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…si lo so lo so…stai usando Pinpoint di MaximDL e stai aspettando che venga risolta la prima lastra di allineamento. Dopo aver fatto “millemila” regolazioni sulla Home della tua Eq6, ancora non ci siamo…vedi quella barra blu che va avanti da dieci minuti, ma ancora il software non ha capito dove stai puntando…..

Ne avevamo già parlato su questo blog (LINK) in effetti: Pinpoint di MaximDL è un programma che funziona molto bene a patto però di aver rispettato a puntino tutte le azioni preliminari. Il che si traduce appunto in una utilità marginale per l’astrofilo itinerante, sempre alle prese con ben altri problemi.

Tante volte mi sono trovato a dover perdere ore per cercare di risolvere una immagine, mi ricordo questa primavera una sessione parzialmente naufragata a causa di una errata Home Position che non permetteva a Pinpoint di risolvere la zona di cielo puntata. Considerando le imperfezioni di Goto tipiche della montatura (di cui la Eq6 ne è un pò l’emblema a volte) posso dire che questa situazione spesso fa arrabbiare, soprattutto se si lavora con focali spinte su montature non precisissime.

Ma da Ottobre di questo anno (quindi recentemente) esiste una utility molto interessante ed in continuo sviluppo creata da un noto astrofilo italiano, Giovanni Benintende,  che sfruttando il “motore” di Astrometry.net permette di risolvere qualsiasi zona di cielo a prescindere dalle coordinate a cui sta puntando la montatura. Detto in parole povere, abbiamo a disposizione GRATUITAMENTE una applicazione che riesce a riconoscere una zona di cielo qualsiasi essa sia, con risultati eccezzionali; il che si traduce non solo in una minor richiesta di precisione da parte dell’astrofilo nel posizionamento del setup, ma anche in un risparmio di tempo assolutamente notevole. Vediamola un pò nel dettaglio

ALL SKY PLATE SOLVER

by Giovanni Benintende

link per download

PlateSolver1

All Sky Plate Solver è un’applicazione molto semplice da utilizzare (ma non da creare, suppongo) che permette di risolvere qualsiasi zona del cielo in pochi secondi, a prescindere da dove si stia realmente puntando con la montatura. In aggiunta, è possibile chiedere al software di risolvere immagini già scattate per conoscerne le coordinate (in questo caso non necessita infatti la connessione ad una montaura Ascom);  digerisce gran parte dei formati di astro-immagine che gli si può dare in pasto ed il motore è un “indovino” assolutamente perfetto. Il segreto alla base sta nello sviluppo di un’applicazione che fonda le sue risorse sul noto kit di sviluppo creato da Astrometry.net e di cui avevamo parlato già a questo LINK.  La domanda che potrebbe sorgere spontanea (o il dubbio che potrebbe derivarne) è: serve un’applicazione che “ripete” ciò che già c’è online? Risposta: ASSOLUTAMENTE SI. Per due motivi essenziali:

  1.  L’applicazione non necessita di connessione online per essere utilizzata (e via uno!)
  2.  L’applicazione rende FRUIBILE il kit di Astrometry.net in qualsiasi occasione, con pochi click e senza navigare in pagine o uploadare immagini.
  3. L’applicazione comunica direttamente con Ascom o MaximDL, e quindi permette di SINCRONIZZARE AUTOMATICAMENTE la montatura con le coordinate realmente puntate
  4. Gestisce anche la camera di ripresa, in modo che con un solo pulsante – chiamato CLICK, SOLVE & SYNC  verrà tutto gestito in automatico: in buona sostanza, verrà avviato il software di acquisizione, verrà scattata una immagine del cielo, verrà risolta e infine sincronizzata la montatura. In un tempo di…ehm…qualche decina di secondo? Buttate via il cercatore….

Quindi, mi sento di poter assolutamente dire che una volta provata questa applicazione, questa vada inserirla direttamente nel nostro “Must Have”. Vediamola un pò piu approfonditamente perchè il programmatore ci ha messo a disposizione un’intuizione meravigliosa:

INSTALLAZIONE

donwload astrometry

L’installazione è molto semplice, ma consiglio di eseguirla di notte. Il perchè è presto detto…per avere gli archivi di Astrometry.net in locale è necessario scaricarli per cui dopo le operazioni preliminari di installazione il software dovrà scaricarsi una parte dei predetti archivi e questo ovviamente richiede tempo. L’aspetto interessante è che il programmatore ha risolto una bella parte di lavoro, integrando all’interno del programma un’interfaccia di scaricamento praticamente automatica e quindi in realta dovremo fare ben poco…Inoltre è un’operazione che si farà una volta sola ed eventualmente integrata nel tempo con l’utilizzo di diversi FOV,  ma fatto questo tutto è utilizzabile in locale.

Installare l’applicazione è semplicissimo ovviamente, tralasciando il doppio click sul file “install.exe” (fin qua ci siamo vero?) l’applicazione si installa e la prima azione che fa una volta avviato è recuperare online il software kit di Astrometry.net, operazione che richiede pochi minuti, come si vede nell’immagine sopra.

INDICI

index

Una volta installata l’applicazione, viene richiesto l’indice dei file che si ottiene appunto tramite download della sezione di archivi di cui ho parlato poco fa. Bene, è semplicissimo. Basta inserire la lunghezza focale dei propri setup (una alla volta) le dimensioni dei pixel in micron e la dimensione del sensore, espressa in numero di pixel oppure in larghezza * altezza in mm. Il sistema individuerà automaticamente i file da scaricare in base al campo inquadrato. A quel punto basterà cliccare su “install selected indexes” e inizierà il download. Possono volerci alcuni minuti o alcune ore, dipende dal nostro campo inquadrato.

CONFIGURAZIONE DEL SOFTWARE

general settings

Come anticipato, il software si sincronizza con montature Ascom e con camere di ripresa che funzionino o tramite Ascom o tramite MAximDL. In questa pagina si devono inserire la lunghezza focale e la grandezza dei pixel in micron. Inoltre ci sono alcune opzioni interessanti come “on successfull click & plate solve, execute sync mount” che letteralmente significa: “quando viene risolta la lastra con successo, allora sincronizza la montatura.”

Nota: per quanto riguarda la focale, se utilizziamo MaximDL per riprendere l’immagine da risolvere, il sistema chiederà se si vuole utilizzare quella inserita nel file fit al momento della risoluzione della lastra. E’ una particolarità interessante perchè in questo caso la “focal length” impostata nella schermata di cui sopra non viene tenuta in considerazione. Se teniamo presente che spesso guidiamo e acquisizamo tramite Maxim che comunque necessita delle lunghezze focali delle ottiche, ecco che questa schermata una volta impostata potrebbe non esserci piu necessaria

RISOLUZIONE & SYNC

solved

Una volta fatto un Goto su un oggetto (non centrandolo as usual 😀 ) basterà cliccare su  click plate & solve per far partire la routine di risoluzione. Il sistema è particolarmente veloce, nell’esempio di cui sopra in 33 secondi il software è riuscito a risolvere la lastra, senza sapere in principio “dove stavamo puntando”. Questo è meraviglioso!

Nota: vengono proposti due tipi di allineamento: Blind & Near. Blind viene utilizzato senza avere a disposizione le coordinate puntate. Near invece funziona tramite la connessione ascom alla montatura e quindi partendo da una zona di cielo prossima a quella realmente puntata.

CONCLUSIONI

Le conclusioni penso siano molto intuibili.  Il programma gira benissimo e non sbaglia un colpo.  Per quel che mi riguarda è diventato uno dei software chiave delle mie sessioni, dal momento per tanto tempo ho utilizzato Pinpoint e che essendo un astrofilo itinerante non sempre riesco ad ottenere la massima precisione negli allineamenti di Home. Questo mi ha causato ben piu di un problema, con innumerevoli casi di riposizionamento ad Home e diversi goto prima di trovare la giusta posizione. Se poi considero le volte in cui ho utilizzato focali piu spinte sempre tramite Pinpoint diventando letteralmente matto prima di scattare la prima immagine, ecco che viene fuori l’incredibile utilità di questa applicazione che risolve in breve tempo il problema.

Una nota di merito va poi a Giovanni Benintende. Perchè io penso che mettere a disposizione gratuitamente una applicazione del genere sia un gesto enorme.

Ho notato che nel sito non c’è nemmeno un pulsante “Donate” (ebbene si…ci avevo pensato, perchè l’applicazione mi ha davvero aiutato!), cosa che mi ha sorpreso e non poco. Certo, si potrebbe obbiettare dicendo che questa è un’interfaccia e non un motore, in quanto il motore di risoluzione realmente è creato da Astrometry.net…vero…ma questa applicazione ha un merito enorme: rende FRUIBILE il motore. E questa è la vera “base” perchè è inutile avere a disposizione grandi motori se poi non abbiamo gli strumenti per accenderli.

Per cui mi rivolgo a lui ed anche a tutto l’humus di astrofili italiani che creano utility e che dedicano molto tempo alla programmazione di accessori che ci risolvono problemi ringraziandoli tutti.


La qualità e la riuscita delle nostre astrofotografie passano anche attraverso il vostro impegno, e questa considerazione non deve mai mancare in nessun astrofotografo onesto.

NOTA: PER SCARICARE IL SOFTWARE – LINK

 

 

RIsposta alla domanda posta nel titolo: Si.  Le semplici azioni che costituiranno la noce di questo articolo, possono fornire una potenzialità enorme sia per chi effettua ricerca sia per chi scova in internet delle immagini in cui non è specificata la nomenclatura dell’oggetto. Chiariamo fin dal principio però che

a) questa procedura non sviluppera il nostro senso di “cielo” e di “orientamento”

b) Di questa procedura se ne può fare volentieri a meno qualora si abbia molta esperienza

c) E’ una tipica procedura da Nerd, quindi mi rivolgo forse non piu all’astrofilo neofita quanto, appunto, all’astrofilo “Nerd” che per una sessione di astrofotografia si porta dietro palmare, iphone, ipad, apple watch, si nutre di wifi e lui stesso è un access point adsl con tutte le radiazioni che si è preso nella vita….Insomma, uno di quelli dediti al pranzo con spaghettone e router libero. (pessima questa… ahahahah)

Quindi non la consiglio ma mi limito a spiegarla. Io la utilizzerò alla bisogna, ma non sarebbe bene prenderla come un must di sessione..ricordiamoci sempre che l’astrofilia classica vede il catalogo come primo strumento di ricerca ed è giusta quella metodologia lì. Non innamoriamoci mai troppo dell’elettronica digitale…

Ora..torniamo seri: questa idea mi è venuta in seguito al reperimento online di un sito appartenente ad un astrofotografo estero, molto molto bravo. Siccome in questa fase mi sto appassionando alle nebulose oscure, stavo cercando un catalogo di immagini in modo da scegliere oggetti che incontravano il mio interesse.

Ne ho trovate diverse, solo che purtroppo non vi era nè l’indicazione dell’oggetto nè coordinate nè tantomeno costellazioni di riferimento. SEmplici immagini in jpg caricate su un server.  Domandona: l’oggetto è bello, ma che come cavolo posso fare a raggiungerlo e a capire da che parte si trova?

Deluso dal fatto che non mi fosse possibile risalire al tipo di oggetto, mi sono “inventato” questa procedura. Utilizzo la parola “inventato” senza sapere se già qualcuno ci fosse arrivato prima di me o se sia già una prassi comune, essendo un neofita… ma questo non cambia l’origine del punto: seguendo determinate procedure è possibile recuperare semplicemente i dati di coordinate da un jpg, farle proprie e utilizzarle per effettuare un goto e quindi scattare una immagine di quell’oggetto.

COSA SERVE?

Ecco ciò che serve per effettuare questo tipo di procedura (per come l’ho scovata io, quindi potrebbe non essere l’unico metodo):

1) Il file immagine jpg da risolvere

2) MaximDL con pinpoint

3) Montatura collegata via Ascom sia ad un planetario che a MaximDL

COME SI PROCEDE

E’ semplicissimo.

Per effettuare questa prova ho utilizzato la mia immagine di Barnard 72…quindi, si scarica il JPG, e si fa un upload al seguente sito:

http://nova.astrometry.net/

La procedura di upload è molto semplice, come da immagine seguente:

1 upload

Caricata l’immagine si attende che questa venga risolta, come da immagine seguente

2 - Immagine

A questo punto si clicca su GO TO RESULT PAGE

3 - risolta

Attenzione! Annotatevi la risoluzione calcolata, in questo caso 7.25 arcsec/pixel. Vi servirà poi

Scaricate quindi l’immagine “New-Image.fits”. Questa immagine conterrà le coordinate nel Fits Header!.

Fatto questo, collegate la montatura al planetario (in questo caso Cartes Dou Ciel con Eqmod) e a MaximDL (vedete i tutorial nella pagina tutorial se volete saperne di piu).

5 - connesso montatura

In questo momento, la montatura è in posizione di Home. Ok?

Bene, aprite quindi l’immagine “New-Image.fits” con MaximDL e cliccate su Pinpoint Astrometry. Dovrete inserire la risoluzione che vi eravate annotati poco fa, come nelle freccette.

4 -impostazioneNOTA!!! A DIFFERENZA DI CIO CHE SI VEDE IN QUESTA IMMAGINE, NEL QUADRATO ARANCIONE VA MESSA LA SPUNTA SU FITS CENTER!!!!

Siete ora pronti a far risolvere la lastra a pinpoint. vai con il PROCESSSSS!!! 😀

6 - risoltopinpoint

Ed ecco qua la nostra bella lastra risolta.Abbiamo le coordinate del centro lastra, e la POS ANGLE che è la rotazione del senore.

Ora è semplicissimo…si clicca su CLOSE, e si apre VIEW – OBSERVATORY CONTROL WINDOW, si va nella scheda TELESCOPE

Dopodichè si clicca su IMAGE CENTER FROM PINPOINT (il posizionamento di questo pulsante cambia da versione a versione, ma c’è in tutte!) che permettera di scrivere nel campo TARGET COORDINATES le coordinate trovate da pinpoint

Che dire….andiamo avanti… ehehe clicca su GOTO

7 - goto

Ed ecco dove si va a posizionare il telescopio. Esattamente su BARNARD 72, mai citato in nessuna parte di questa procedura perchè risolta astrometricamente in modo del tutto semi-automatico

8 - finale

CONSIDERAZIONI

Questa procedura l’ho trovata molto interessante, ma come dicevo all’inizio può servire in casi estremi in cui si voglia replicare una foto di un campo per il quale non si conoscono nomenclature di catalogo e tantomeno le coordinate.

E’ una procedura per NERD come detto poco fa, ma che può aiutare non poco. Di fatto però è bene prima di tutto prendere familiarità con il mondo pinpoint e con le riduzioni astrometriche di immagini.

Infine una nota va spesa per un concetto legale: sostanzialmente si sta prendendo l’immagine di un’altra persona e la si sta dando in pasto a un servizio che la smonta tutta e ne rende pubbliche sia il contenuto che le coordinate. Non penso vi siano problemi etici in questo, d’altronde l’immagine è stata già reperita online quindi chi l’ha caricata ha voluto già di per sè condividerne l’utilizzo. Ma sorgono dubbi sul fatto che state decidendo di ripubblicare questa immagine su un sito dove l’autore non ha dato autorizzazione. Per onor di onestà è bene dire che ciascuno si assume la responsabilità delle proprie azioni.

Non vedo invece limiti etici: sostanzialmente il cielo non appartiene a nessuno e vedere un problema etico nell’estrapolare delle coordinate da foto di altri, sarebbe come lamentarsi perchè piu persone fanno foto al duomo di Firenze.

Detto in parole povere..Buon utilizzo.

Benritrovati e scusate l’assenza, ultimamente ho impiegato larga parte del mio tempo libero per studiare alcuni aspetti legati alla personale didattica sull’astroimaging, effettuando numerosissime uscite sotto il cielo stellato (pessimo) di casa mia.

Lo scopo di questo articolo è quello di fornire alcuni chiarimenti sulla reale utilità del Pinpoint di MaximDL (o altri software di risoluzione astrometrica di lastre) che è da intendersi a completamento dell’articolo precedentemente scritto al seguente LINK

Innanzitutto, va specificato che la funzione di risoluzione tramite Pinpoint non è la panacea di tutti i mali legati al puntamento, questo perchè sostanzialmente quando ci affidiamo ad un software che si “prefigge” di effettuare un determinato calcolo, ci stiamo mettendo nelle mani di quel mondo poco tangibile chiamato “informatica”.  Si potrebbe dire che proprio la precisione di un calcolo a volte può rappresentare il grande limite degli elaboratori elettronici, molto rapidi in termini di operazioni effettuate al secondo ma non sempre intelligenti per quanto concerne la ricerca di vie piu rapide per ottenere risultati rapidi.

Nel rispetto di questa logica, quindi,  per quanto un algoritmo sia performante e “scaltro” e ben scritto, quando questo entra in funzione la rapidità con cui estrapola il risultato è grosso modo tutta a carico della prestazione del PC e della sua capacità di ripetere l’algoritmo a determinate velocità.

 Anticipato questo, non aspettatevi che il sistema pinpoint faccia tutto il lavoro da solo. Anzi. Da quello che è la mia esperienza (circa una ventina di uscite nel 2015) posso garantire che il sistema funziona alla grande solo se noi siamo davvero precisi con le operazioni preliminari che sono numerose e richiedono una buona concentrazione nelle fasi iniziali di stazionamento. Altra condizione importante (ma non obbligatoria!) per il rapido e corretto funzionamento è la disponibilità di postazioni fisse con situazioni “congelate”. Mentre per le postazioni itineranti, servono degli accorgimenti in piu onde evitare il ripetersi di una cascata di errori che potrebbero far abbandonare l’utilizzo.

Ma bisogna essere chiari: ci sono casi (che spiegherò in fondo all’articolo) in cui anche l’itinerante può godersi questa tecnologia e casi in cui invece è meglio affidarsi al nostro amato cercatore. Riprendendo il discorso, in buona sostanza è necessario ottenere i seguenti punti:

  • Fuoco perfetto
  • Posizione Home perfetta
  • Corretta impostazione della focale del sistema di ripresa in maximDL
  • Stazionamento al polo preciso (non dico un bigourdan, ma quasi…)
  • Montatura  alimentata “vigorosamente” (io alimento a 13v) onde evitare errati conteggi dei microstep
  • Corretta impostazione del tipo di catalogo
  • Possibilità di scattare per almeno 20 secondi senza rilevare stelle mosse.
  • Specchi dei riflettori ben saldi e non soggetti a shift interni.

La mancanza di questi accorgimenti, può costringere il sistema ad effettuare lunghe operazioni di verifica sul posizionamento delle stelle a catalogo rispetto a quelle rilevate dal sensore e spesso può capitare che il sistema risolva addirittura erroneamente le lastre. Pertanto iniziamo col dire che ogni volta vi trovate ad aver risolto una lastra, dovrete verificare che la focale mostrata dal risultato sia compatibile con quella realmente utilizzata. Lo si verifica in questa sezione:

ok

In questo caso ho effettuato una risoluzione su una lastra di test, dove la Focal Lenght (FL) viene riportata come N/A (Not Assigned). Ma in linea generale FL dovrebbe esser quanto di piu vicino a quella reale con leggeri scostamenti dovuti dal fuoco ottenuto in quella determinata serata. Ad esempio, se io utilizzo un telescopio con una lunghezza focale di 1.250mm, la FL riportata dovrà essere di valore oscillante tra i 1.260mm e i 1.190mm. Nota: diversamente, ipotizziamo che venga riportato un valore di 1.450mm o di 750mm, è evidente che la lastra non sia risolta correttamente e quindi si rende necessario ripetere l’operazione e non confermare il sync altrimenti addio oggetti centrati.

dove-sonoAlcuni Problemi con Pinpoint di MaximDL

Tra le problematiche indicate precedentemente, è opportuno sviscerarne qualcuna in modo da essere chiari e possibilmente risolutivi. Vediamole in elenco con la possibile soluzione:

  • Fuoco perfetto:
    Se il sistema di ripresa non è perfettamente a fuoco, il programma potrebbe non risolvere la lastra. Questo è dovuto al fatto che un allargamento delle stelle non permette una misura astrometrica reale tra gli astri col catalogo di riferimento, oltre a creare un problema per quel che riguarda la determinazione della dimensione e della luminosità delle stelle. Metodo personale: personalmente io lascio la montatura parcheggiata e faccio il fuoco direttamente nel campo di visualizzazione. Se non si lavora con focali troppo spinte e si sta riprendendo col CCD (notoriamente piu sensibile di una Reflex) si trovano sempre stelle di campo su cui focheggiare. I valori di riferimento per il fuoco li prendo dall’FWHM in quanto visualizzare il fuoco a monitor può trarre in inganno soprattutto nelle serate con pessimo seeing.
  • Posizione Home perfetta: Come ho già avuto modo di spiegare nell’articolo citato all’inizio, la posizione HOME è cruciale. Ho potuto notare che anche leggerissimi scostamenti possono causare lungaggini enormi in termini di risoluzione. Inoltre, piu si lavora con focali lunghe e minore sarà il campo inquadrato con il risultato che la lastra potrebbe risolversi anche dopo 20 minuti (o piu…). Questo ovviamente dipende dal fatto che piu siamo lontani dalla posizione Home reale, e piu i calcoli degli step del goto porteranno ad un disallineamento pronunciato. Le procedure per ottenere una  buona HOME sono descritte al seguente LINK. Inoltre considerate sempre che piu è lungo e largo il telescopio e piu sarà difficile determinare a occhio una posizione HOME corretta. Metodo Personale: non appena il cielo sarà sufficientemente sereno, perderò una serata per caricare sulla mia Eq6 il C8 a F10 con il sensore Atik314L, cercando di far risolvere una lastra in queste condizioni. Quando sarò riuscito a trovare la giusta posizione per ottenere una risoluzione di lastra in breve tempo, allora segnerò la posizione home con un taglierino (povera la mia eq6…). In questo modo, avrò la certezza che per quel che riguarda la posizione Home non sussisteranno problemi. Purtroppo questo metodo andrò contro all’ultimo punto (quello della garanzia sull’immobilità degli specchi) in quanto il C8 è notoriamente “shiffettaro” ma ritengo che la Home sarà quanto di piu vicino alla precisione.
  • Corretta impostazione della focale di ripresa in MaximDL
    Un altro elemento fondamentale per la corretta risoluzione delle lastre acquisite, è l’importazione della focale di ripresa in MaximDL. Anche in questo caso la procedura la trovate nell’articolo indicato a inizio pagina. Di questo va semplicemente ricordato che il calcolo sulla risoluzione per pixel effettuata dal sistema prevede (come da formula standard) la conoscenza della focale e della grandezza dei pixel. Mentre la grandezza del pixel viene inviata in automatico dal sensore, la focale va inserita a mano. Se siete soliti (come me) cambiare repentinamente setup da una serata all’altra, è basilare ricordarsi come prima operazione di inserire la focale corretta pena una attesa spropositata per ottenere una mancata o erronea risoluzione. Metodo Personale: ho imparato a salvare in MaximDL i setup con le focali di ripresa corrette e le coordinate del luogo di osservazione. In questo modo quando decido di riprendere con un setup, è sufficiente richiamare la configurazione opportuna. Quindi, verificare sempre all’avvio di maxim che lui “sappia” con che telescopio andrete a riprendere.
  • Stazionamento al polo preciso
    Per i motivi spiegati al punto 2, è opportuno effettuare un allineamento al polo preciso. Questo ovviamente non lo dico per chi già è navigato in questa passione, ma per coloro che (come si legge nei forum in generale) pensano che la montatura “basti buttarla a nord perchè tanto ci pensa l’elettronica” (e che poi si trovano con svalangate di problemi ndr..). Anche in questo caso, come in tutti i casi in cui si osserva o fotografa il cielo, è opportuno essere almeno “astrofili” nel senso tecnico della parola e quindi il polo va fatto. Come? Bene. Quanto bene? Piu che si può. Non dico un bigourdan, concediamoci un  margine…ma bene. Buonsenso, mica altro. Metodo personale: Io utilizzo con successo il puntamento al polo assistito di Eqmod, come si può leggere a questo LINK
  • Montatura ben alimentata
    Sempre seguendo il concetto del miglioramento nell’utilizzo di Pinpoint, va detto che l’alimentazione della montatura è uno degli elementi piu “oscuri”. Da esperienza personale ho avuto problemi di puntamento risolti con una alimentazione migliore, utilizzando un alimentatore da 13V anzichè 12. Il problema pare essere dovuto ad un errato conteggo degli step dei motori qualora l’alimentazione sia insufficiente. Pertanto, se state utilizzando la modalità “itinerante”, considerate sempre l’utilizzo di batterie fresche e ben cariche.
  • Corretta impostazione del Catalogo
    Riporto un’esperienza negativa nell’utilizzo di Pinpoint anche relativamente al tipo di catalogo utilizzato. Normalmente viene dato per scontato che l’utilizzo del catalogo GSC sia quello necessario per il buon funzionamento del programma. Anche io son caduto in questo “tranello” finchè non mi son trovato a perdere un paio d’ore per effettuare dei test reali. Ho compreso che se iniziamo davvero a stringere il campo con sensori piccoli e lunghe focali, il catalogo GSC non è piu sufficiente. Il risultato è che Pinpoint inizia a passare molto velocemente grandi porzioni di cielo non trovando mai una configurazione di stelle analizzabile. (ripeto…analizzabile!! Quindi passa e va..velocemente…). Leggndo bene le guide di Maxim, ho poi scoperto che il catalogo GSC risolve solo campi entro i 15′, Diversamente bisogna appoggiarsi al calago USNO A2 che è molto piu completo e comprende stelle di magnitudine molto inferiore.. Reperire in rete questo catalogo non è cosa semplice, io ho avuto la fortuna di farmelo passare dall’Osservatorio Astronomico Monte San Lorenzo (LINK) ma sono circa 10 giga. A onor del vero, pare che si possano richiedere i CD oppure si possa scaricare dai server FTP di USNO, ma nel momento in cui ho provato io ho avuto problemi a scaricare il catalogo nella sua interezza. Nel caso, provateci che non si sa mai…
  • Possibilità di scattare per almeno 20 secondi senza stelle mosse
    Infine anche le stelle mosse contribuiscono a peggiorare la precisione e l’immediatezza del sistema di risoluzione astrometrica. Il punto è che spesso servono esposizioni di 15/20 secondi per fare in modo che vengano rilevate nel campo piu stelle possibili. Una posa con evidenti stelle mosse non permette ovviamente al sistema di rilevare realmente quali siano le stelle e che separazione astrometrica abbiano: tradotto, le stelle devono essere ferme pena un fallimento del metodo.

CONSIDERAZIONI FINALI

Ora, capisco che passando in disamina tutta la procedura corretta per garantirsi un efficace utilizzo del metodo lasci trapelare una certa insoddisfazione e una operatività noiosa e macchinosa. Questo è in parte vero, e non può essere rivolta alcuna critica al sistema in sè che rimane di indubbia qualità e utilità. Come anticipato a inizio articolo, infatti, il sistema effettua un paragone relativamente banale  tra stelle di catalogo e stelle di campo ed il metodo con cui questo avviene si svolge attraverso il classico “conto della serva”: cioè a partendo dal centro della lastra, e muovendosi per step a spirale, il sistema va avanti a confrontare zone di cielo finchè non trova quella giusta.

Il punto è che di fatto questo metodo può essere utilizzato con successo per situazioni determinate, mentre per altre situazioni può rivelarsi controproducente.

In breve,  a mio avviso e dopo un utilizzo serrato di pinpoint, potrei suggerire che il sistema trova la piena efficacia quando si ha a disposizione una postazione fissa oppure quando si effettuano sessioni di astroimaging per le quali si prevede una “ripresa dei lavori” in piu sessioni. Ad esempio, utilizzando un sensore monocromatico con filtri a banda stretta (giusto un esempio eh), si potrebbe non riuscire  a terminare il lavoro in una sola nottata. Pertanto può essere utile avere un centro lastra a coordinate certe, con tanto di rotazione del sensore in modo da poter riprendere anche dopo diverso tempo la sessione da dove si era terminata. Altro caso di importante utilità è ovviamente la ricerca amatoriale, in cui ci si voglia garantire una ripresa con dati astrometrici o fotometrici in piu sessioni (esempio la fotometria sulle stelle variabili). Insomma,. per tutti i casi in cui sia necessaria la ripetibilità assoluta di un puntamento è consigliabile utilizzare il pinpoint. Infine, per i casi in cui l’astrofilo sia un pò Nerd come il sottoscritto ahahaha

Viceversa, qualora si intenda sfruttare una postazione mobile per riprendere un oggetto con un sensore a colori e per una serata sola, può rivelarsi piu concreto l’utilizzo del “vecchio” metodo del cercatore. A maggior ragione quando si utilizza una Reflex in Live View che permette di centrare gli oggetti molto piu agevolmente. In questo caso, tentare la strada del puntamento astrometrico automatico potrebbe richiedere una precisione “indebita” col rischio di complicare la sessione e rendere l’inizio delle riprese piu frustrante e problematico.