Lo spirito con cui scrivo questo articolo è quello di un astrofilo neofita che all’improvviso si rende conto che c’è altro oltre M31. 😀  Lo scrivo cosi, in maniera leggermente ironica perchè io per primo mi son trovato nella situazione di chi ha approfittato di ogni serata buona per uscire a far foto e arrivare al punto in cui le cartelle del computer sezione “fotografie astronomiche” iniziano a ripetersi…m8, m31, m33, m51..

Inutile dire che soprattutto per chi inizia, il catalogo Messier rappresenta un punto di partenza molto entusiasmante e che contiene oggetti di una bellezza unica.  Inoltre molti oggetti non hanno bisogno di lunghi tempi di esposizione (ad esempio M42..) e per chi non possiede una attrezzatura valida per la lunga posa può comunque farsi un grande bagaglio di esperienza. Quindi non bisogna pensare a questo articolo come qualcosa che “sminuisce” la sua importanza, tutt’altro…ma bisogna anche azzardare e spostarsi su altre prospettive.

E prorio con questo spirito è nato quindi uno stimolo ulteriore che va in piu direzioni: primo la comprensione che il cielo è sempre piu grande e pieno di “roba” di ciò che si pensi, secondo che è opportuno per chiunque iniziare a spingersi per tempo verso orizzonti nuovi, alla scoperta di spettacolari teatri stellari in cui sfogare la sete di estetica che accompagna noi appassionati.

IL CATALOGO IC

Una grande sorpresa mi è arrivata fotografando quasi per caso alcuni oggetti ….quindi, andiamo oltre a messier: Il catalogo IC ! Citando Wikipedia:

L’Index Catalogue (IC) (conosciuto anche come Index Catalogue delle Nebulose, Index Catalogue delle Nebulose e degli Ammassi Stellari, o IC I e IC II) è un catalogo astronomico di galassie, nebulose e ammassi stellari, conosciuti come oggetti IC. Venne compilato da John Dreyer tra gli anni ’80 del XIX secolo e il primo decennio del XX secolo[1] e serve da supplemento al New General Catalogue.

Fu pubblicato per la prima volta nel 1895 dopo un lavoro di 6 anni (dal 1888 al 1894), raccogliendo 1529 oggetti e fu espanso da un secondo volume (“Second Index Catalogue” o IC II) nel 1908, che elenca 3857 oggetti catalogati tra il 1895 e il 1907, fino a contenere un totale di 5386 oggetti.[2] Tra loro ce ne sono 3 del catalogo Messier che non erano già stati inclusi nel catalogo NGC, si tratta di M 16/IC 4703, M 24/IC 4715 ed M 25/IC 4725.[3]

L’immenso lavoro di Dreyer (NGC ed IC)[4] arrivò dunque a catalogare la bellezza di 13.226 oggetti non stellari di entrambi gli emisferi celesti.[5]

Molto molto interessante. C’è un altro aspetto da tenere conto: spesso e volentieri il catalogo IC contiene all’interno oggetti nebulari che sono adatti ad essere fotografati con strumentazione per il “largo campo”. Quindi, ad esempio, si ottiene un risultato migliore a volte fotografandoli con un economico Newton 150/750 piuttosto che con un C8 a piena focale! Banalmente vien da pensare che, se non si vogliono avere aspettative fuori dalla portata della propria strumentazione, si può osare a foto del genere con una Reflex modificata per Full Spectrum su un telescopio da 250 euro poggiato su una eq5 modificata con la porta st4. e opportunamente messo in autoguida con un sensore di guida e un telescopietto tipo il TS 60/228. Per chiarezza, va specificato che come da citazione di wikipedia, praticamente tutti gli oggetti del catalogo IC sono presenti anche nel catalogo NGC. La motivazione per cui personalmente sto affrontando il catalogo IC è per il semplice fatto che contiene, tra altri oggetti (tipo galassie) anche una selezione di oggetti nebulari presenti negli ammassi aperti.

Un breve elenco di oggetti IC potete trovarli a questo LINK

Passiamo quindi a vedere alcune immagini.

ic1805IC 1805 – Takahashi Epsilon 180ED F/2.8 su ASA DDM60PRO
CCD QSI 540wsi raffreddato -20 – Pose non guidate
Filtri Astrodon RGB Gen2 I-series, Narrowband Halpha 3nm e OIII 3nm
HA-RGB-OIII
HA 30x10min, OIII 15x10min, R 20x3min, G 20x3min, B 20x3min

Aut. CRISTINA CELLINI

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ic403IC 434 – 5 pose da sei minuti a 1.600 iso, 2 pose a 1.250 iso da cinque minuti. Telescopio Ts100q

Aut. Michele Lavino

 

3870636200_cfbed74561_bIC 1396 – 22 pose da 420 secondi l’una a 800 ISO + 4 dark + 12 flat +

5 darkflat + 12 bias con Caono Eso40D –

Aut.GIOVANNI LEONI

 ——

 10571953_755251041184677_6680450638916941021_oIC 5070.

Aut. Marco Burali

—-

iC1318IC 1318 del Capella Observatory

Questo tipo di oggetti ovviamente non sono visibili a occhio nudo al telescopio, essendo in larga parte nebulose a emissione o molto molto deboli. Ma se il vostro interesse è collezionare una serie di scatti veramente emozionanti, tenete d’occhio questo catalogo e dotatevi di un’opportuna strumentazione per la lunga posa.

Aggiungo una nota: considerando che è arrivata per me l’ora di iniziare a muovermi anche oltre agli oggetti piu comuni, proporrò ai miei lettori 12 articoli di cadenza mensile in cui inserirò gli oggetti che normalmente si ritengono piu interessanti fotografabili mese per mese. In questo modo potremo fare un piccolo passo verso nuovi orizzonti.

Spero di aver smosso qualcosa in voi eheheh. Buon Natale, a tutti.

2 commenti
  1. Giovanni Leoni
    Giovanni Leoni dice:

    La volta celeste e’ ogni volta una sfida e con tenacia anche quegli oggetti che sembrano inarrivabili invece spuntano fuori deboli dai nostri sensori e poi prendono colore e forma, vederli “uscire” dalle nostre elaborazioni quando spesso sul campo nella preview non ci sono e’ una soddisfazione impagabile!!!!spremete i vostri sensori vi divertirete un mondo.

    Rispondi
  2. Fabio Mortari
    Fabio Mortari dice:

    L’importante è imparare a farlo bene e per quel che mi riguarda la strada è ancora lunga..

    E’ un piacere averti qua Giovanni, fai delle foto sensazionali

    Rispondi

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