghetto alternativo

b) un seghetto da traforo

c) vernice per il pretrattamento (chiedete al falegname)

d) vernice per verniciatura DI COLORE NERO e acquaragia

e) qualche cacciavite, viti autofilettanti, colla vinavil

Il materiale invece è il seguente

a) una verga di legno (va bene qualsiasi) pre tagliata. (o se volete potete tagliarla voi col seghetto alternativo). Se andate nei brico center ve lo tagliano loro. Ne servono 4 pezzi. Le misure fatele in base alla lunghezza del vostro kit e dei vostri neon considerando che all’interno devono essere compresi anche il trasformatore e ci deve essere un minimo di spazio per i cablaggi. Importante è l’altezza della sagoma, che appunto deve stare tra i 10 e 12 cm!

b) due bei fogli di compensato, qualsiasi spessore ma meglio se da 1 cm in modo che il contenitore abbia sostanza.

c) una bella cornice in formato A4, ne ho trovate in centri commerciali da 2,5 euro…a noi serve il vetro.

d) un foglio A4 di carta d’alluminio per forno.

Ok, rimediato il tutto cominciamo..è molto semplice

LA COSTRUZIONE

Allora avrete già capito dai…si prendono i 4 pezzi di legno pre tagliati (o tagliati col seghetto alternativo) e si incollano insieme. Poi si prende il seghetto da traforo e si taglia il compensato per creare il fondo. Si mettono insieme con viti autofilettanti e colla Piu o meno verrà fuori qualcosa di analogo. Da notare che ho lasciato il codice a barre con l’etichetta perchè non avevo voglia di toglierlo 😆

Bene, fatta la scatola è il momento di verniciarla con il fondo, in modo da proteggere il legno. Datene due mani se lo tenete in cantina perchè l’umidità potrebbe dargli fastidio (da notare che continua a vedersi l’etichetta con il codice a barre 😆  )

Ottimo. Lasciate asciugare e potete iniziare  a stendere la vernice nera. Con questa, si da una mano, si lascia asciugare..si carteggia,  e si da la seconda mano.

Bene, fatto questo, potete iniziare a costruire il coperchio. Sempre in compensato, fate le opportune misure per creare una finestra che sia un pochino piu piccola di un A4. Basta semplicemente mezzo centimetro in meno per lato, considerate che le basette che si stampano solitamente sono di un 10×16 per le piu grosse e difficilmente arriverete a coprire tutta la superficie. Questa finestra che creerete servirà per attacare il vetro con silicone e quindi ci serve che sia piu piccola rispetto al vetro in modo da avere superfici di incollaggio.

Bene! Dai che abbiamo fatto..prendete il vetro, lo incollate accertandovi che sia incollato nella parte che starà sotto (verso l’interno della scatola per intenderci). Per questo potete usare del volgare silicone di quelli che si trovano nelle peggiori tette di caracas.

Bene, prima di chiudere la scatola,  si può stendere l’impianto elettrico (quindi..trasformatore, fili, portaneon (mettete viti autofilettanti e non colla per favore!) e via… non v’è molto da spiegare sono 4 fili!!! ..unica cosa a cui dovete stare attenti: PRIMA DI STENDERE L’IMPIANTO, METTERE LA CARTA STAGNOLA SUL FONDO. Serve…perchè deve riflettere quanta piu luce verso l’alto! Inoltre state attenti durante la posa  che i neon vengano posizionati tutti a distanza equa e non troppo ravvicinati tra di loro. E che siano ovviamente DRITTI. DRITTI OK?

Bene…fatto questo, forate un lato corto del vostro bromografo per farvi passare il filo della 220, installate appunto trasformatore, cablaggi e neon e chiudete.

Il vostro bromografo è pronto.

Ora vediamo alcuni consigli di utilizzo. Vi va? 😆

APPENDICE – CONSIGLI

  • Evitate di insistere con lo sguardo sul bromografo mentre è acceso. Non perchè è un timidone, ma perchè vi sparaflasha le cornee
  • Non esponete troppo le basette..ma nemmeno troppo poco. Io ho trovato un giusto compromesso sugli 80 secondi. Prendetevi il rischio di spendere qualche soldino per far le prove di esposizione
  • Occhio alla soda caustica: non è molto concentrata per l’utilizzo che ne facciamo e quindi innocua, ma stiamo trattando un materiale comunque pericolosissimo allo stato brado. Leggete sulla confezione le precauzioni del caso e informatevi…
  • Il cloruro ferrico funziona meglio se riscaldato…io lo scaldo a bagnomaria con un fornelletto da campeggio, un pentolino con acqua e un vasetto di vetro in cui è versato il cloruro. Evitate il contatto con qualsiasi materiale ferroso (corrode di brutto) rame etc. Anche con vestiti e pelle…non è un acido fortunatamente, è un sale..ma stateci attenti
  • Smaltite il materiale di scarto nei centri specializzati.
  • Non muovete la basetta una volta che iniziata la procedura di sparaflashamento, o meglio di fotoincisione.
  • Pulite sempre il vetro prima di fotoincidere le basette
  • Se tenete il bromografo in cantina, in inverno prende molto freddo..preriscaldatelo prima dell’uso con delle accessioni di qualche minuto in modo che non vi siano sfarfallamenti che rovinano il processo di fotoincisione (sti benedetti neon…)
  • Ricordate che questo strumento ve lo potrete ritrovare (e godere) per tutti i lavori di replica delle schede elettroniche che trovate in giro, non solo per la passione astrofila ma anche per qualsiasi dispositivo elettronico di vostra invenzione o reperito online.
  • Prima di operare, informatevi bene anche su altri siti che hanno anche altri tutorial. Siate informati a 360 gradi.
  • E’ una goduria TOTALE! Potete crearvi tutti i dispositivi elettronici homemade di cui trovate i PCB in giro. Waaaaa….

Buon Divertimento e alla prossima!