Uno dei problemi piu banali da risolvere quando si fa ricerca è l’orientamento del sensore. Chiunque abbia letto qualcosa nel net che tratta come argomento la ricerca scientifica amatoriale, si è imbattuto nella classica frase

 

..per far funzionare correttamente la calibrazione, è necessario orientare la camera in modo che gli assi del sensore corrispondano agli assi del telescopio

Che significa?

Innanzitutto va specificato il motivo di questa frase, e lo spiego anche se è banalmente intuibile. Quando si effettuano rilevazioni astrometriche, come nel caso delle stelle doppie, i valori che interessano sono l’angolo (Theta) e la separazione (Rho).

Prendiamo ad esempio l’immagine seguente:

Il sistema binario che interessa per questa spiegazione è WDS STF 779 AB. Come possiamo vedere ci sono due stelle, una piu grande e luminosa (A) e l’altra piu piccola (B) e sono separate tra loro. Questo è il valore di separazione. Inoltre fingete di creare un cerchio che abbia il centro nella stella A e la circonferenza che passa per B.

Bene, fingendo che questo sia un orologio che ha le sue ore 12 verso il nord della fotografia, potremmo dire che la componente B si trova a ore 3.5. Precisamente, parlando di angolo, possiamo dire che riporta un valore di Theta pari a 120° circa.

Bene compreso questo semplice concetto, dobbiamo rendere assoluto questo valore. Perchè dico assoluto? Perchè trovandoci nello spazio, se non abbiamo un riferimento fisso gli angoli possono assumere qualsiasi valore. Ecco quindi la necessità di orientare la camera nel modo corretto, in modo che chiunque al mondo orienterà il suo strumento nella maniera analoga e chiunque ripetendo la misura otterrà piu o meno lo stesso valore.

Per il corretto orientamento del sensore, bisogna tenere presente gli assi del sensore stesso, dove il NORD è la parte alta (solitamente sul ccd è segnato dal marchio di fabbrica o da un led di accensione) e l’Ovest è uno dei due lati.

Per rispettare la corretta posizione, si ponga il telescopio verso la polare. Se avete un telescopio il cui focheggiatore è posto nella culatta (come gli Schmidt Cassegrain ad esempio) non dovete far altro che mettere la camera dritta per dritta nel vostro focheggiatore. Se avete un sensore la cui scocca è rotonda, dovete garantirvi che la parte alta del sensore corrisponda alla parte alta della circonferenza del telescopio. Fatto questo, la camera avrà l’allineamento “naturale” ai restanti assi.

Se invece avete un Newton, che ha il focheggiatore di lato, non dovrete far altro che prendere a riferimento la base quadrata del focheggiatore ed allineare la camera secondo gli assi della base. Quindi il Nord andrà verso l’alto (la direzione opposta a quella in cui ci sono le manopole per intenderci)  e l’ovest (ad esempio) verso l’apertura del telescopio.

 

Una volta ottenuto l’orientamento del sensore, siete pronti per iniziare le procedure di calibrazione e successivamente di misurazione.

Ricordatevi che piccoli disallineamenti in fase di allineamento possono essere concessi e risolti dai software che calcolano un’eventuale deriva (chiamata ‘delta’) ma sia chiaro che una volta che è stata effettuata una ripresa con il sistema di riferimento, non bisogna toccare piu nulla.

Infine, le sessioni iniziano sempre con una calibrazione e finiscono con la rirpesa dello stesso sistema di calibrazione in modo che a fine serata potrete verificare che i valori corrispondano e garantirvi che nulla siè mosso durante la sessione di ripresa.

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