Che tu sia un astrofotografo o un semplice visualista, utilizzando una montatura equatoriale non puoi prescindere da un aspetto fondamentale, su cui ancora insisto per sollecitarne l’attenzione: l’allineamento polare.

Spesso si sente parlare di montature con GoTo   che non allineano perfettamente gli oggetti, oppure di fotografie guidate bene solo per pose di qualche minuto o capita di leggere problemi analoghi anche nel mondo dei visualisti, con oggetti che rimangono fissi nel campo visivo solo per poco tempo. Questo ovviamente può essere dato da tanti fattori che vanno da errori di impostazioni elettroniche fino a problemi fisici della montatura, nonostante questo l’allineamento viene molto spesso trascurato tra le casistiche.

Tra le varie procedure che ho letto online, soprattutto per quanto riguarda montature con GoTo, avverto spesso una certa trasandatezza sulla questione. In diversi casi, la frase che si legge “gira” piu o meno in questo modo:

Prendi la montatura, la butti grosso modo a nord, ti allinei a due stelle e sei a posto

A prescindere dalle modalità con cui ognuno allinea la propria montatura e a prescindere dai risultati che ottiene, voglio porre l’attenzione su due aspetti importanti che legano il nostro amato asse polare con il corretto funzionamento della montatura, onde evitare le imprevedibili successioni di eventi che possono convertire una serata iniziata bene in un improvviso disastro totale.

ImmagineLa montatura equatoriale è costruita in modo che l’asse di rotazione denominato Ascensione Retta (o AR) ruoti attorno ad un punto fisso, che si trova precisamente al centro dell’intersezione di due assi: L’asse di AR stesso e l’asse di Declinazione, come nella foto al fianco. Come si può vedere il cannocchiale polare si trova precisamente al centro di questa intersezione, che fa da perno per la rotazione.

Va da se che quindi, la montatura equatoriale “ruota” attorno ad un punto preciso si trova nell’intersezione dei due assi, effettuando un semicerchio. Osservando al telescopio, in un certo senso si proietta il movimento della montatura sottostante nella porzione di cielo da noi osservata, col risultato che se non siamo allineati nella maniera piu precisa possibile rischiamo di trovarci in questa situazione:

a) il semicerchio effettuato durante alla rotazione della montatura non corrisponde al semicerchio reale compiuto dalla volta celeste

b) ci possono essere punti di intersezione tra i due semicerchi (quello della montatura rispetto a quello naturale del cielo) che fanno ipotizzare un corretto funzionamento ma che dopo qualche tempo possono disallinearsi tra loro e di conseguenza la montatura inseguirà male

c) rovinare le pose fotografiche, con la guida che va bene per un certo periodo della serata ma poi smette di inseguire a dovere, perdendo la stella.

Per capire meglio, ho fatto questo semplice schema, che rappresenta una situazione iptoetica ma reale:

 polare

Il semicerchio nero è il movimento naturale della volta celeste attorno al nord.

Il semicerchio viola è il movimento riprodotto dalla montatura non correttamente allineata

Nel caso dell’esempio, il nord in alto sarebbe il VERO polo nord celeste. Mentre il nord in basso, sarebbe l’errato posizionamento della montatura.

Come si può vedere, si formano due semicerchi, la cui grandezza è identica ma sono disallineati. Interessante è porre l’attenzione su S1 facendo finta sia un oggetto celeste che procede nel naturale arco. Come vedete, potremmo trovarci in un punto in cui i semicerchi relativi al movimento della volta celeste e alla montatura, potrebbero “collimare”, non evidenziando alcun tipo di errore nè di inseguimento nè di puntamento. Ma con l’andare del tempo, i due percorsi si separano di molto e osservando lo schema si evidenzia come ad un certo punto o in certe posizioni, la differenza tra i due archi potrebbe aumentare. Essendo il cielo da noi visualizzato una sorta di “cono” che parte da nord e si allarga verso sud, il problema sarà molto piu evidente a nord rispetto a sud, ma ciò non toglie che a metà pose potreste trovarvi con problemi di guida o di allineamento degli oggetti. Infatti un mancato allineamento preciso della montatura rispetto al nord causerà:

1) problemi di puntamento: dovuto al fatto che l’allineamento del Goto a stelle di riferimento è vero che ricrea una “situazione” di posizione degli astri nel cielo adeguandola all’istante, ma dal momento in cui si conferma l’allineamento in poi viene aggiornata costantemente presumendo un corretto allineamento all’asse polare celeste e di conseguenza un calcolando un corretto riposizionamento. Col risultato che, essendo in realtà non correttamente allineati al nord, la montatura potrebbe puntare bene alcuni oggetti, e puntarne male molti altri che si troveranno realmente in altre posizioni rispetto a quanto calcolato

2) problemi di autoguida: ci sono punti in cui la stella sarà impossibile da inseguire, dal momento che la stella avrà un percorso diverso dal previsto e che potrebbe addirittura trovarsi in posizioni in cui la montatura potrebbe non riuscire a correggere.

Verificare quindi sempre molto bene l’allineamento polare: un cannocchiale polare ben tarato solitamente è piu che sufficiente a limitare questo tipo di aberrazioni, a patto però di saperlo usare correttamente. E se volete tagliare la testa al toro, studiate il metodo bigourdan (io lo sto studiando ora, da bravo neofita…). Ma non date retta troppo chi dice che con il goto l’allineamento polare può essere fatto approssimativamente perchè “tanto il sistema corregge”…è dimostrato che non è vero, se non per “fortuite” cause. Quindi investiamo sempre del tempo per posizionare BENE la strumentazione.

Quando ho comprato il mio telescopio  non avevo assolutamente idea di come funzionasse il cielo. Non avendo una cultura particolare e non essendomi mai interessato di come funzionassero le dinamiche celesti, l’unico riferimento che avevo era la costellazione dell’Orsa Maggiore. In un certo senso, posso affermare che per quanto mi riguarda ho sempre avuto il desiderio nascosto di possedere un telescopio, ma non ho mai avuto voglia di mettermi a naso in su e studiare il cielo. Complice di questa sorta di disinteresse è dovuto anche al nostro tanto odiato inquinamento luminoso che ha le spalle fin troppo larghe. Larghe al punto di oscurare la volta celeste in maniera pressocchè totale. Abitando nei pressi di una zona di mare, in estate le luci della riviera si accendono vigorose e prepotenti, lasciando all’occhio solo la possibilità di scorgere qualche debole e solitaria stellina.

Ma a parte la polemica. l’aspetto della mancata conoscenza celeste sono certo che sia parte di una buona parte di noi novelli astrofili. Non si conosce il cielo, non c’è niente da fare. Fortunatamente non tutti i novellini come me soffrono o hanno sofferto di questa lungaggine nell’alzare gli occhi al cielo, anzi…è bello sapere che ci sono persone che nonostante non si dichiarino astrofili hanno una conoscenza del cielo anche abbastanza approfondita. Ma nel nostro caso, partendo dall’assunto che “il cielo? dove cavolo è?” , l’acquisto di un telescopio può essere addirittura traumatico!

Parto quindi subito a dire che non vi è alcun problema se non si sa conoscere la stella polare. E’ un problema però non volersi mai mettere li a cercarla. Se qualcuno dei lettori ha mai avuto esperienza con l’hobby musicale, vorrei far presente che uno degli aspetti belli del cielo è che una volta appreso il concetto o una volta trovato un oggetto, difficilmente ci si scorda la sua posizione. Un pò come le ritmiche..una volta imparate, bene o male rimangono. O se vogliamo esemplificare ancora, un pò come la bicicletta…quando si impara, difficilmente si dimentica…e se si cade, ci si rialza con poche sessioni osservative.

Avete idea di dove tramonta il sole? Bene, quello è “piu o meno” l’ovest. Ora, se lo indicate con il braccio sinistro, e col braccio destro tracciate un angolo di 90 gradi trovate il nord. Se per caso avete trovato il sud, evidentemente avete la schiena che funziona al contrario quindi avete qualche problema alle articolazioni, quindi vi servirebbe piu che altro un buon fisioterapista 😆

Scherzi a parte, sicuramente se tenete il braccio sinistro a ovest e con il braccio destro fate un angolo di 90 gradi vi troverete che il braccio destro punta piu o meno a nord. (dai vabè, scaricatevi la bussola dell’iphone, ve lo concedo)

Ora: state guardando a nord ok? Dovreste riconoscere l’orsa maggiore.

Bene. Dò per scontato che l’Orsa Maggiore la sappiamo riconoscere tutti (almeno questa eh!)

Ora, basta prendere le due stelle della parte destra della costellazione e tracciare una riga che le unisce e va su su su…fino alla stella piu luminosa successiva, che fa parte invece dell’orsa minore (Credits Image: http://www.mezzofanti.altervista.org ):

orsa

Ecco l’avete trovata!!!

Ora che abbiamo trovato la polare, possiamo spendere anche due parole su di essa.La stella polare è importante per diversi motivi..innanzitutto è la stella piu vicina all’asse ipotetico di rotazione terrestre, e la stella polare compie un giro attorno ad esso. La posizione della stella polare non rappresenta è un punto fisso,  ma ruota attorno all’asse compiendo un giro completo in 24 ore.

Quindi si può dire, in maniera errata tecnicamente ma giusto per rendere l’idea, che tutto il cielo ruota, si, attorno ad un unico punto che è rappresentato dal nord, ma per sapere dove si trova il nord si prende a riferimento la stella polare. Ecco come wikipedia rappresenta il movimento della volta celeste attorno ad essa:

Questa sarà la stella da tener in considerazione per effettuare un corretto allineamento della montatura al nord celeste. Il tutto viene spiegato chiaramente nell’articolo “Stazionamento di una Eq5” << segui il link.

E’ anche possibile attraverso la stella polare ottenere foto interessanti senza avere un telescopio, ma di questo ne parleremo in un articolo aggiuntivo.

 

Leggi le restanti parti: PARTE IPARTE IIPARTE IIIPARTE IVPARTE V

Avete letto le precedenti parti? Avete approfondito tramite i numerosi documenti online tutto quanto accennato fin’ora?

Bene, è arrivato il momento di valutare quanti accessori vengono forniti con l’acquisto del primo telescopio.

Direi che in prima analisi si renda necessario stabilire quali sono gli accessori piu “sensibili”, che possono aiutare ad optare per un prodotto o meno. Prima di addentrarci però in questo semplice articoletto, ritengo obbligatorio stabilire che quanto viene esposto qua deve essere un “corollario” delle valutazioni che avete fatto fin’ora; nel senso che è abbastanza scontato che se dovete scegliere tra un telescopio iper accessoriato ma qualitativamente scadente e un telescopio non molto accessoriato ma con ottiche eccezzionali, è abbastanza banale optare per la seconda configurazione.

Dunque, gli accessori importanti che possono aiutarci a prendere una scelta sono grosso modo due:

1) la disponibilità di raccordi fotografici al focheggiatore

2) la disponibilità del tanto utile cannocchiale polare

Raccordi Fotografici

Per quel che riguarda la disponibilità di raccordi fotografici, è bene capire al momento dell’acquisto se il telescopio viene fornito con filettature adatte all’utilizzo fotografico. Normalmente si intendono due tipi di fotografia (immagini: astrotrezzi.it) :

figura_3_61) In parallelo:  questa prevede il montaggio della macchina fotografica sugli anelli di tenuta del telescopio. In pratica, il telescopio fa solo da “supporto” alla macchina fotografica, la quale scatta foto con il proprio obbiettivo e in maniera totalmente indipendente. Il vantaggio di questo tipo di fotografia risiede nella possibilità di sfruttare il movimento della montatura motorizzata e quindi scattare foto con pose piu lunghe (fino a diverse decine di secondi o qualche minuto se l’allineamento polare è corretto). E’ utile ad esempio qualora si voglia fare una splendida foto alla via lattea o per fotografare oggetti del cielo particolarmente estesi, come la nebulosa nord-america o alcuni frammenti di via lattea in cui sono presenti oggetti interessanti (come le nebulose oscure). Ovviamente, sarà poi possibile aumentare la performance fotografica inserendo obbiettivi dedicati ma questo entra poi in discorsi fotografici piu complessi. Questo tipo di predisposizione consiste in una semplice “vite” posta sopra ad uno dei due anelli di tenuta e su cui va avvitata la macchina fotografica come in foto (credits: astrotrezzi.it ):

fuoco_diretto2) al fuoco diretto:  in questo caso, invece, si intende la disponibilità di un raccordo a vite posto sul focheggiatore con una filettatura apposita. Normalmente si trova con il nome di “filettato 42mm” o piu comodamente “filetto T2″. La foto si scatta posizionando la macchina reflex direttamente sul focheggiatore, mediante un anello T2 a baionetta che va a “sostituire” l’obbiettivo. L’anello ovviamente deve essere acquistato a parte in un negozio specifico e non viene mai fornito col telescopio in quanto ogni reflex monta una baionetta propria. Una volta acquistato l’anello, si toglie l’obbiettivo dalla macchina reflex, si applica l’anello a baionetta. Questo anello termina con una filettatura T2 e questo quindi va avvitato al raccordo T2 presente nel focheggiatore. Tutto l’insieme permette quindi di “assegnare” al telescopio il ruolo di obbiettivo della fotocamera, e quindi gli ingrandimenti e le caratteristiche dell’obbiettivo sono quelle del vostro telescopio (apertura, focale e rapporto f/ ). Un esempio, nella foto seguente (credits: astrotrezzi.it)

Inutile dire che il mondo fotografico è ampissimo, e ci sono un sacco di altre tecniche da valutare (ad esempio proiezione dell’oculare) ma non è il caso di anticipare altre tecniche: diciamo che nelle condizioni di vendita di un telescopio entry level, quando si legge “adatto all’astrofotografia”, bene o male sono presenti queste due predisposizioni: fuoco diretto (filettatura T2 al focheggiatore) e in parallelo (raccordo fotografico nell’anello di supporto del telescopio)

Il Cannocchiale Polare

Se state preferendo l’acquisto di una montatura equatoriale, è molto plausibile che tra gli accessori inseriti nelle condizioni di vendita, troviate il cannocchiale polare.

Il cannocchiale polare è un vero e proprio cannocchiale (monoculare) che si inserisce all’interno della montatura in un apposito foro che la attraversa completamente. Il cannocchiale polare va puntato sempre verso Nord, ovviamente verso la stella polare.

E’ importante che sia presente perchè grazie a questo si può migliorare di molto l’allineamento della montatura alla stella polare e quindi garantirsi un inseguimento efficace senza operare elaborate regolazioni. Sia chiaro che l’allineamento polare, facendo parte delle procedure di stazionamento di una montatura, rappresenta forse la parte piu importante di una serata di visualizzazione, specie se poi si vogliono scattare foto. Vi sono diversi tipi di allineamento possibili, alcuni si possono ottenere anche senza cannocchiale e forse sono anche piu precisi (ad esempio il complicato metodo “Bigourdan”) ma debbo ammettere che di primo acchito un buon cannocchiale polare permette una prossimità di allineamento accettabile e semplifica di molto il lavoro.

Quindi, siate molto felici se nel telescopio con montatura equatoriale che state acquistando è presente questo tipo di accessorio perchè quando lo saprete usare riuscirete a stazionare la vostra montatura in breve tempo e con sufficiente allineamento alla stella polare.

L’utilizzo è molto semplice, e farà parte di un articolo apposito quando parleremo di stazionamento della montatura. Intanto è giusto sapere innanzitutto come si prenseta il cannocchiale polare (credits image: http://astrolab.altervista.org):

polar_finder

Come vedete da voi, è un cannocchiale con alcuni riferimenti:

1) Big Dipper – sarebbe il grande carro

2) CAssiopea – sarebbe la costellazione di cassiopea

3) Polaris: è quel circolino all’interno del crocicchio.

Si utilizza cosi: si osserva a che punto si trova il grande carro nel cielo (fingiamo che si trovi nei pressi dell’orizzonte), e si osserva la corrispondenza con cassiopea. E’ necessario posizionare il “big dipper” esattamente come lo vedete nel cielo, nello stesso modo.

Fatto questo e verificata la corrispondenza piu o meno esatta tra le posizioni delle due costellazioni nel cielo e nel cannocchiale, dovreste spostare i registri della montatura fino a “inserire” la stella polare all’interno del circolino nel crocicchio. In questo modo avrete fatto un allineamento polare e siete pronti per inseguire gli oggetti.

Ora…racconterò le mie debàcle in tal senso, perchè ho cominciato senza avere una guida di riferimento e mi sono incartocciato spesso con questo benedetto allineamento..ma ad oggi posso dire che è molto semplice da effettuare e fornisce risultati di tutto rispetto.

Concludo questa serie di articoli con un piccolo sunto:

1) verificate che montatura vi viene offerta

2) verificate che ottica viene fornita di serie

3) considerate o meglio preferite montature che abbiano già una motorizzazione

4) valutate la presenza di cannocchiale polare e di eventuali raccordi fotografici.

A breve posterò come “appendice” a questo lavoro, la recensione del mio telescopio e le “oscure avventure” che mi ha regalato (nel bene e nel male)

Buon acquisto.

Leggi le restanti parti: PARTE IPARTE IIPARTE IIIPARTE IVPARTE V

Dopo aver capito cosa osservare con un telescopio ed aver approfondito un pò la conoscenza superficiale di montature e motorizzazioni, veniamo ad un discorso ben piu complesso, le ottiche. Per scarsa preparazione e per incompletezza di informazione, consiglio di leggere in maniera superficiale ciò che sto dicendo e di affidarsi piuttosto all’ampia documentazione che si trova online o, meglio ancora, affidarsi ad un gruppo astrofili.

Nonostante questo, è mio desiderio parlare di questo aspetto in quanto di primaria importanza per la scelta del proprio primo strumento.

Punto subito al dunque: nell’ambito dei telescopi ci sono tantissime configurazioni e innumerevoli “schemi ottici”. Pensate che solo nella configurazione “telescopio riflettore” sono presenti almeno sei tipi di schemi ottici diversi e con sistemi di correzione delle immagini diversi e con performance diverse:  Newton, Cassegrain, Maksutov, Schmidt etc. e via discorrendo.E’ mia intenzione trattarne solo tre, che sono quelli piu in voga nell’immaginario collettivo di ogni Astrofilo Neofita. Gli schemi ottici di cui parlerò sono

1) Telescopio con ottica Newtoniana, Riflettore

2) Telescopio Rifrattore.

3) Telescopio con ottica Schmidt-Cassegrain, riflettore

Le differenze tra i tre telescopi sono sostanziali, sia in termini di ottiche che di risultati visivi.I valori piu sensibili di cui tenere conto durante la scelta sono

a) Diametro di Apertura

b) Lunghezza Focale

c) Rapporto Focale

oltre ovviamente ad eventuali certificazioni ottiche, che sono normalmente impensabili sui telescopi entry level.

RIFRATTORE

Il telescopio rifrattore è uno strumento costruito secondo questo schema ottico:

rifrattore

e nella sua fisionomia si presenta come un tubo allungato:

Telescopio_rifrattore_lungo_altazimutaleiciamo che questo rappresenta nell’idea comune “il telescopio”.

Il rifrattore si fa apprezzare grazie ad una grande secchezza nelle immagini, le stelle appaiono puntiformi e i dettagli di luna e pianeti sono ben contrastati, se le ottiche sono di una certa qualità.  Spesso è preferito in fotografia dove si pone come strumento fotografico d’eccellenza per il largo campo e quando si trovano strumenti corretti sono forse i migliori in tutto.

Come vediamo dallo schema presentato sopra, la luce entra all’interno del tubo attraversando delle lenti poste come “obiettivo”, un pò come gli obbiettivi delle macchine fotografiche per intenderci. Una volta che la luce è passata attraverso queste lenti (che possono essere piu di una, anzi…SONO piu di una 🙂 ), viene scomposta (o rifratta) e ricomposta in un punto fino a raggiungere il focheggiatore posto in fondo allo strumento ed attraverso delle manopole che ne allungano o diminuiscono l’escursione permettono di regolarne la messa a fuoco.

“pro” di questo tipo di ottica sono

– Ampi dettagli sugli oggetti (ad esempio sui pianeti)

– Immagini piu luminose e contrastate, stelle puntiformi.

Essendo un sistema “a lenti” è però soggetto ad un effetto chiamato “aberrazione cromatica”. Cioè, ha la tendenza a mostrare caratteristiche di luce non corrette nel momento in cui avviene la ricomposizione dell’immagine. Per evitare questo problema, si è reso quindi necessario elaborare delle lenti in modo migliore, con tecniche e materiali nuove e calcolandone la perfetta collimazione all’interno del gruppo “obbiettivo”, che è quello antistante. Questa operazione di correzione ha costi molto elevati. I telescopi rifrattori quindi traggono una parte del nome da questo tipo di correzione, diventando “rifrattori apocromatici”, “rifrattori semi-apocromatici” o “rifrattori acromatico”.

I contro sono:

– Un rifrattore che lavora a dovere costa un sacco di soldi (

– Maggior delicatezza nell’uso (se ti cade son dolori)

Quindi se la vostra idea è quella di comprare un telescopio rifrattore con 3/400 euro compreso di motorini, montatura etc.etc, va da se che il rischio di trovare ottiche non corrette è abbastanza alto. Purtroppo, da quel poco che so, per acquistare un rifrattore buono bisogna affrontare un investimento che ritengo eccessivo per un neofita che nemmeno sa quanto utilizzerà il telescopio, a meno che un astrofilo non parta già con le idee chiare e non abbia già osservato in diversi telescopi sviluppando la passione nel tempo, ma questo è un altro paio di maniche

Non posso comunque non citare alcuni rifrattori a 89 euro o a 130 euro spedizione inclusa…e li cito in silenzio, a buon intenditor…. 😯

Altra musica invece se si parla di rifrattori “fatti a dovere”, non posso negare che siano quelli che forniscono maggiori dettagli e in un certo senso preferibili ad altre ottiche in ambiti fotografici (si parla di cifre oltre i 5/6.000 euro…)

ath1-annuncio_25665_43238_IMG_1559_2

RIFLETTORE NEWTONIANO

Il telescopio Riflettore Newtoniano presenta invece un’ottica completamente diversa:

sche_new..mentre questa è l’immagine del telescopio per come comunemente si presenta:

 img-prodotto_I2032

Come si intuisce dallo schema dell’ottica, la luce entra, arriva in fondo al tubo dove vi è posto uno specchio primario generalmente quasi parabolico (non una lente, ndr!) viene riflessa (riflettore!!) e convogliata verso un altro specchio (secondario) il quale ha il compito di raccogliere il cuneo di luce in arrivo dal primario e convogliarla verso il focheggiatore.

Questa configurazione è tra quelle piu utilizzate, trovando forte consenso nel mercato che ne ha fatto diminuire sensibilmente i costi. Inoltre è un pò meno “delicato” rispetto ad un rifrattore, anche meno pesante e questo lo rende facilmente trasportabile.

I pro sono:

1) facilità di impiego e collimazione

2) vasta gamma di possibilità e configurazioni

3) rapporto qualità/prezzo spesso vincente soprattutto sulle fasce economiche

4) adatto a oggetti del profondo cielo

I contro sono:

1) minor definizione e minor contrasto rispetto ad un rifrattore, perde molto sul planetario

2) può mostrare un’ombreggiatura al centro dell’immagine dovuta alla presenza dello specchio secondario (ahimè)

3) a lungo andare può rendersi necessario rialluminare gli specchi, essendo “aperto” e lasciando passare quindi molta aria all’interno del tubo

Nonostante questo, ritengo a livello personale che il telescopio newtoniano rappresenti per chi inizia un ottimo punto di partenza, risultando valido per effettuare la visualizzazione della maggior parte degli oggetti nonchè tentare i primi approcci fotografici con una spesa contenuta. Io ho scelto questo.

Schmidt-Cassegrain

Un altro schema ottico che riscuote notevole successo è lo Schmidt-Cassegrain, che riporta questo schema ottico:

Schmidt-Cassegrain-Telescope

In quest’ottica, abbiamo qualche elemento in piu rispetto al rifrattore e rispetto al newtoniano. Abbiamo infatti una lastra posta nella parte anteriore, chiamata “lastra correttrice” o “lastra di schmidt”, che corregge il segnale luminoso in entrata, il segnale arriva allo specchio primario che si trova in fondo il quale riflette la luce verso un ulteriore specchio che è parecchio arrotondato e funziona da moltiplicatore. Il segnale moltiplicato arriva poi al focheggiatore che è posto in fondo allo schema ottico ed esce dalla culatta posteriore.

Essendo che la luce viene moltiplicata da uno specchio semi-sferico, l’immagine risultante sarebbe parecchio arrotondata, ecco il motivo per il quale si è reso necessario anteporre la lastra di Schmidt, che corregge questa aberrazione. La moltiplica invece è stata inserita per allungare la focale dello strumento, che normalmente ha un rapporto focale F/10.

La messa a fuoco avviene attraverso un apposito registro che anzichè muovere il focheggiatore come nei precedenti telescopi. sposta direttamente lo specchio primario in avanti o indietro, permettendo cosi di regolare il punto di fuoco allungando o diminuendo micrometricamente la lunghezza focale del telescopio.

Uno dei telescopi Schmidt-Cassegrain piu in voga è il Celestron C8, palestra per molti astrofili neofiti:

91020XLTcome si vede nell’immagine, all’apertura abbiamo la lastra di Schmidt.

I pro di questo tipo di ottica sono i seguenti:

1) lunga focale su dimensioni ridotte: grazie al moltiplicatore si può ottenere una focale molto lunga su telescopi corti. Pensate ad esempio che il C8 ha una lunghezza fisica di circa 50 cm, mentre la sua focale è pari a 2 metri!

2) forti ingrandimenti e grande dettaglio: ottimo quindi per pianeti e per oggetti luminosi del profondo cielo

3) peso ridotto: si può utilizzare per effettuare riprese in Alta Risoluzione di pianeti e luna, sfruttando montature piu piccole (tipo la eq5)

4) Trasporto facilissimo e collimazione semplificata: si collima solo lo specchio secondario.

i contro  invece sono i seguenti:

1) avendo una lastra anteriore, nelle serate con forte umidità si appanna

2) Avendo una lunga focale che ingrandisce molto l’immagine, risulta essere parecchio sensibile alle condizioni di cielo: con atmosfere turbolente può risultare molto difficile mettere a fuoco

3) Ottenenendo il fuoco attraverso lo spostamento dello specchio primario, il peso dello stesso può spostare il fuoco. Questo non è un problema durante le osservazioni, ma risulta un pò rognoso nelle serate fotografiche

4) a patto di prendere diametri ampi (dai 250mm in su) ha la tendenza a impastare un pò considerando poi l’ostruzione dello specchio secondario che non è proprio ininfluente.

5) avendo una lunga focale, non è particolarmente luminoso. Ma abituato l’occhio questo non rappresenta piu  un problema reale.

Nonostante questi contro, che sembrano su carta essere insormontabili, il telescopio lavora davvero bene e rappresenta una scelta importante dal momento che si può considerare un telescopio tuttofare e con prestazioni eccellenti.

DIAMETRI, FOCALI, RAPPORTI

Da bravo neofita, mi rivolgo ai neofiti…quando si viene a contatto per le prime volte con questo affascinante mondo, si viene letteralmente investiti da una serie di parametri che sembra non voler dire molto..apertura, diametri, capacità di raccogliere luce, luminosità e chi piu ne ha piu ne metta. Essendo neofiti, non penso sia il caso di affondare la propria intenzione nella ricerca della prestazione tout court…però possiamo buttare uno sguardo ad alcuni parametri fondamentali che possono darci l’idea di ciò che stiamo comprando.

Primo aspetto da non sottovalutare è che il telescopio funziona finchè raccoglie luce. Piu luce raccoglie e maggiore sarà la luminosità e la possibilità di ottenere alcuni dettagli. Questi valori si misurano con tre parametri fondamentali che sono: diametro dell’apertura, lunghezza focale, rapporto focale.

Il diametro d’apertura è molto semplice da individuare. Si misura in millimetri (mm) e varia normalmente dai  70mm ai 300/400 mm. Va da se che un 150mm raccoglie meno luce di un 200mm, ma contestualmente ne raccoglie molta di piu di un 130mm o di un 114mm.

Per dare un’idea dell’importanza di questo valore, si tenga presente che se confrontiamo un telescopio con apertura da 150mm con uno di apertura 200mm, abbiamo 5 centimetri in piu di apertura. Questi cinque centimetri sembrerebbero una banalità trascurabile..niente di piu sbagliato. Pensate ad un disco. Se lo ingrandite di 5 cinque centrimetri, la superficie di materiale che dovrete integrare è notevole. Quindi anche se un’apertura di 5 centimetri in piu può sembrarvi una bazzecola, non lo è: anzi.

Abbiamo poi la lunghezza focale: questa è la misurazione del percorso che la luce deve compiere all’interno del tubo. L’aumentare o il diminuire di questo parametro favorisce o meno la possibilità di dettaglio del telescopio. Ad esempio, un telescopio come il mio ha una focale da 750mm e con questa focale riesco a scorgere come dettaglio di riferimento lo “spazio nero” che c’è tra Saturno e i suoi anelli. Un telescopio con una focale minore, probabilmente non riesce ad arrivare a questa definizione. Mentre un telescopio con una focale maggiore (ad esempio 1000mm) permetterebbe di osservare dettagli maggiori del pianeta. Bisogna considerare che una focale piu lunga aumenta anche “le dimensioni” dell’oggetto, quindi in certi ammassi stellari o con oggetti di grandi dimensioni (come andromeda) può rivelarsi controproducente perchè si rischia di non poterli gustare nella loro interezza. Diversamente, una focale corta ha come “contro” il fatto di non poter scorgere dettagli degli oggetti piu piccoli e lontani. Anche qua..questione di compromessi.

Infine abbiamo il rapporto focale, e sarebbe quel numero che c’è dopo il valore “f/” che si trova in tutte le schede tecniche dei telescopi. Questo da un’indicazione di luminosità e si calcola dividendo il diametro dell’apertura/lunghezza focale. A valori di F piu alti corrisponde minor luminosità.

Esempio: Un telescopio 150mm di apertura con focale da 750mm ha un rapporto focale pari a : 750/150=5 quindi F/5

Da qui possiamo fare alcuni esempi di circostanza..se io avessi lo stesso telescopio con una focale piu lunga, scende la luminosità ma aumenta il dettaglio. (1000/150 = F/6.6). Quindi è vero che avrei piu dettaglio, ma avrei anche minor luminosità. Viceversa, se io accorciassi la lunghezza focale del telescopio a 500, avrei: 500/150=F/3.3. Quindi maggior luminosità ma minor possiblità di scorgere dettagli.

Di seguito alcune configurazioni standard:

Telescopio 150/750 = F/5

Telescopio 200/1000 = F/5

Telescopio 200/1200 = F/6

etc.etc.etc.

Per concludere, considerate che la focale insieme al diametro saranno poi importanti per quel che riguarda l’aspetto “peso”, quindi è necessario cercare un buon compromesso tra montatura e ottiche.

Il Fuocheggiatore

Infine, non si può non parlare del fuocheggiatore. Il focheggiatore è quel dispositivo che può essere posizionato in fondo al tubo ottico (nel caso di telescopi rifrattori o alcuni riflettori) oppure a qualche decina di centimetri dall’apertura anteriore (newtoniano)

E’ un dispositivo che nelle macchine piu economiche risulta piu o meno in questo modo:

SkyWatcher_focheggiatore_Crayford

 

e solitamente attraverso delle viti è fissato al tubo ottico.

Il fuocheggitore è quell’elemento verso cui converge tutta la luce del telescopio e permette attraverso il movimento delle rotelle poste alla base, di allungare o accorciare il punto di messa a fuoco in modo da ottenere immagini nitide (tranne ad esempio nello Schimdt Cassegrain che come abbiamo visto, il fuoco si raggiunge spostando lo specchi primario). Nel fuocheggiatore devono poi essere inseriti gli oculari che sono gruppetti di lenti che forniscono gli ingrandimenti necessari per la visualizzazione degli oggetti. Gli oculari, a loro volta, sono intercambiabili..se avrete intenzione di passare molto tempo a godervi la semplice visualizzazione astronomica, conviene mettere da parte qualche centinaio di euro per acquistarne diversi e farsi una riserva ben fornita. Quello che deve essere chiaro però è che maggiori saranno le performance degli oculari e piu precisione servirà al fuocheggiatore in quanto spesso il punto di messa a fuoco “verte” nello spazio di pochi millimetri.

Purtroppo, essendo Astrofili Neofiti non abbiamo possibilità di scegliere in maniera precisa il tipo di focheggiatore fornito nel nostro tubo ottico. Va detto però che spesso nei telescopi di fascia economica molto bassa, questo rappresenta un limite non indifferente. Purtroppo nella maggior parte dei casi è opportuno convivere con quello fornito e magari prendere in considerazione una sostituzione futura con focheggiatori piu performanti, ma tranquillizzatevi perchè per iniziare è sufficiente quello montato di serie. I difetti piu comuni di cui soffrono i  fuocheggiatori economici sono relativi alla precisione e al carico sopportato. Diciamo che se l’obbiettivo è quello di fare semplice visualizzazione, difficilmente potreste incappare nell’esigenza assoluta di dover cambiare il fuocheggiatore. Mentre, qualora abbiate voglia di scattare foto, è probabile (ma non certo..) che nasca l’esigenza di aver maggior precisione e quindi dotarvi di un fuocheggiatore piu performante.

Vi consiglierei di dare una letta alla sezione Strumenti, dove ho già recensito gli strumenti in mio possesso: due newtoniani e uno schimidt-cassegrain.

 

 

Leggi le restanti parti: PARTE IPARTE IIPARTE IIIPARTE IVPARTE V

Nell’articolo precedente ho fatto un focus sulla montatura, considerando in maniera un pò più dettagliata quella equatoriale con qualche considerazione sui pesi supportati.

E’ giunto quindi il momento di fare alcune considerazioni su eventuali motorizzazioni del telescopio. Devo dire che nel mio essere Astrofilo Neofita ho impiegato parecchio tempo prima di carpire alcuni aspetti.

Il Principio

Il principio di base che interessa una scelta in tale campo è molto semplice e in un certo senso banale. La terra gira, anche se non ce ne accorgiamo. Il risultato percepito è che sembra che sia il cielo a muoversi sopra la nostra testa. Il movimento celeste, osservato “ad occhio nudo” è praticamente impercettibile, con brevi visualizzazioni a occhio nudo pare che tutto sia statico e non lo consideriamo un “problema” (motivo per il quale spesso viene minimizzato quando si decide di acquistare un telescopio)

Questo aspetto invece salta fuori quando si osserva attraverso un telescopio, perchè ovviamente lo strumento ingrandisce una piccolissima porzione di cielo e quindi il movimento terrestre risulta essere molto molto pronunciato; puntando un oggetto con un telescopio non motorizzato, questo uscirà dal nostro campo visivo molto rapidamente. Giusto un esempio, sganciando i motorini dalla mia montatura e osservando tramite un oculare da 20mm sul mio telescopio che ha 150mm di apertura ed una focale di 750mm, un oggetto come Saturno esce dal campo visivo in appena 20/30 secondi..poi devo agire sulle manopole, centrare nuovamente l’oggetto che rimarrà nel campo altri 20/30 secondi..e via di seguito.

Vengono quindi in aiuto le varie motorizzazioni presenti sul mercato che, con un movimento sincrono a quello della rotazione terrestre, annullano questo movimento di rotazione spostando gli assi del telescopio  e fissando quindi l’oggetto nell’oculare per diverso tempo.

Ok, cosa devo sapere?

In linea generale, i telescopi di fascia economica bassa forniscono tre casistiche..manuale, motorizzato e GoTo. Nota: tutte e tre sono adatte per scopi fotografici ma garantisco che nel primo caso per ottenere foto accettabili a lunga posa serve un’esperienza enorme. A patto di non avere una spiccata predisposizione all’utilizzo del telescopio (tutto può essere) credo che difficilmente un Astrofilo Neofita degno di tale nome possa effettuare con successo i primi scatti senza avere motorizzazioni…Detto questo, vediamo cosa ci offre il “mercato”:

1) Inseguimento Manuale:

201232392325_meade spica_particolare

 

Vi sono delle manopole poste nella montatura. Agendo su queste manopole, si fa girare una vite senza fine posta sull’asse e questa sposta il telescopio. Quindi, in caso di inseguimento manuale, bisogna puntare l’oggetto, poi si osserva nell’oculare e quando questo si trova in prossimità dell’uscita dal campo visivo lo si va a centrare nuovamente con brevi movimenti sugli assi.

2) Inseguimento Motorizzato

 

ath1-annuncio_31749_57494_EQ-5In questo caso abbiamo uno o due motorini che gestiscono atuomaticamente il movimento del telescopio, essendo essi sincronizzati di defautl con il movimento della terra. Ovviamente per utilizzarli bisognerà effettuare un buon allineamento della montatura con la stella polare, ma questo problema è facilmente risolvibile quando si tratta di osservare (un pò meno quando si vuole fotografare perchè serve piu precisione). Anche qua vi sono due sotto-alternative: si può optare per montature con un motorino solo (Motorino di Ascensione Retta) se si vuole solo osservare, se si vuole fotografare a lunga posa è indispensabile anche il motorino di Declinazione. Ovviamente il vantaggio è che una volta centrato l’oggetto, non dovrete piu agire per inseguire e vi potrete tranquillamente godere la visuale. Pensate la comodità se siete in piu persone che volete osservare..si osserva a turno, si commenta ciò che si vede e poi si osserva nuovamente e l’oggetto rimane sempre centrato.

3) GoTo: (Traduzione: “Andare a”)

skywatcher_eq5_goto_synscan

Il goto è un sistema di motorizzazione ancora piu performante. Mentre nei casi 1) e 2) appena spiegati la ricerca dell’oggetto avviene in modalità manuale, il goto permette di accedere ad un palmare su cui sono inserite le coordinate di migliaia di oggetti. Semplicemente selezionando l’oggetto che si vuole osservare, il telescopio si muove in automatico e “se lo va a pescare”. Ovviamente l’inseguimento poi avviene in automatico. Inoltre il GoTo normalmente può collegarsi al Pc attraverso porte seriali/usb e permette quindi di pilotarlo attraverso molti software planetari (ma non fatevi affascinare troppo…)

Ok, cosa scelgo?

Vedo ora di fare un paio di considerazioni, che a me sono state molto utili nel momento della scelta.

Se scegliete il sistema manuale, sappiate che può essere molto divertente e aiutare a crearsi una buona esperienza. Ovviamente ci sono dei limiti intrinsechi dovuti al fatto che da bravi neofiti quali siamo, andiamo ad aggiungere una problematica in piu nelle serate d’osservazione e cioè il fatto di non godersi sempre appieno lo spettacolo della visualizzazione a causa delle continue correzioni. (osservi – correggi – osservi – correggi – togli lo sguardo – correggi – osservi- etc). A parte questo, non ci sono controindicazioni, ma solo una comodità in meno.

Da tenere presente è che quando si osserva, l’occhio non reagisce immediatamente all’oggetto osservato, nel senso che “di primo acchito” spesso non riusciamo a scorgere tutti i dettagli di un oggetto. L’osservazione invece migliora quando si osserva un oggetto, poi si toglie l’occhio dall’oculare, lo si lascia riposare un pò e si riosserva nuovamente l’oggetto. Dopo diversi minuti di “stop&go”, si cominciano ad osservare piu dettagli. Quindi va da se che osservare un oggetto che si muove continuamente nell’oculare peggiora a mio avviso la visualizzazione in profondità.

Diverso è il discorso invece coi motorini, si possono fare sessioni osservative di alcuni minuti senza dover agire in alcun modo. E’ ovviamente la situazione piu riposante per l’occhio e per noi. E secondo me la presenza dei motorini A/R e DEC su telescopi economici salvo alcune eccezioni rappresenta il miglior rapporto qualità prezzo.

Per quel che riguarda il GOTO invece ci sono considerazioni ulteriori da fare: una di queste è che il GOTO ha un costo. Può capitare di trovare GOTO montati su telescopi proposti ad un prezzo vicino a telescopi senza GOTO. Quindi il dubbio sulla qualità generale del tutto a me sorge.

Inoltre, il sistema GOTO va a risolvere un problema che invece è opportuno affrontare proprio in quanto neofiti: la ricerca degli oggetti.

La ricerca degli oggetti del cielo è quanto di piu frustrante esista quando non si ha un minimo di esperienza, ma rappresenta la soddisfazione maggiormente concepibile quando invece si azzeccano piu oggetti in una serata. Per cercare oggetti sena GOTO siete obbligati a conoscere una costellazione ed a muovervi tra le stelle…e perchè perderci questa immensa fonte di esperienza? Non ne vale la pena, è un passaggio da considerare obbligato…altrimenti è come comprare una chitarra elettronica con le musiche già registrate dentro: non si impara a suonare, c’è poco da fare. Senza GOTO siete obbligati a muovere i primi passi nelle dinamiche del cielo, a utilizzare le carte stellari o i software dedicati, potreste organizzarvi una serata in maniera conscia e secondo me meno “lasciata al caso”.

Quindi il mio punto di vista da neofita è: evitiamo l’ammenicolo tecnologico e optiamo per i motorini di AR e DEC..e possibilmente già compresi nell’acquisto altrimenti aggiungerli successivamente ha costi non indifferenti (intorno ai 130 euro circa). Il GoTo è utile, certo, magari piu avanti..quando si vorranno fare fotografie e può diventare un oggetto di una comodità assoluta, soprattutto con focali lunghe (1000mm o piu) e con telescopi accessoriati per l’astrofotografia. Ma lasciamolo perdere se stiamo iniziando perchè potrebbe limitare il nostro rapporto con il cielo e in alcuni casi può essere addirittura fonte d’abbandono. Conquistatevi il cielo.

Ultima cosa: se cercate in internet potrebbero capitarvi post dove si intuisce una relazione diretta tra GOTO e AUTOGUIDA. Bene, ci son cascato anch’io…si è portati a pensare che siano “la stessa cosa”, ma non è cosi. L’autoguida e il GOTO sono due cose completamente diverse, con scopi diversi e indipendenti. Non è vero che senza GOTO non si può avere un’Autoguida, e non è vero che senza Autoguida non si ha il GOTO. Poi vedremo, ma occhio a non “incartocciarvi”.

Nel prossimo articolo diamo uno sguardo alle ottiche, ma non mi dilungherò a causa di una inesperienza intrinseca..d’altronde sono orgogliosamente un Astrofilo Neofita.

Leggi le restanti parti: PARTE IPARTE IIPARTE IIIPARTE IVPARTE V

Dunque, stabilito ciò che possiamo osservare con un telescopio,scendo un pò piu nel dettaglio per andare a vedere superficialmente quali sono i componenti di base di cui tenere conto nella scelta del primo telescopio. Voglio però concentrare gli sforzi parlando di ciò che all’astrofilo comune appare come uno standard: il telescopio riflettore newtoniano. E’ quello che normalmente viene indicato come primo telescopio, si trova anche a costi accettabili (dalle 200 euro in su), già con una spesa intorno alle 5/600 euro si può “ambire” ad uno strumento con ottimo rapporto qualità prezzo. Ovviamente di telescopi ce ne sono una marea, dobsoniani, newtoniani, rifrattori, riflettori, quadrati, tondi, di traverso, col freno a mano, autoradio, accendisigari, frigobar, neon viola, spoiler retrattile e lettore dvd.  :mrgreen:

Questo per dire che impossibile per il sottoscritto parlare di tutti i telescopi esistenti, non ne ho l’esperienza nè la competenza: quindi vedo di essere conciso di considerare quel poco che conosco solo in termini newtoniani in quanto normalmente rappresentano lo start-up di buona parte di Astrofili Neofiti. Ma se il vostro obbiettivo e solo la mera visualizzazione senza andare a pensare a foto & co, allora considerate anche la valutazione sui telescopi su montature Dobson: spesso si trovano strumenti molto corretti a prezzi interessanti.

Innanzitutto cominciamo da un elenco di ciò che parleremo, che rappresenta un pò la “noce” di tutte le opportunità che bisogna conoscere prima di fare una scelta:

  1. Montatura
  2. Motorizzazione
  3. Ottiche e focheggiatore
  4. Accessori (cannocchiale polare, adattatori fotografici, alimentatori, palmare GoTo, computerizzazione del sistema)

Cerchiamo di vederli un pò piu dettagliatamente, ma per onor di verità non mi spingerò oltre a ciò che sono le mie competenze e i miei esperimenti. Diciamo che posso raccontare attraverso la mia esperienza “perchè” mi trovo bene con ciò che ho a disposizione e in qualche caso perchè ho scelto determinate caratteristiche piuttosto che altre. Quindi ciò che dico va letto come infarinatura generale e non completa e come condivisione di un’esperienza.

Ritengo anche utile pensare a questi elementi in maniera separata,  durante l’acquisto: si può ovviamente scegliere un telescopio completo (come quello che ho acquistato io) oppure si può scegliere di acquistare separatamente alcuni oggetti (ad esempio montatura in un negozio e ottiche in un altro) a patto però di rispettare i requisiti di configurazione (ad esempio, che gli attacchi del telescopio siano adatti per la montatura, o che i motorini di Ascensione Retta e declinazione siano quelli specifici per la montatura, etc)

Sta alla vostra conoscenza e necessità scegliere come operare. Per quel che mi riguarda, ho adottato lo stesso ragionamento fatto nel precedente articolo: essendo un neofita, per eliminare una parte di errori e sbattimenti dati da errate configurazioni, ho preferito acquistare tutto in unica soluzione: un telescopio completo.

 La Montatura

La montatura è la base di appoggio su cui si muove il telescopio. Si trova appena sopra al treppiede ed ha gli attacchi per fissare la nostra ottica.

Normalmente, per chi non ha mai avuto un telescopio, la montatura rappresenta un’ovvietà (nel senso: se compro un telescopio è ovvio che mi danno la base su cui montarlo adatta) ma è proprio la montatura che rappresenta il punto principale del nostro sistema, sia dal punto di vista tecnico che da quello meramente pratico.

Ci sono diversi tipi di montature e diverse marche, normalmente se ne trovano tre nel commercio entry level di largo consumo:

1) Montatura Altazimutale: è un tipo di montatura dove vi è la base che gira di 360 gradi e premette di passare ad esempio da nord a sud e da est a ovest semplicemente girando il telescopio, nella maniera piu intuitiva possibile. Invece per regolare “l’altezza”, c’è un perno che si posiziona piu o meno nel centro del tubo ottico. In un certo senso, per puntare un oggetto basta girarsi verso di esso e puntarlo come si farebbe con un fucile. Limite: a patto di prendere montature molto costose e particolarmente precise, non sono indicate per la fotografia.

2) Montatura Equatoriale: è un tipo di montatura in cui ci sono sempre due assi che si muovono, solo che il piano di riferimento è la terra e non il cielo. Quindi Permette degli inseguimenti molto piu lineari, è un pelo piu precisa ma è anche molto meno intuitiva. Per puntare ad esempio gli oggetti a sud, può diventare abbastanza laborioso posizionare in maniera corretta il telescopio, e sulle prime sembra quasi muoversi secondo regole illogiche. Quindi non si tratta di puntare gli oggetti come si farebbe con un fucile, ma di trovare il giusto modo per raggiungere la porzione di cielo che ci interessa. Limite: il costo e il peso. Una buona montatura equatoriale può costare anche svariate migliaia di euro, e pesa un bel pò.

3) Montature Dobson: sono montature molto semplici, fanno parte della famiglia “altazimutale” ma si appoggiano direttamente al terreno e permettono un utilizzo immediato del telescopio senza troppi concetti astrusi sui movimenti. Non è necessario allinearle, si “cerca”, si “trova” e si “osserva”.

Per dare l’idea di ciò di cui stiamo parlando ecco una foto

lemontaturedeltelescopio

A sinistra c’è l’equatoriale, mentre a destra c’è l’altazimutale

Già da questa immagine si può vedere come l’equatoriale sia  un pò piu “corposa” e un pò piu “complessa”. Ma piu versatile, senza ombra di dubbio.L’idea condivisa da molti astrofili è che l’equatoriale sia assolutamente preferibile se si intende poi approcciare all’ambito fotografico.

 Mentre sulla montatura altazimutale non trovo altro da aggiungere a causa di una certa inesperienza (sostanzialmente si punta e si osserva) , sulla montatura equatoriale si aprono dei capitoli interi. Senza voler entrare troppo nello specifico, c’è un parametro da tenere conto ed è la capacità di supportare il peso. Le montature equatoriali che vanno per la maggiore sono le seguenti:

a) Eq 2

b) Eq 3

c) Eq 5

d) Heq5

6) Eq6

7) Eq8

A numero maggiore equivale una capacità di sopportare peso maggiore. Questo si traduce in maggior stabilità e inseguimento migliore una volta motorizzata con i motorini specifici per quel tipo di montatura.

Per rendere “efficace” questo discorso, prendo il caso della montatura eq.5.

La montatura Eq5 ha una capacità di carico “sulla carta” pari a circa 12 kg (ma sono meno, ve lo potrei garantire). Questo significa che 12 kg sono il peso massimo oltre il quale si va incontro a determinati danni (ai motorini, alle frizioni di bloccaggio etc) inoltre bisogna considerare che piu ci si avvicina alla soglia limite e meno risulterà stabile la montatura ad esempio a causa del vento o anche durante le semplice visualizzazione dove il telescopio lo si tocca, lo si striscia, ci si appoggia etc. Quindi va da se che caricare una montatura Eq5 a 12 kg è un’operazione che è meglio non fare.

Scendiamo quindi ad un teorico quanto arbitrario 10 kg di peso ammesso su questa montatura per una serata di osservazione visuale entro i termini di sicurezza.

Ora, il mio telescopio ha un diametro di circa 150mm e una focale di 750.  Il suo peso si aggira intorno ai 7 kg, sopra c’è un cercatore con la sua piastra (consideriamo un mezzo chiletto per stare abbondanti) in piu abbiamo l’oculare. Ci avviciniamo quindi intorno agli 8 kg.

Perchè è importante sapere questo dato? Perchè a volte i costruttori sono fin troppo generosi quando si tratta di valutare le potenzialità del proprio prodotto dal punto di vista fotografico, e non è raro trovare telescopi grandi quanto il mio appoggiati su montature piu esili e quindi meno stabili.

Questo è uno degli elementi che può “far perdere la pazienza”: si punta un oggetto e poi la montatura non è stabile, oppure i motorini di Ar e Dec non inseguono a dovere.

 

A volte capita di leggere setup forniti dalle case in cui forniscono una montatura (esempio, Eq4) con telescopi abbastanza cicciotti sopra (ad esempio un 200 f5). Se volessimo approcciare con questi set-up alla fotografia a lunga posa, ci troveremmo con un telescopio “enorme” rispetto alle possibilità della montatura e quindi uno strumento anche performante ma quasi inutilizzabile fotograficamente parlando su una montatura cosi esile.

Altri esempi di configurazioni che ho letto in giro:

Telescopio 150mm (come il mio) montato su una Eq3.

oppure

Telescopio 200mm montato su una Eq5

Entrambe, le considererei configurazioni adatte al visuale e per la foto a corta posa (luna, Giove Saturno e brevi scatti di oggetti come Andromeda o qualche ammasso globulare) e fuori limite per il fotografico a lunga posa perchè il rischio di trovarsi poi con una montatura un pò ballerina non è indifferente. Quindi se fate come me, che in principio volevo solo fare visuale e poi mi son trovato ad appassionarmi alla fotografia a lunga posa, sappiate che se nel sistema non vi rimane abbastanza tolleranza  bisognerà prendere in considerazione un cambio radicale della montatura. Le strade sarebbero, nel secondo caso (telescopio da 200 su eq5): o si fa un downgrade dell’ottica (magari passando da un 200 di apertura ad un 150, ma può essere un pò demoralizzante) oppure si fa un upgrade della montatura (passando da una eq5 ad una heq5 o una eq6) Il secondo caso è ovviamente molto piu oneroso (dalle 500/800 se si va sull’usato fino ai 1.300/1.700 se si va sul nuovo).

Occhio alle Descrizioni del Prodotto

A volte sono le stesse descirizoni dei prodotti ad essere un pò ottimistiche e a questo bisogna prestare attenzione in riferimento all’accoppiata telescopio/montatura. Ad esempio nella descrizione del prodotto da me acquistato c’è scritto:

Particolarmente indicato per le fotografia a lunga posa, sara’ apprezzato dalla maggior parte degli astrofili che ricercano una grande versatilita’ unita ad immagini chiare e definite

Letto? Particolarmente indicato per la fotografia a lunga posa…verifichiamolo!

Dunque, se parliamo di fotografia a lunga posa, bisogna considerare che la stabilità è un obbligo indissolubile, pena la creazione di foto mosse e difficoltà nel mantenere l’allineamento. Ecco quindi che le tolleranze sui pesi scendono, bisogna stare almeno un 25% sotto al peso massimo consentito.

Riprendiamo la mia Eq5: peso massimo intorno ai 12kg, togliamo il 25% e abbiamo un limite fotografico teorico intorno ai 9 kg: per fare foto a lunga posa con autoguida elettronica, è necessario almeno avere un cercatore guida e poi è necessario considerare una camera di guida e una reflex o ccd per la foto. Invece se non volessi utilizzare autoguida elettronica ma fuori asse, non potrei probabilmente ottenere molti risultati perchè la focale del telescopio è un pò corta (750mm)

Quindi : 7 kg di telescopio + 1 kg tra reflex e ccd + 2 etti di cercatore (tagliato fine mi raccomando) ecco che andiamo intorno agli 8 kg e mezzo, siamo al limite.

Appare chiaro che diversamente da come scritto dal costruttore, la mia configurazione non è “particolarmente adatto per fare fotografia a lunga posa”  ma è considerabile al massimo entro la soglia limite per approcciare a questa tecnica. E infatti, foto a lunga posa ne faccio ma con mille accortezze e dopo aver eseguito la modifica della porta st4 su eq5. Vi prometto che un giorno posterò i grafici dei movimenti dei motorini durante pose fotografiche e vedrete come la tendenza a “soffrire” il peso si fa ben sentire. Nessun problema,  e lo ripeto, nel visuale.

Ricapitoliamo: occhio alle super offerte ed ai telescopi sovradimensionati rispetto alla montatura. Tutto deve essere equilibrato.  Come ho scritto, conta tanto l’utilizzo che si prevede di fare: visuale, fotografico a corta posa, fotografico a lunga posa. Se prendete questo come riferimento, vedrete che configurazioni “oneste” possono essere telescopi da 150 su heq5 o  un’oneroso 250 su un’onerosa eq6, o telescopi da 114 su eq3 etc:  queste permetterebbero di fare ottime serate di visualizzazione, buoni inseguimenti e di ottenere pure qualche scatto decente, garantiti da una montatura piu che sufficiente allo scopo.

Non ho capito: Foto a lunga posa o corta posa

Lo dico in parole povere:

1) Foto a corta posa: per oggetti luminosi, si tratta di scatti che hanno un’esposizione entro il minuto/minuto e mezzo. Questo tipo di foto non necessita ulteriori attrezzi sulla montatura oltre al telescopio e la macchina fotografica. Va benissimo per planetario, alcuni ammassi globulari etc. Oltre al limite temporale, la foto viene mossa a causa di errori intrinsechi (allineamento, errore meccanico, etc)

2) Foto a lunga posa: per oggetti poco luminosi, si tratta di scatti che non hanno un limite espositivo  (possono essere anche di un’ora di esposizione), e necessitano di un sistema di guida (che sia fuori asse o parallelo). Per un sistema di guida, è necessario un telescopio aggiuntivo con una camera di acquisizione aggiuntiva che permetta di inseguire il movimento celeste. Poi la guida può essere manuale o automatica etc ma come principio generale, bisogna considerare un carico maggiore sulla montatura.

Nel prossimo articolo parleremo dei motorini, goto etc. Intanto, buona ricerca

 

Leggi le restanti parti: PARTE IPARTE IIPARTE IIIPARTE IVPARTE V

Con questo piccolo contributo voglio dare il mio semplice apporto al processo che permette di diventare astrofili. Siccome ritengo che un astrofilo principiante come me non abbia nè l’idea nè la voglia di spolparsi centinaia di pagine di sigle, mica sigle, recensioni etc, ho voluto creare una serie di articoli piu che altro “narrativi” e “discorsivi” che basano la loro ragion d’essere sulle considerazioni piu che sulla tecnica spicciola. Per cui ovviamente sono costretto ad essere abbastanza “lunghetto” nell’esposizione, ma forse piu chiaro ed a misura di Astrofilo Neofita

Partiamo dal principio: se sei capitato qua è perchè almeno una volta nella vita ti è balenata l’idea di acquistare un telescopio.

Il momento dell’acquisto del primo telescopio è spesso travagliato e con mille dubbi, online ci sono milioni di guide, c’è tutta una letteratura dedicata, il piu delle volte complessa e di difficile approccio soprattutto per chi, come me, si è svegliato una mattina e si è trovato a scegliere all’improvviso l’acquisto di un telescopio.

Il mondo dell’astrofilia è un mondo fatto di sigle, calcoli, esperimenti ed esperienza. E’ questo il primo limite di ogni neo-astrofilo: trovarsi ad avere a che fare con strumenti che si sono sviluppati con anni di studi alle spalle, che progrediscono insieme alla tecnica e alle nuove scoperte, che si basano su leggi fisiche che non sono facilmente intuibili..basti pensare che il processo per determinare in maniera corretta il movimento della volta celeste ha subìto secoli di ritocchi, di nuove osservazioni, di nuove intuizioni.

E’ però vero che seppur io sia astrofilo solo da qualche tempo, le numerose sessioni di test mi hanno permesso di individuare alcuni punti di interesse che possono aiutarvi nella scelta;  spero che anche voi, visitando altri siti, leggendo altra documentazione e soprattutto incontrandovi con il gruppo astrofili di vostra preferenza, riusciate a trovare la vostra strada.

Da Dove Parto?

Che accade? Accade che ultimamente state guardando il cielo..magari vi trovate ad osservare un pò di stelle sotto un bel cielo oppure siete appena stati ad uno “star party” (eventi di astrofilia a cielo aperto) e siete tornati a casa colmi di emozioni nuove. Si guarda il cielo e si sospira: quanto sarebbe bello avere un telescopio. Chi non ci ha mai pensato? Si torna un pò bambini, un pò sognatori…il telescopio è uno strumento del tutto paragonabile alla maschera subacquea: certo, si può guardare il mare quando è trasparente anche dall’alto e scorgerne il fondale, ma non si ha la sensazione di essere immersi nell’acqua e quasi toccare con mano le coste frastagliate, le insenature, i coralli. Il telescopio quindi è la nostra maschera subacquea, è lo strumento che permette di avere l’esperienza osservativa piu entusiasmante in termini di cielo.

E’ essenziale capire cosa si vuole fare con un telescopio. E qua cascano “gli asini” nel senso che se una persona vuole acquistare il suo primo telescopio difficilmente ha idea di cosa aspettarsi da uno strumento del genere: vedrò come Hubble? oppure non vedrò niente?

Scegliere cosa vedere

Tipico dialogo tra due persone, una esperta e l’altra no:

Come primo telescopio, cosa mi consigli di comprare?

Risposta:

dipende..tu cosa vuoi vedere?

pensiero: e che cavolo ne so???

Essendo una domanda di difficile risposta per tutti noi neofiti, nel mio piccolo posso “scopiazzare” due macro-gruppi di oggetti

a) planetario: marte, giove, venere, mercurio, saturno, luna etc.

b) deek sky, ovvero oggetti del cielo profondo: galassie, ammassi stellari, nebulose, sistemi stellari doppi etc.

Essendo che siamo neofiti e non sappiamo assolutamente scegliere, ecco una serie di mie personali considerazioni.

Innanzitutto, a meno che non sappiate già cosa aspettarvi, normalmente tutti siamo affascinati dalle lunghe distanze (senza nulla togliere all’entusiasmante osservazione planetaria). Quindi la prima “soddisfazione” che erroneamente si cerca è quella di osservare oggetti “il piu lontano possibile” e con il “maggior ingrandimento possibile“.

Si pensa infatti che piu un telescopio ingrandisca e meglio è, ed  una delle prime reazioni è quella di cercare quello che costa meno e che abbia i maggior ingrandimenti possibili. Questa è una reazione falsata dall’inesperienza, perchè il telescopio non è fatto solo di ingrandimenti e ottiche ma anche di montature, oculari e capacità di raccogliere la luce e questo avremo poi  modo di approfondirlo successivamente. Il principio fondamentale quindi è quello di non affidarsi esclusivamente “alla pancia”, a cercare la prestazione mettendo anche in secondo piano aspetti di primaria importanza. In un certo senso è come valutare l’acquisto di un’auto considerando solo il motore potente. Se dentro l’auto ci state scomodi, avrete anche un ottimo motore ma vi passerà la voglia di guidarla.

Quindi prendendo il macrogruppo della visualizzazione planetaria, a meno che non si abbia già una predilezione in cuor proprio, potrei dire che una volta osservati i pianeti e la luna, si fa avanti l’esigenza di andare oltre. A mio avviso, siccome siamo astrofili neofiti,  il consiglio piu appropriato è cercare il compromesso con uno strumento che permetta di non perdere troppo in entrambi i campi: planetario e deep sky.

Esempio: il mio telescopio è uno Ziel Galaxy 1 ed è un telescopio che gira intorno alle 630,00 euro completo di motorini e montatura. Questo telescopio mi permette di osservare sia planetario che deep sky con una definizione apprezzabile per essere il mio primo telescopio. Tenetelo bene a mente questo, è fondamentale…altrimenti il rischio è quello di usare il telescopio due volte e poi riporlo nell’armadio a vita. Il primo telescopio deve permettere di fare un pò tutto, non è importante che sia eccellente in un campo particolare, ma che permetta di avere una visualizzazione media in tutto il campo di possibilità celesti: sia pianeti che oggetti. In questo modo, potrete sperimentare giorno dopo giorno ciò che vi interessa di piu, capire il cielo e permettervi un futuro acquisto di strumentazione piu performante nel vostro campo di interesse.

Nel mio percorso, il primo desiderio è stato osservare la Luna, poi sono passato a Venere, Marte e Saturno. Dopodichè ho sentito l’esigenza di spingermi oltre. Quindi comprare un telescopio per guardare la luna e focalizzarsi solo su quello, può essere limitante.  A mio avviso è quindi opportuno evitare di precludersi totalmente delle strade, siano esse planetario, deep sky, o visuale piuttosto che fotografico. 

Ora: il punto “focale” della questione che dobbiamo chiarire è: cosa vedrò nel mio telescopio. 

Bene, è giusto chiarirsi subito: se ti aspetti di vedere oggetti in questo modo:

860490_401068589995895_477022091_o

ti dico già: SCORDATELO DI VEDERE LA NEBULOSA DI ORIONE IN QUESTO MODO CON UN TELESCOPIO.

Ma non perchè “si spende poco”. Anzi..è’una questione di occhio, è una caratteristica fisiologica che non ci permette di vedere gli oggetti colorati al telescopio, quindi potreste anche spendere tre mila di euro ma se vi trovate in visuale difficilmente scorgereste dei colori. Chi vede oggetti colorati in un telescopio amatoriale, probabilmente ha una caratteristica fisica in piu nel suo occhio che gli permette di avere piu sensibilità.

Siccome non possiamo aspettarci una cosa che normalmente il nostro occhio non fa, allora bisogna capire come reagirà il nostro occhio durante l’osservazione al telescopio:

Sword_Orion_sketch_8x56_small

Piu o meno ci siamo.

Per questo è importante sapere, prima di acquistare, qual è il presupposto che porta all’acquisto: se l’intenzione è quella di vedere oggetti come li fotografa hubble, non esiste telescopio amatoriale in grado di darvi quella visualizzazione li.

Se invece il presupposto è quello di “godere” nell’osservare l’oggetto, scorgerne i dettagli, verificare ciò che si vede con della letteratura di supporto, fare stime di distanze, affascinarsi sull’enormità dell’universo etc. allora siamo sulla buona strada. Siete pronti per acquistare il vostro primo telescopio.

Successivamente vedremo alcune caratteristiche di interesse mantenendo sempre un input preciso: il primo telescopio deve aprire le strade, magari strade disconnesse, ma non deve anteporre cancelli. Deve permetterci di arrivare ovunque, tra mille buche, strade sterrate e difficoltà, ma non deve metterci un muro di fronte: per abbattere ogni muro, è necessario poi mettere mano al portafogli o alla meccanica.

Ultime considerazioni di questo lungo articolo.

Siete neofiti. Prendetevi questo lusso, siate orgogliosamente neofiti, ma ricordate anche che essere neofiti significa attribuire a sè stessi tutte le colpe di eventuali insuccessi. Invece la nostra crescita dipenderà in larga misura anche dallo strumento. E’ compito di noi neofiti quindi cercare un compromesso che ci permetta di limitare nel miglior modo possibile tutti gli errori dovuti invece allo strumento. Io a volte l’ho trovato, altre volte no…è un percorso.

Quindi le alternative sono due: o spendete davvero pochissimo (nell’ordine dei cento euro) per un telescopio che però vi fa correre il rischio di trovarvi limiti che vi pongono nell’ottica di non essere capaci ad usarlo, oppure spendete il giusto. Il giusto lo si determina proprio in base alle possibilità del “complesso sistema telescopio”: non solo ottiche, ma montatura, motorini, treppiede, focheggiatore, oculari etc.

Definiamo quindi il primo step riguardo alla spesa, considerando un importo nell’ordine dei100 euro. Con questa cifra ci compro

1) Un pessimo telescopio, con una pessima montatura

2) un ottimo binocolo con buone ottiche.

Quindi, a meno che con 100 euro non vi capiti l’occasione (amici, parenti, etc) oppure se non vi è possibile spendere piu di 100 euro consiglio un binocolo. Off course.

La piattaforma Ascom è una piattaforma free ed open source che ha lo scopo di mettere in comunicazione i software sul pc con le periferiche astronomiche.

Fino all’avvento di Ascom, tutti i produttori di tali periferiche (siano esse ruote portafiltri piuttosto che sensori o montature) dovevano “incorporare” nel loro prodotto i software necessari col risultato che non vi era una grande interoperabilità. Inoltre, potevano sussistere molti limiti riguardanti l’utilizzo di suite software personalizzabili. Infine, ogni nuova periferica che usciva nel mercato costringeva i programmatori a riscrivere completamente ampie porzioni di codici per renderle compatibili tra loro, con un enorme dispendio di soldi e di denaro.

E’ nato cosi il protocollo ASCOM, che ha il compito di gestire le comunicazioni tra piu dispositivi e software di pilotaggio, ponendosi quindi come base di interoperabilità tra tutto ciò che è “periferica astronomica”. Il funzionamento è semplificabile in un passaggio base: ascom appoggia le basi su un servizio di Windows chiamato “COM”. In questo modo, è possibile scrivere nuovi software utilizzando questo servizio senza dover scrivere codici in piu linguaggi. E’ detta male, è detta “brutta” ma grosso modo funziona in questa maniera. Viene da se che, quindi, ciò che oggi deve fare un programmatore o un produttore è sostanzialmente quello di rendere “semplicemente” compatibile la propria periferica con Ascom e limitarsi a produrre un driver che permetta un “aggancio” tra la periferica e Ascom. Stessa cosa dovrà fare, ad esempio, chi produce un software planetario…lo rende compatibile Ascom e il suo lavoro finisce li. A quel punto Ascom gestirà le comunicazioni tra la periferica e il planetario o il software di pilotaggio (può essere un focheggiatore o un software di acquisizone etc.) Un esempio interessante sulle potenzialità di ASCOM lo si può trovare in certi software astronomici come MaximDL, che permette di gestire montatura, camera di guida, camera di ripresa, ruota portafiltri ed elaborazione…tutto con una sola suite software. Interessante eh? Ovviamente, per funzionare, il protocollo ASCOM necessita dell’installazione di Framework.NET. Per rendere ancora meglio l’idea sulle proprietà di Ascom, ripubblico l’immagine presente nel loro sito che evidenzia le differenze rispetto ad altri protocolli:

ascomvsothers-lg

Andiamo quindi al nostro pc, e iniziamo l’installazione Ascom. Probabilmente, se hai già utilizzato una camera di guida, avrai già installato questo software proprio per le motivazioni spiegate su. Ma a prescindere da questo, proseguiamo.

Ascom si installa scaricandolo semplicemente da questa pagina:

LINK

Si clicca sul link presente nel riquadro a destra, che attualmente prevede il download di Ascom 6.1, Service Pack 1

All’avvio dell’installazione, si presenta una finestra del genere:

ascom

L’installazione è semplice, ma è probabile che abbiate un problema nella verifica dei requisiti di installazione. Questo è dovuto al fatto che il software necessita del software Framework, rilasciato gratuitamente da Microsoft.

PROBLEMA DI INSTALLAZIONE: FRAMEWORK

Come appena detto, quindi, può sorgere il problema durante l’installazione a causa della mancanza del Framework.net.

Al momento in cui sto scrivendo, la versione necessaria per far funzionare correttamente ASCOM è la Framework.net 3.5 sp.1

L’installazione è molto semplice, basta seguire le indicazioni a questo LINK PER IL DOWNLOAD

Iniziamo a preparare correttamente il pc.

Le operazioni iniziali di questa serie di articoli possono effettuarsi rimanendo tranquillamente a casa. In questo modo si evita di perdere del tempo in giro e si riescono ad anticipare tutta una serie di possibili problematiche. Potrete iniziare ad utilizzare i software solo una volta che i test “casalinghi” avranno dato tutti gli esiti positivi. (collegamenti, connessioni etc)

Innanzitutto pongo una questione particolarmente importante, che per quanto semplice è fondamentale: cercate di creare e mantenere un pc pulito da virus, affidabile e che sia snello nelle operazioni. Questo faciliterà tanti aspetti, dal momento che il computer diventerà un compagno insostituibile per le nostre serate fotografiche. Se il vostro pc ha già dei rallentamenti dovuti a numerose installazioni e disinstallazioni, consiglio di formattarlo e ripartire da zero, assicurandovi di avere tutti i driver.

La guida che scriverò prevede l’installazione di Eqmod su un PC Windows, so che è possibile utilizzare anche MAC ma non avendo esperienza di questo sitema operativo al momento mi limito a spiegare ciò che conosco.

Considerando un PC “ready to use” e pulito, iniziamo ad operare.

Installiamo l’Adattatore della Porta COM

Convertitore-Adattatore-Manhattan-da-USB-a-Seriale-Manhattan-31

In prima istanza, bisogna installare i driver dell’Adattatore porta com.

Come adattatori vanno quasi sempre tutti, ma da ciò che si legge in giro pare che alcuni chipset installati all’interno del convertitore non funzionino al meglio con la montatura. Pertanto, è consigliabile l’utilizzo di un adattatore RS232/USB che possegga il Chipset PL 2303. Questo chipset si trova normalmente nelle periferiche di marca “Manhattan”, che possono essere acquistate tranquillamente online ad un costo che varia dalle 15,00 alle 23,00euro

Se operate con un sistema operativo a 32 bit, probabilmente il driver inserito nel dischetto di installazione sarà quello corretto. Viceversa per i sistemi operativi a 64bit, è necessario scaricare i driver appositi. Questa è un’operazione molto importante, ho lavorato per un certo periodo con i driver a 32bit su un sistema operativo a 64bit, ma il comportamento della montatura diventa imprevedibile. Si va da movimenti non richiesti e continui slew, fino a disconnessioni improvvise che fanno andare su tutte le furie.

Quindi se ti trovi già con questo tipo di problema, accertati che il tipo di chipset del tuo adattatore sia PL2303 e che stai utilizzando i driver corretti.

I driver aggiornati per questo tipo di porta li trovate al seguente LINK o anche nella pagina Download. I problemi maggiori li ho risolti in questo modo.

Consiglio inoltre di destinare una porta USB solo a questo compito. Decidetene una e ricordatevi di collegare il connettore sempre a quella. In questo modo non dovrete aggiornare ogni volta il numero di COM assegnato.

Risolu2I parametri della porta COM vanno cercati all’interno della sezione GESTIONE PERIFERICHE del pc e si raggiunge solitamente cliccando con il pulsante destro sull’icona o collegamento “computer”. Da qui si legge sia il numero della porta COM assegnato che i parametri, che sono standard:

hyper_term

Questa è l’impostazione “base” della porta COM. Segnatevi il numero della porta COM assegnata perchè dovrà essere impostato lo stesso numero anche su EQmod.

I sintomi di una porta COM male installata o malfunzionante sono riassumibili in una piccola tabella:

Problema Causa Probabile risoluzione
Continue disconnessioni tra il pc e la montatura Può dipendere dal driver o dalla porta non configurata bene Verificare che il driver sia corretto e verificare i parametri di configurazione della porta
Movimenti inaspettati della montatura Può dipendere dal driver o da una periferica (es.joystick) non correttamente configurata o malfunzionamento Verificare che il driver installato sia corretto e provare a scollegare il joystick
La montatura non si connette Verifica che nelle proprietà del sistema, alla voce COM, non ci siano simboli come questo: punto_esclamativo Nel caso ti trovi in questa situazione, devi reinstallare i driver e accertarti che venga usato quello corretto. Vai su “aggiorna driver” – seleziona “cerca nel computer”. Ti proporrà probabilmente due driver. Uno dei due è quello corretto.

Installata la porta, si procederà all’installazione del software.

Nota sull’utilizzo di questa tabella: questo elenco è stato creato esclusivamente per focalizzare l’attenzione sui malfunzionamento lato COM. I malfunzionamenti però possono essere analoghi e con diverse risoluzioni.  A breve (penso entro dicembre 2014) troverete nella pagina tutorial un articolo di TroubleShooting in cui verranno spiegate tutte le possibili risoluzioni sia lato COM che lato Eqmod che lato Montatura.

Uno degli aspetti meno trattati nel web riguardanti le montature GoTo senza encoder (come ad esempio al Neq6 Pro) riguarda la Home Position

Nella Neq6 Home Position (o posizione iniziale) è quella in cui si trova il telescopio PRIMA dell’accensione del Synscan, ed ha una sua dinamica ben precisa che ho individuato dopo numerosi oggetti non centrati in seguito alla calibrazione delle stelle.

Il concetto di base che deve essere compreso è questo: il synscan possiede all’interno del suo database le coordinate J2000 degli oggetti. Queste coordinate sono state rilevate universalmente  e corrispondono a (cit.Wikipedia)

In astronomia, la dicitura J2000.0 (o anche J2000) identifica il mezzogiornoUT del 1º gennaio 2000 relativo al calendario gregoriano ovvero il 2.451.545º giorno giuliano.

Ora, ci sono i moti di precessione della terra giusto? Quindi le coordinate rilevate in quel preciso istante nell’anno 2000, non corrispondono precisamente alla posizione degli oggetti di oggi. Quindi il database va “riallineato”.  Il “riallineamento” lo eseguiamo inconsciamente ogni volta che noi eseguiamo l’allineamento a una o piu stelle (oltre a correggere le aberrazioni della montatura e dell’allineamento polare, ma concentratevi sul concetto alla base per il momento)

Quindi, riassumendo, quando confermiamo di trovarci su una stella in fase di allineamento, non facciamo che “reimpostare” i riferimenti delle coordinate degli oggetti e “spostare” tutto il riferimento del cielo che avviene attraverso un calcolo che possiamo descrivere in maniera testuale in questo modo:

Dialogo semiserio tra il synscan (contiene il database) che parla alla scheda motori (che invia le coordinate) che parlano male dell’astrofilo:

Synscan: “Ciao, senti…sono Synscan mi dici che coordinate hai?”

Scheda motori: “si ciao..dunque io penso che il tizio abbia messo il telescopio verso la polare. Comunque che l’abbia fatto o meno m’importa ‘na sega..toh, le coordinate sono in AR (*orario polare*) mentre in Declinazione ho 90.00.00″

Synscan “Bene..allora, ascolta..il tizio qua ha detto che dobbiamo puntare la Arturo per allinearci…devi andare a queste coordinate xx.xxx.xxx in AR e yy.yyy.yyy in Declinazione

Scheda Motori “Ottimo..mi muovo…” (rumori di ferraglia insopportabili…)

Scheda Motori “Ok ho fatto, dovremmo essere su arturo!”

Synscan “No…non ci siamo..il tizio sta agendo sulla pulsantiera, spetta…ok…adesso ha detto che ha la stella al centro dell’oculare”

Scheda Motori “bene..io leggo uno spostamento di circa 1 grado dalle coordinate di prima. eccoti le nuove coordinate xx.xxz.xx in Ar e yy.yyy.yyyy” in declinazione”

Synscan “Grazie, un attimo che mi ricreo la posizione di tutti gli oggetti….fatto. Ho spostato il cielo di un grado. Adesso vediamo che cosa vuole ancora sto cavolo di astrofilo…ci sentiamo dopo…”

Scheda Motori “ok”.

Questo avviene al momento dell’allineamento. Come si può intuire, la posizione iniziale diventa non solo importante, ma basilare!

Perchè è importante questa posizione?

La posizione iniziale è particolarmente importante per un motivo parecchio semplice: siccome la scheda motori non è dotata di encoder, al momento dell’accensione il synscan si avvia con le coordinate in posizione “zero”. Nel dettaglio, i programmatori hanno previsto che al momento dell’accensione la montatura si trovi con l’asse di AR posto con la barra contrappesi perfettamente perpendicolare al terreno, e con l’asse di DEC perfettamente allineata al centro.

Infatti, se volete fare una prova, accendete la montatura, impostate l’orario e le coordinate corrette e andate nel menu Utility – Show Position

wp97d5ab7e_05_06

In questo menu vengono visualizzate le coordinate in cui si trova il telescopio. All’accensione, questi valori sono:

  1. Per l’asse di AR, l’angolo Orario ricavato dall’orario impostato allo startup
  2. Per l’asse di Dec, 90°.00.00 che sarebbe l’angolo di declinazione che “guarda”verso la polare.

Da questo deduciamo che per quanto concerne l’avvio, il sistema prevede che il telescopio sia puntato verso la stella polare. Ma è una previsione non verificata, nel senso che sostanzialmente la scheda motori invia queste coordinate al synscan senza sapere esattamente dove sia puntato il telescopio. Non avendo encoder (che registrano il movimento e il posizionamento degli assi), all’avvio le coordinate preimpostate sono cosi interpretabili: “ok, mi hai acceso, sei sulla polare.”.  Non te lo chiede se tu lo sei o meno. Lui dà per scontato che tu lo sia 😛

Ovviamente accade che se il telescopio in questa fase non è effettivamente puntato in posizione HOME in maniera precisa, il calcolo di allineamento sballa, e può sballare di parecchio per ovvi motivi: salta la possibilità di riallineare l’intero database ai valori effettivi delle coordinate “apparenti”, e cosi per tutta la sera vi troverete a fare i conti con oggetti non puntati e aprire mille topic in giro nei forum con il titolo “La mia eq6 non punta gli oggetti, oddiooddiooddio adesso muoro.” 😀 lo dico perchè io ne ho aperti una decina.

Come allineare la posizione Home correttamente

Ecco che quindi si fa strada un’azione molto importante da fare PRIMA dell’accensione della montatura: regolare la posizione HOME.

E’ parecchio semplice, ma consiglio di farla bene almeno le prime volte, dopodichè una volta abituato l’occhio verrà sempre piu facile (immagini prelevate da documentazione reperibile online):

a) Sganciare le frizioni dell’asse di AR, e ruotare in senso antiorario li telescopio fino a posizionarelo con la barra contrappesi parallela al terreno. Deve essere PARALLELA, quindi può essere utile anche avvantaggiarsi di una bolla.

bollaar

b) Chiudere le frizioni con il telescopio in questa posizione, andare nel cerchio graduato di AR e impostare ZERO nell’indicatore

orologioar

c) stringere i fermi del cerchio graduato, allentare le frizioni e ruotare l’asse di AR fino a raggiungere ore 6 sull’indicatore delle ore nella scala in basso del cerchio graduato di AR

orologio6ar

d) bloccare le frizioni di Ar

e) Allentare le frizioni della declinazione e porre il telescopio perfettamente in bolla in questa posizione, fino a che l’asse non si trova in bolla:

asse di dec

f) Ruota il cerchio graduato di DEC fino a che non viene segnato l’angolo di 90°

g) Ruota l’asse di DEC fino a che il cerchio graduato non segna il valore Zero – “0”

A questo punto avrete ottenuto una corretta posizione Home, all’accensione il telescopio sarà posizionato correttamente con una corrispondenza con i valori standard dell’avvio e siete pronti per un allineamento corretto e per un’utilizzo migliore del synscan.