GOOOOOOOD MORNING AMATEUR ASTRONOMERS! 😆 

Dunque dunque, è vero ho un pò abbandonato questo piccolo spazio di condivisione…periodo difficilotto, un pò di cambiamenti un pò di sfighe etc.etc. ma direi di essere tornato pronto a riaffrontare l’attività “redazionale” e quindi partiamo pure.

Prima di tutto vorrei salutare con un abbraccio caloroso il mio amico Giantantonio Dolfin, è stato presente qua sul blog tempo addietro e mi ha scritto spesso in privato per avere mie notizie. Grazie Gianantonio! Inoltre vorrei ringraziare quelle persone che mi hanno incitato a tornare a scrivere su questa piattaforma che quindi torna ad essere “popolata” dall’Astrofilo Neofita per Eccellenza 😆 

Allora, partiamo belli dritti che ci sono alcune novità….in questo periodo ne ho approfittato per iniziare a costruire piccoli progetti di elettronica. Niente di particolarmente complesso ma semplici gadget che possono essere di aiuto. Ho pensato cosi di rendere disponibili, via via che andrò avanti con le realizzazioni, tutto il materiale che creo.

Per seguire bene e rendere fruibile almeno per le sperimentazioni il materiale, però, si rende necessario mettersi in condizione di lavorare agevolmente, motivo per il quale riprendo questa fase spiegando cos’è il bromografo e perchè ne spiego la costruzione.

IL BROMOGRAFO

Per spiegare cos’è il bromografo non c’è bisogno di dilungarsi troppo, basta andare su Wikipedia e prendersi la definzione, che riporto.

Il bromografo è uno strumento utilizzato per la fotoincisione in fotografia, in serigrafia, nella stampa offset e in elettronica. Il suo nome deriva dall’uso che se ne faceva in fotografia, dove i negativi usati per la duplicazione erano realizzati in bromuro d’argento.

Il bromografo viene oggi utilizzato, specialmente in ambiti hobbistici, per la fotoincisione di circuiti stampati (PCB). Sostanzialmente simile al gemello usato in fotografia, questa variante utilizza solitamente delle lampade a radiazione ultravioletta per impressionare una basetta ramata appositamente presensibilizzata. La basetta ramata impressionata deve poi essere incisa in un bagno specifico (solitamente cloruro di ferro -FeCl3-), cioè trattata per eliminare il rame in eccesso.

 
Bene, riassumo. In buona sostanza se io compro delle basette presensibilizzate (se ne trovano, tranquilli..in tutti i negozi di elettronica oppure online) e utilizzo un bromografo a lampade ultraviolette, utilizzando un bagno di Soda Caustica e successivamente un bagno di Cloruro Ferrico, posso stamparmi un circuito come se fosse quasi un prodotto professionale. Tipo questo, che ho stampato recentemente:

LA TECNICA

La tecnica di stampa con bromografo è particolarmente semplice. In buona sostanza funziona cosi:

si preparino: una basetta presensibilizzata (ha una pellicola di copertura dalla luce verso la parte ramata),  una soluzione di acqua con soda caustica (circa un cucchiaio da minestra in 0.75 lt), si predisponga una bacinella con acqua del rubinetto, si predisponga un’ulteriore bacinella con del Cloruro Ferrico (si trova nei negozi di elettronica)

Fase a): si stampa uno schema PCB (circuito elettrico) su un foglio di acetato – il tipico “lucido” –  (meglio se con stampa laser e acetati prodotti per questo tipo di stampanti)

Fase b) Si adagia leggiadro e con fare artistico il foglio  sul bromografo, con il lato di stampa (riconoscibile dalla presenza di toner) verso l’alto (dove andrà appoggiata la  basetta).

Fase c) Si spoglia la basetta della sua pellicola protettiva (fatelo a luci spente, mi raccomando..è sensibile alla luce), si accende il bromografo per il tempo necessario (spiego poi come trovarlo).

Fase d) Fatto questo, si spegne il bromografo e con guanti da massaia in gomma si porta la basetta nelle terme di Soda Caustica. Occhio a quel che fate però eh…la si lascia a bagno, agitandola un pò, circa 40 secondi o il tempo necessario affinchè venga rimossa la patina di fotoresist

Fase e) Si sciacqua nella bacinella di acqua di rubinetto all’uopo preparata…e la si asciuga con un panno

Fase f), Si mette la basetta a bagno nel cloruro ferrico, con guanti di lattice. Attenzione che il cloruro sporca irrimediabilmente i vestiti e le mani fino a nuova costruzione cellulare ed è anche abbastanza tossico…occhio a quel che fate e leggete sempre le istruzioni. Tenete in movimento la basetta con le mani inguantate affinchè venga eroso il rame

Fase G) Basetta Finita. Questa.

OK, COSTRUIAMONE UNO…

Bene anche se siamo astrofili, è sempre bene avere a disposizione qualche curioso strumento, se non altro perchè potrebbe venir comodo in futuro qualora si voglia autocostruire qualche bel dispositivo elettronico.

Costruire un bromografo è semplicissimo, in buona sostanza ci vogliono due cose

a) un kit lampade al neon UV – quelli per abbronzarsi per intenderci

b) un contenitore per A che abbia una finestra e un vetro sul suo lato piu alto.

Ordine e pulizia…

il punto A), cioè il kit, lo si può trovare ad una trentina di euro al seguente link su Ebay al costo ad oggi pari a 35, euro circa. Io ho acquistato questo e va molto bene, però probabilmente acquistando i prezzi separati in giro si riesce a trovare a meno. Poco male, grosso modo la spesa principale è comunque intorno ai 30/40 euro e si ha un kit già pronto.

il punto b): il contenitore. Normalmente in tanti hanno usato con successo un vecchio scanner in disuso, di quelli proprio antichi e belli spessi. Considerate che la distanza tra la superficie di appoggio dellabasetta (il vetro) e il fondo deve essere almeno di 8/12 cm altrimenti si rischia di avvicinarsi troppo al vetro col problema di non avere una radiazione uniforme su tutta la basetta.

Ho provato personalmente a cercare scanner adatti…nel pattume, in cantina e ovunque ma non ho trovato quello che facesse al caso mio, ho trovato solo quelli di ultima generazione che sono parecchio sottili pertanto ho deciso di costruirmi un contenitore adatto “home made”. Ricordiamoci che io sono neofita anche nei lavoretti manuali quindi i progetti sono sempre molto banali ed essenziali e a volte anche poco curati…abbiate pietà di me.

…IN LEGNO

Il materiale che ho scelto è Legno.

Gli attrezzi necessari sono i seguenti:

a) un seghetto alternativo

b) un seghetto da traforo

c) vernice per il pretrattamento (chiedete al falegname)

d) vernice per verniciatura DI COLORE NERO e acquaragia

e) qualche cacciavite, viti autofilettanti, colla vinavil

Il materiale invece è il seguente

a) una verga di legno (va bene qualsiasi) pre tagliata. (o se volete potete tagliarla voi col seghetto alternativo). Se andate nei brico center ve lo tagliano loro. Ne servono 4 pezzi. Le misure fatele in base alla lunghezza del vostro kit e dei vostri neon considerando che all’interno devono essere compresi anche il trasformatore e ci deve essere un minimo di spazio per i cablaggi. Importante è l’altezza della sagoma, che appunto deve stare tra i 10 e 12 cm!

b) due bei fogli di compensato, qualsiasi spessore ma meglio se da 1 cm in modo che il contenitore abbia sostanza.

c) una bella cornice in formato A4, ne ho trovate in centri commerciali da 2,5 euro…a noi serve il vetro.

d) un foglio A4 di carta d’alluminio per forno.

Ok, rimediato il tutto cominciamo..è molto semplice

LA COSTRUZIONE

Allora avrete già capito dai…si prendono i 4 pezzi di legno pre tagliati (o tagliati col seghetto alternativo) e si incollano insieme. Poi si prende il seghetto da traforo e si taglia il compensato per creare il fondo. Si mettono insieme con viti autofilettanti e colla Piu o meno verrà fuori qualcosa di analogo. Da notare che ho lasciato il codice a barre con l’etichetta perchè non avevo voglia di toglierlo 😆 

 

Bene, fatta la scatola è il momento di verniciarla con il fondo, in modo da proteggere il legno. Datene due mani se lo tenete in cantina perchè l’umidità potrebbe dargli fastidio (da notare che continua a vedersi l’etichetta con il codice a barre 😆  )

Ottimo. Lasciate asciugare e potete iniziare  a stendere la vernice nera. Con questa, si da una mano, si lascia asciugare..si carteggia,  e si da la seconda mano.

Bene, fatto questo, potete iniziare a costruire il coperchio. Sempre in compensato, fate le opportune misure per creare una finestra che sia un pochino piu piccola di un A4. Basta semplicemente mezzo centimetro in meno per lato, considerate che le basette che si stampano solitamente sono di un 10×16 per le piu grosse e difficilmente arriverete a coprire tutta la superficie. Questa finestra che creerete servirà per attacare il vetro con silicone e quindi ci serve che sia piu piccola rispetto al vetro in modo da avere superfici di incollaggio.

Bene! Dai che abbiamo fatto..prendete il vetro, lo incollate accertandovi che sia incollato nella parte che starà sotto (verso l’interno della scatola per intenderci). Per questo potete usare del volgare silicone di quelli che si trovano nelle peggiori tette di caracas.

Bene, prima di chiudere la scatola,  si può stendere l’impianto elettrico (quindi..trasformatore, fili, portaneon (mettete viti autofilettanti e non colla per favore!) e via… non v’è molto da spiegare sono 4 fili!!! ..unica cosa a cui dovete stare attenti: PRIMA DI STENDERE L’IMPIANTO, METTERE LA CARTA STAGNOLA SUL FONDO. Serve…perchè deve riflettere quanta piu luce verso l’alto! Inoltre state attenti durante la posa  che i neon vengano posizionati tutti a distanza equa e non troppo ravvicinati tra di loro. E che siano ovviamente DRITTI. DRITTI OK?

Bene…fatto questo, forate un lato corto del vostro bromografo per farvi passare il filo della 220, installate appunto trasformatore, cablaggi e neon e chiudete.

Il vostro bromografo è pronto.

Ora vediamo alcuni consigli di utilizzo. Vi va? 😆 

APPENDICE – CONSIGLI

  • Evitate di insistere con lo sguardo sul bromografo mentre è acceso. Non perchè è un timidone, ma perchè vi sparaflasha le cornee
  • Non esponete troppo le basette..ma nemmeno troppo poco. Io ho trovato un giusto compromesso sugli 80 secondi. Prendetevi il rischio di spendere qualche soldino per far le prove di esposizione
  • Occhio alla soda caustica: non è molto concentrata per l’utilizzo che ne facciamo e quindi innocua, ma stiamo trattando un materiale comunque pericolosissimo allo stato brado. Leggete sulla confezione le precauzioni del caso e informatevi…
  • Il cloruro ferrico funziona meglio se riscaldato…io lo scaldo a bagnomaria con un fornelletto da campeggio, un pentolino con acqua e un vasetto di vetro in cui è versato il cloruro. Evitate il contatto con qualsiasi materiale ferroso (corrode di brutto) rame etc. Anche con vestiti e pelle…non è un acido fortunatamente, è un sale..ma stateci attenti
  • Smaltite il materiale di scarto nei centri specializzati.
  • Non muovete la basetta una volta che iniziata la procedura di sparaflashamento, o meglio di fotoincisione.
  • Pulite sempre il vetro prima di fotoincidere le basette
  • Se tenete il bromografo in cantina, in inverno prende molto freddo..preriscaldatelo prima dell’uso con delle accessioni di qualche minuto in modo che non vi siano sfarfallamenti che rovinano il processo di fotoincisione (sti benedetti neon…)
  • Ricordate che questo strumento ve lo potrete ritrovare (e godere) per tutti i lavori di replica delle schede elettroniche che trovate in giro, non solo per la passione astrofila ma anche per qualsiasi dispositivo elettronico di vostra invenzione o reperito online.
  • Prima di operare, informatevi bene anche su altri siti che hanno anche altri tutorial. Siate informati a 360 gradi.
  • E’ una goduria TOTALE! Potete crearvi tutti i dispositivi elettronici homemade di cui trovate i PCB in giro. Waaaaa….

Buon Divertimento e alla prossima!

 

 

 

 

 

1 commento

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  1. […] dipende poi dal metodo che utilizzate per stampare i circuiti. SE usate il BROMOGRAFO allora ci vogliono quelle presensibilizzate. Sennò va bene qualsiasi piastra ramata o preforata o […]

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