Scrivo questo articolo in seguito ad alcune letture su forum online e ad alcune discussioni con alcuni amici astrofili. Sinceramente non avrei mai pensato che anche in questa passione si aggirasse il furbetto, ma tant’è…

Cominciamo con ordine, ma mi voglio rivolgere esclusivamente ai neofiti come semplice “scuola di pensiero”, senza fornire giudizi di sorta che è un atteggiamento lontano dal mio quotidiano vivere.

Tempo fa su un gruppo di facebook che non cito, mi capitò di leggere la rabbia di un utente che trovò pubblicata su un forum una foto postata da altri in cui era certo di esserne il padre. Stessa cosa pare capiti su alcuni siti di condivisione delle immagini nelle piattaforme specifiche, tipo ad esempio Astrobin…Alcuni feedback arrivati alle mie orecchie, mi hanno messo in guardia dal postare su quella piattaforma perchè qualche utente ha il vizietto di impossessarsi di immagini o parti di esse (ad esempio la luminanza o la crominanza) per abbellire i prori lavori o creare qualcosa “dal nulla”.

Ora, parliamoci chiaro tra noi neofiti: questa cosa a me non pare eticamente corretta. Parliamo di etica, si…perchè fondamentalmente l’astrofotografia, seppur amatoriale, si avvicina continuamente ad un ambiente anche “scientifico” se vogliamo. Siamo neofiti giusto? Abbiamo ancora tanto da imparare, c’è tanto da studiare anche, da sperimentare…e miriadi di nottate da buttare. Questo se vogliamo fare l’astrofotografia chiaro, sennò nessuno ci impone di farla.

Ritengo a livello compeltamente personale, che prendere parti di immagini fatte da altri sia qualcosa che allontana un pò dallo spirito di un astrofotografo. Un conto è se stiamo collaborando con qualcuno, ad esempio come sta capitando a me in questo periodo: io faccio luminanza in h-alfa su un oggetto, un mio amico sta facendo OIII sullo stesso, poi si metteranno insieme le immagini e nascerà un lavoro a 4 mani. Un altro è invece uscire una sera col telescopio per riprendere il canale verde e blu, e poi ipoteticamente prelevare il rosso da un’immagine di un astrofilo XY che nemmeno si conosce e sicuramente si è sbattuto tre notti per ottenere quel risultato. Che senso ha?

Prendiamo per fare un esempio una chitarra ok. Va bene, si può suonare la cover di una canzone o farne una propria. E va bene, questo possiamo assimilarlo al tentare un’inquadratura vista in un’altra immagine oppure cercare un’inquadratura propria. Ma prelevare parti di altre immagini “ad minchiam”, è come registrare un brano della propria cover band inserendo come traccia di chitarra quella presa da un live di un altra cover band. MA cavolo, che senso ha? Dov’è l’anima, lo sbattimento, la fatica di raccogliere quel benedetto fotone rosso che imprima il nostro sensore?

Allora, siamo in un mondo generalmente basato sull’accettazione del falso messo come “verità”. Ci siamo abituati in questo, è un fenomeno sociale. MA almeno nelle passioni, possiamo dire “io sono questo qui, e faccio i lavori in questo modo qua?” Possiamo permetterci di non essere omologati ad un bello standard? Possiamo sbagliare, permetterci di essere banali, incompleti, o semplicemente impreparati? Certo che possiamo permettercelo, non ci corre dietro nessuno c’è tempo.

Quindi, te lo chiedo per favore: non farti tentare da queste stupide facili vie:

a) primo perchè non stai rispettando il freddo preso da altri astrofili,. i chilometri, l’impegno, lo sbattimento per elaborare l’immagine nella propria interezza, l’affetto verso la propria strumentazione e non stai rispettando nemmeno te stesso.

b)Secondo perchè a fare belle foto astronomiche non si guadagna nulla di economico. Ma si guadagna maturità e filosofia passando nottate sotto le stelle. Quindi paradossalmente, proprio chi cerca di rubare canali o segnale digitale da immagini scattate da altri per proporle cone “grandioso lavoro personale”, sta perdendo il gusto di lottare per una propria dimensione e un accrescimento personale. A rubare, stranamente, ci si perde..proprio perchè il bel lavoro non ha un valore economico. Qualcuno dentro di se potrebbe dire “si ma la mia autostima cresce..” e allora non solo si perde a rubare, ma ci si affossa con la propria coscienza perchè finita l’ondata dei like da social network, rimani tu e quella “tua” immagine creata da te e da un ipotetico astrofilo sconosciuto che ti ha permesso di prenderti un merito indebito. Tradotto: hai guadagnato dei soldi falsi…per spenderli, devi fregare qualcuno convincendolo che sono soldi veri. Bah. E se la stampi per farla vedere agli amici, cosa stampi in realtà?

Sono forse un pò duretto in questo frangente, ma se leggi questo blog è bene chiarire subito che per me tutte le passioni vanno vissute nel pieno dele proprie competenze e non sono qua nè per i like nè per gloria. Sono qua perchè sono terribilmente innamorato di questa passione e siccome sono un neofita e non mi stancherò mai di dirlo finchè mi sentirò tale, ho l’orgoglio di mostrarti le mie foto da neofita e di cui ne vado assolutamente orgoglioso.

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Siamo neofiti. Partiamo col piede giusto che è sempre lo stesso in tutto ciò che farai: umiltà, fame di sapere, ambizione, onestà, correttezza e rispetto di te, di chi osserva le tue immagini e di chi ha lavorato e speso soldi per scattare una propria immagine.

Ho finito per il momento, ma ocio perchè a breve scriverò un altro articolo: “non dire falsa testimonianza.” Eleviamoci.

Nota: se per motivi di ricerca scientifica o altro, hai “necessità” di aggiungere a un tuo file i file di qualcun altro, chiedi a questo altro la possibilità di manipolare e estrapolare dati dalla sua immagine e segnala a chi osserverà la tua foto che parti di esse sono state ritoccate o prelevate da altre immagini. E’ semplice farlo, e non costa fatica.

Se questo articolo non ti è piaciuto, me ne frego perchè oggi mi va cosi. 🙂 Voler piacere a tutti non è un’ambizione, ma una debolezza…(toh…una frase, un concetto, un articolo)

6 commenti
  1. Gianantonio Dolfin
    Gianantonio Dolfin dice:

    Caro Fabio,
    voglio raggiungere il primato? Ai miei lavori aggiungo, rubandoli, quelli di una altro. Il risultato è che sembro avere fatto da solo il lavoro di due. E’ una gran bella soddisfazione! una tentazione alla quale è difficile resistere, un’operazione sbalorditiva per chi la vede.
    E’ così in molti aspetti della vita: chi ruba vince e degli altri onesti che me ne frega. Basta, però, che anche uno soltanto si accorga del pateracchio, perché il castello di carte eretto dal furbo crolli. Il furbo perde tutto, anche quel poco di suo che ci aveva messo.
    Saluti cari.

    Gianantonio

    Rispondi
    • Fabio
      Fabio dice:

      Hai assolutamente ragione Gianantonio! Ma la cosa sconcertante è proprio la naturale conclusione del tuo ragionamento. Approvo il tuo messaggio! 😀

      Rispondi
  2. Mario
    Mario dice:

    Cari amici astrofili,
    il problema sollevato da Fabio non è altro che un esempio (in una disciplina specifica, l’astrofotografia) di un modo di fare ormai ampiamente diffuso in tutti i campi. Penso sia dovuto ad un sostanziale difetto di formazione e di educazione. Troppo spesso si generalizza dando la colpa alla “società moderna”. Di persone “sane e di robusta costituzione” ce ne sono ancora tante, quindi non si tratta di un’epidemia alla quale non ci si può sottrarre. Invece, quelli che non hanno ricevuto dagli ambienti in cui sono vissuti e dalle persone che hanno frequentato il “sistema operativo” che detta che solo le cose costruite sull’esperienza personale, fatica, dubbi, errori e soddisfazioni ti arricchiscono, molto facilmente cadono nella consuetudine di sfruttare la “pappa cotta” (da altri) semplicemente per conseguire un risultato di immagine, non solo in senso fotografico, che poi è l’unico che conta oggi per la cultura di massa. La cosa curiosa è che queste persone spesso non agiscono in malafede, semplicemente non hanno nel loro hard-disk il file che ti fa sentire abbruttito e perdente se rubi il lavoro di qualcun’altro. Se cerchi di spiegargli questi concetti ti chiedono se vivi sulla Luna. Lo si nota spesso già anche nei bambini di oggi: non ha senso costruirsi qualcosa se esiste già bello e pronto in commercio. Cosa me ne frega di sapere come funziona quella cosa, come è fatta e se è possibile farsela da soli (con ben maggiore stima di se stessi)? L’importante, visto che mi serve, è averla. Il metodo con cui reperirla non ha grossa importanza. Fanno tutti così…Se non trovano quello che gli serve per raggiungere il loro obiettivo o rubano o vanno nel panico. Chi invece è fatto diversamente, non gli passa neanche per la mente di adottare simili espedienti. E’ semplicemente assurdo, non ha senso. Comunque, come mi diceva mia nonna: le bugie hanno le gambe corte… Cordialmente.
    Mario Magi

    Rispondi
  3. Leonardo
    Leonardo dice:

    Mi è successo spesso quello di cui racconti e mi fa piacere sapere che esistono astrofili che la pensano come te e lo scrivono … non si risolve nulla ma si dà solidarietà. Ci sono tanti sacrifici dietro la nostra passione, il rispetto non dovrebbe mai mancare.

    Un astrofotografo

    Rispondi
  4. Maurizio
    Maurizio dice:

    Le foto sono come le persone…ci sono le persone (foto) belle e le belle persone(foto). Le prime di solito non servono a niente, le seconde invece bisogna tenersele strette. Chi ricorre a simili bassezze non fa altro che dimostrare soprattutto a loro stessi di essere soltanto dei miserabili falliti.

    Rispondi

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