Arriva un pò per tutti il momento della polemica. Mi sono riproposto in questo blog di cercare di essere il meno polemico possibile, visto che questa è una mia “dote naturale” ed è giusto che venga controllata. Ma d’altronde sono un blogger, e come ogni blogger che si rispetti è intrinseca una certa vena anche di ribellione.

Lo spirito polemico nasce da alcune esperienze sia personali che di amici astrofili, oltre ad una ben fornita schiera di utenti dei vari forum che normalmente possiamo definire “astrofili”, ma che nell’ottica di questo post devono essere considerati “consumer”. Siamo “consumer”. ok?

Bene..spostiamo quindi l’attenzione dalla passione, che per definizione richiede precisione nella strumentazione e conoscenza, ed entriamo nella questione piu piccante del “mercato”.

 Noi siamo clienti di un mercato che, a parer mio indebitamente, viene definito di nicchia e che lamenta scarsi numeri. Ma guardiamoci dentro invece: è nutrito da dei target ben specifici di consumer che vanno dal “cliente/regalo di compleanno” al “cliente/semiprofessionista”..Ci sono piu telescopi nelle cantine che stelle in Andromeda.

Partiamo poi dal concetto del “chi non ha mai desiderato un telescopio?” Tutti hanno desiderato almeno una volta nella vita possedere un telescopio, questo lo si sente nelle chiacchiere da bar e nelle domande che spesso mi vengono rivolte quando dico “il mio hobby è l’astrofilia”. Suscita interesse. Giusto?  Ok, possiamo dire che c’è un mercato, sia reale che potenziale.

Invito a mettersi in quest’ottica perchè serve innanzitutto per smitizzare un pò l’associazione “astrofilia = precisione = costi elevati”, per il semplice fatto che se smontiamo idealmente un telescopio di fascia medio/bassa o una montatura, scopriamo che tutto è strapagato. E questo “ultracosto” che assorbiamo con fatica, non corrisponde a un corrispettivo plusvalore in termini di rapporto qualità/prezzo, dal momento che noi accettiamo il controvalore monetario sulla base di una percezione economica falsata da concetti ormai obsoleti ma ancora in essere.

Ti spiego: se chiediamo ad un astrofilo di vecchia data e poniamo domande sui metodi di lavoro che si utilizzava un tempo, scopriamo che aggeggi come il sysncan/goto o come un focheggiatore elettronico erano dei miti, se non addirittura accessori impensabili dell’epoca. Ma i tempi sono andati avanti, e non si può vivere “di passato”. Oggi siamo nel 2015, le tecnologie ci sono e soprattutto costano poco. Il dubbio che mi assale è che mentre nel mercato dei pc, ad esempio, c’è stata una corsa alla prestazione anche grazie ad aziende che hanno avuto la funzione di calmieratore dei prezzi, nell’ambito astrofilo questo non è avvenuto e ci troviamo quindi con prezzi alle stelle in favore di apparecchiature che nella maggior parte dei casi non funzionano come dovrebbero. Quindi a noi sembra sempre un passaggio “obbligato” l’acquisto di qualcosa di “piu costoso” purchè funzioni. Ma è un incastro mentale.

soldi_cesso_530x400-300x225

Faccio un esempio: prendiamo la mia eq6. Costa nuova 1.200,00 euro. Un astrofilo direbbe “va bene, per essere una entry level fa dignitosamente il suo lavoro”. E ci siamo, perchè abbiamo tutti la percezione che per ottenere piu precisione e piu portata bisogna spendere di piu. MA guardiamo cosa acquistiamo con 1.200 euro…dentro un kit  Eq6 c’è:

a) un treppiede verniciato di bianco, che serve per tenere in piedi la montatura. Il treppiede è una tecnologia che avrà piu o meno  qualche decina di migliaia di anni.

b) due viti di registro nella parte anteriore che servono per regolare l’asse polare. costo piu o meno sui 0,20/0,30 cent…?

c) Un blocco di acciaio, ovviamente non costruito CNC, che il piu delle volte ha delle sbavature di lavorazione con degli scassi

d) Due corone e due viti senza fine, che per definizione non possono essere precise. Ci si può avvicinare ad una certa precisione, questo si, ma non si può definire qualcosa di matematicamente “preciso”. Quindi tecnologia veramente antiquata, ma si “vocifera” che è normale che sia cosi. Funziona, dicono. E funzionare funziona. Voglio dire, è ovvio che funzioni, come funzionerebbe il motore di una Ritmo. E per questo va strapagata? Giriamo il discorso: se accettiamo questo, significa anche inconsciamente accettare che se spendi meno è ovvio che non funzioni. Quindi si accetta intrinsecamente anche il concetto che se spendi 320 euro per una camera CCD, è normale che sia progettata coi piedi. E quindi? Scusa..ma 320 euro non hanno un valore? …è “poco”?. In un certo senso, in questo modo, si fornisce al costruttore una via di fuga dall’assunzione di responsabilità…per quel prezzo, gli è consentito progettare male. MA i 320,00 euro che gli dai, quelli sono progettati bene. Funzionano. Siccome si “sa” che l’astrofilia è una passione che richiede un certo tipo di attrezzatura, il problema non sono i 320, 00 euro, ma il fatto che quel prodotto “li”, fatto “in quella maniera li” non deve esistere. Piuttosto fallo da 450,00 ma fatto bene..no? Al massimo si aspettano un paio di mesi in piu per procedere all’acquisto..

e) una scheda elettronica, la cui componentistica ha un costo raffrontabile in un centinaio di euro, stepper compresi.

f) Due motori passo passo e sei ingranaggi in ottone, che prodotti in serie hanno costi a dir poco irrisori.

g) una pulsantiera in plastica, con dentro un processore che contiene i dati di un database fatto da altri e che restituisce a “monitor” dei valori.

h) un banalissimo software da 300kb che fa alcuni calcoli matematici, applica sostanzialmente delle formule trigonometriche. Per intenderci, Cartes Du Ciel insieme ad Ascom sono piattaforme gratuite moooolto piu complesse. Un programmatore esperto, un sistema come il synscan, lo fa in breve tempo. Acquisisce un valore numerico dalla scheda motori e su questo valore ci gira attorno tutto il programma. Stop. Formule…già conosciute da tempo tra l’altro.

Insomma, se facciamo una botta di conti, la mia montatura avrà un costo massimo di 200 euro (cinesi…lavorate chissà dove e con chissà quali strutture sociali..), mettiamoci un 100 euro di recupero costi di progettazione, andiamo intorno alle 3/400 euro  a star larghi.

A noi sta benissimo acquistare questo prodotto a piu del doppio del prezzo di costo. Ma occhio..non solo ci sta bene acquistarlo ad un prezzo “overload”, ma accettiamo anche il fatto che non sia precisa. Cioè, ci accontentiamo del fatto che la costruzione abbia difetti, che non sia bellissima da vedere, che non sia rifinita. E’ entry level…è normale, hai speso “poco”.

Se sei arrivato fin qui, penso che il discorso ti interessi..quindi andiamo a vedere cosa accade quando pensi “ok, voglio piu precisione”. Apriti cielo…perchè qua se ne sentono di cotte e di crude.

La casistica è enorme…si va dal prodotto riciclato come nuova tecnologia al prodotto “RI-VO-LU-ZIO-NA-RIO!!” che, badate bene, molte volte esce nemmeno testato dalla casa. Lo paghi di piu, moooolto di piu, e magari siamo noi astrofili ad accorgerci che il software ha un bug che lo rende di fatto inutilizzabile…E stiamo parlando di strumenti anche da 3.000 euro! Quindi, stai facendo il beta tester, cioè coi tuoi soldi ti compri l’opportunità di testargli il prodotto. Un pò come pagare per andare a lavorare. Intendiamoci: sicuramente hai pagato di piu per togliere quel fastidioso errore periodico della tua “vecchia” (vecchia?) “montaturaeconomica-economicauncazzo”,  risolvi magari il problema della precisione, ma magari il software non raccoglie adeguatamente i segnali di autoguida a causa di un brutto bug e quindi il prodotto lo stai testando tu, col tuo tempo e con le notti di sereno perse tra nervoso e lunghe attese…come capita, in diversi casi, qualora il bene sia da sostituire in garanzia per un problema “non previsto dalla casa”

Citiamo ad esempio aggiornamenti software non andate a buon fine? Oppure problemi di progetto strapagati? Scollimazioni degli apocromaticistrapagati  per inadeguatezza della cella di supporto strapagata? Firmware corrompibile pigiando “ciao” sulla tastiera? Montature che vanno in crisi se selezioni sirio? “No..sirio noooo!!” crash! Ehi giovane, sul libretto di istruzioni non c’è scritto che con questa montatura puoi vedere sirio..è colpa tua Però..con 800 euro in piu, prendi la montatura che su Sirio ci va…magari non riesci a bilanciarla perchè i cuscinetti fanno schifo e quindi non la puoi utilizzare con il tuo telescopio per fare foto, però in visuale ci va. “Ma io ci devo fare foto”…ok..con 150 euro in piu ti prendi questa che fa foto…però non c’è l’alimentatore..o meglio, c’è l’alimentatore per l’auto. Cosi se non vuoi spendere ulteriori 40 euro per un alimentatore di rete, l’unica è parcheggiare l’auto sul terrazzo..e via andare..”via via…vieni via con me..”

Possiamo tirar fuori migliaia di casi..si va da progetti ottici sbagliati, a costruzioni indecenti…che so, prendiamo il caso di un telescopio performante, che costa sulle 2.000 euro ma su cui c’è un focheggiatore di qualità insulsa…e quello va cambiato. Perchè quello di serie traballa…lo vuoi col focheggiatore buono? Va bene, due rondelle, una guida, due manopole, un pò di grasso, una pista, plastica piu spessa..ti va bene se te lo metto a 500 euro in piu?

Questo se sei fortunato…altrimenti inizia l’odissea dei tentativi, dei beni rispediti al produttore per le verifiche, gli aggiornamenti etc. Ovviamente a corrispettivo già incassato…quindi in mano, a te consumer, ti rimane uno straccio di legge di garanzia a cui far riferimento ma che spesso rimane un’estrema unzione del rapporto di fiducia tra cliente e negoziante o produttore che a volte per questioni banali (l’hai rotto tu, l’hai graffiato, l’imballaggio non è originale,  etc) rimane un diritto a cui non consegue il dovere. Ma attenzione, la “colpa” non è tanto del negoziante, anche lui a volte invischiato in questo vortice…il problema è che se il produttore lavorasse a dovere, tutti ne gioverebbero.

Come dici? Il nuovo telescopio da 2.000 euro non va a fuoco? ok, ti ci vuole una prolunga..bene: un tubo di plastica filettato…che ne dici? Vuoi quello da 35 euro che però si muove perchè il filetto non è fatto bene, oppure vuoi quello da 50 euro ma è garantito da un filetto fatto bene? Sia chiaro, il valore del tubo fatto bene non andrebbe oltre le 5 euro…Sembra quasi che il prezzo piu alto di qualcosa fatto male, serva a giustificare il prezzo indicibile di qualcosa fatto sufficientemente bene.

Allora, da un pò di tempo a questa parte penso “c’è qualcosa che si può fare?”.  In buona sostanza, no. Nella mia testa esiste la chimera del negoziante che dovrebbe selezionare i prodotti e i fornitori, perchè fondamentalmente è anche lui danneggiato da questo atteggiamento. E’ il negoziante che propone…proponimi una scelta dettata dalla sostanza e non dalla forma, per favore!…oppure mi verrebbero in mente improbabili associazioni di consumatori specifici, ma anche questa idea naufraga poi nella presa di coscienza che ci vorrebbe un controllore del controllore..ad libitum. No..stupidaggine..

E finisco col pensare, quindi, che l’unico strumento che si ha a disposizione è il farsi passare un pò di strumentite e valutare bene, acquistare meno. Facciamoli soffrire 😀 Scegliere non solo in base al prodotto in se, ma in base anche alla serietà del costruttore, facendogli un pò le pulci. E scegliere anche il negoziante in base alle proposte che fa. Quindi, se questo articolo ha suscitato in te, lettore, un certo rumorino allo stomaco e ti trovi d’accordo, questo sfogo ha già trovato il suo scopo. Diversamente, rimarrà sempre un pensiero reale che è affiorato in me da diverso tempo e che rimane confinato in quel che è: uno sfogo.

Ah dimenticavo: se sei neofita, contatta sempre una associazione astrofili prima di fare acquisti e non ti avventurare in acquisti random. Inizia anche tu con questo atteggiamento…di sicuro non spenderai meno. Ma spero che spenderai meglio.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *